Apr 09

Anche se ho messo i cerotti giusti, ho fatto fatica a camminarci sopra tutto il giorno e stasera la piccola - grande piaga si presenta così! Immagino che ne avrò per qualke gg e nel frattempo cercherò di salire sulla cyclette!

Non ho ancora cambiato le vecchie scarpe ASICS CUMULUS 9. Sono mal ridotte da più di 2 mesi ma son fatto così, mi affezziono fintanto che non diventano assolutamente indossabili e se lo fossero mi potrebbero fare danni (magari lo han già fatto!). Di kilometri ne han fatte! Se potessi contare le volte che hanno battuto sull’asfalto non ci crederei. La tecnologia oggi è all’avanguardia e le industrie di settore sono attentissime alle esigenze dei runners. Ho visto i vari spazi espositivi di alcune tra le + grandi maratone (Paris, Berlin, Firenze etc…). Stefano Stanzial aspettami che arrivo…
Feb 01
E’ un ritornello famoso tra i ranghi virgiliani. Sentii parlare di questo aforisma l’anno scorso al criterium provinciale dei 5000 al campo scuola di Mantova. Era Gianni Truschi che lo pronunciava e nel video il suo gesticolare è eloquente “l’è mei curar fort e poc che tant e pian!!!”. Queste parole mi han martellato tantissimo durante la stagione e infatti i miei allenamenti abbastanza scarsi sulle lunghe distanze mi hanno potuto sostenere sul breve e medio lungo. Il record sui 10000 e nella 1/2 maratona nel 2007 hanno dimostrato i progressi in questo senso. La svolta è scaturita sulle riflessioni di questi giorni molto sofferte ma quanto mai proficue. I miei obiettivi saranno sulla qualità e sulla velocità . Voglio battere i due muri dei 40 minuti sui 10000 e dell 1h30′ sulla 1/2. Mi conforta il fatto che Luca Speciani ieri scambiando un paio di mail sull’invito formale alla mezza di Treviglio mi abbia poi spostato l’orizzonte sul tema della cartilagine consumata.
1. Per le cartilagini non disperare. Ci sono passato anch’io.. e son qui ancora
Toglimi una curiosità ma ci corri sopra uguale nonostante la cartilagine consumata? E ci fai pure le maratone?
2. Ti comunico che la cartilagine, finché non è completamente usurata, ricresce. E’ tessuto vivo (benché non essendo vascolarizzata abbia una crescita molto lenta). Un peso corretto certamente aiuta, così come una pratica “deinfiammatoria” (alimentazione, eustress, sonno, controllo intolleranze), che riduce grandemente l’usura.
Io ho fatto due cicli a distanza di un anno di acido ialuronico in sinovia (è un prodotto naturale, normalmente contenuto nella cartilagine), e poi sono stato quasi un anno con sport alternativi (bici, roller), potenziando i muscoli “protettivi” (vasto mediale) e per un breve periodo anche con un dispositivo di sostegno rotuleo.
Ad un certo momento ha incominciato a non fare più male. Adesso ho ripreso a correre come e quanto voglio. Con prudenza, come si dovrebbe fare sempre, ma senza rinunciare a togliermi alcuno sfizio (ultra, trail, gare a tappe ecc.). Se vado piano non è per le cartilagini ma perché mi alleno poco!!!
:-(((
Ciao e auguroni!
Luca
Gen 14
Stamattina mi son fatto la barba incolta da tre giorni, ho tolto i 3 cerotti dove ho i punti, ho messo un film (sempipermeabile all’aria) ma non ai liquidi e mi sono infilato sotto la doccia. Bellissimo… ne avrò consumata un quintale finchè ce n’era, calda, freddina, tiepida, con le bolle, senza, ho giocato con il bagno schiuma, lo schampo, mi son lavato proprio bene. Pulizia generale e in profondità . Na goduria! poi mi son tolto i peli dalle orecchie e dal naso con il nuovo rasoietto (*), mi sono rimesso i cerotti dopo aver disinfettato per bene e mi son fatto l’autopuntura antitrombotica (ne avrò per altri 10gg). Ho fatto nuovamente gli esercizi e incredibilmente mi sento benissimo, tant’è che ho provato a flettermi dall’impiedi. Sono quasi andato in fondo, il ginocchio lo sento sempre meglio e l’articolazione sta riprendendo quasi nella sua totalità . Devo essere felice per come sta andando e ringraziare quel Guru che mi ha operato. Benedetti Mario sei un profeta!!! Ho scelto tra i tanti e bravi il più grande. La sua precisione è stata stratosferica, il tempo di permanenza nel corpo interno è stato brevissimo. Sarà rimasto 3 minuti nel fare la completa operazione, considerata l’introduzione dei trocker, l’individuazione della lesione, la frantumazione, il ritiro, il controllo dei legamenti, della rotula, della cartilagine. Secondo me è andato abbondantemente sotto le 3 ore ahahahahahahh… La considerazione ovvia è che nella velocità dell’esecuzione posso godere di un notevole recupero muscolare rispetto la norma. Non c’è stato nessun gonfiore, nè perdita di liquidi, sangue o cosa. Quindi:
H O V O G L I A D I C O R R E R E E E E E E E E E
Gen 10
Ieri mattina alle 10, 47 sono stato accompagnato in sala operatoria dall’infermiera sul lettino di degenza. Presala e anestesia spinale accovacciato sul fianco. Da fornitore a cliente è un passaggio traumatico e ieri lo è stato fortemente, non tanto per la struttura di per sè che visito regolarmente ma l’approccio in diretta. Toccando con mano la realtà sulla propria pelle ci si accorge come la medicina sia a degli stadi evoluti per il genere umano e se considero quel siero che è stato iniettato nella zona sacrale nella posizione esatta per addormentare la sensibilità della gamba destra è straordinario. Non la sentivo più! Una strana sensazione come se fosse un corpo estraneo mentre ho provato a toccarla. Il Dr. Benedetti ha agito bene, con professionalità e non ho fatto in tempo ad accorgermi che in 5 minuti era finito l’intervento. Non ho potuto seguire dal monitor l’intervento in quanto coperto dal telo ma quando ho sentito “… ecco il menisco è rotto qui, togliamo la parte, ahia…qui la cartilagine è consumata a stadio 2″ mi è venuto da piangere “cosa significa?” “… non è indicata la corsa!”. Una legnata sui denti! Ci son rimasto male e tutta la giornata a parte la difficoltà a pisciare, con l’urina che non usciva inizialmente sull’effetto della anestesia - con la mobilizzazione di una parte a bloccare non lo stimolo ma qualkosa di cui non so - son rimasto a pensare e a ripensare a dover smettere di correre. Non sono valse a nulla le telefonate degli amici, la rassicurazione di caio e di sempronio un pensiero fisso mi ha portato ad addormentarmi la notte. NON POTRO’ + CORRERE! E adesso?
CALMA, RIFLETTIAMO, LASCIAMO PASSARE LA RIABILITAZIONEE POI RAGIONIAMOCI BENE. Esiste anche il trapianto di cartilagine ma esiste anche il buon senso. Magari dovrò dire addio al sogno sotto le 3 ore e accontentarmi di uscire in bicicletta o andare in piscina o magari una volta al mese qualke corsetta rigenerante. E’ la vecchiaia che mi preoccupa e se voglio camminare a 70 anni se mai ci arriverò devo pensarci adesso!
Gen 08
Psicologicamente mi sento pronto ad affrontare questo intervento. In questi giorni ho sentito pareri molto discordanti ma quasi tutti nel riconoscere la meniscectomia un intervento di routine abbastanza facile e di velocissimo recupero. Ci sono molti fattori da considerare: il tipo di lesione e quando e come si è procurata, l’età , il tenore di vita ma soprattutto la riabilitazione e la voglia di riprendersi. Sono ormai un paio di mesi di regime ridotto riguardo la corsa e i pensieri sono tutti rivolti al dopo intervento.
Quanto durerà la riabilitazione?
Riuscirò ad avere nuovi stimoli?
Come e quando riprenderò gli allenamenti veri?
Chissà quando debutterò in una nuova gara?
Riuscirò a migliorarmi?
Sarò capace di andare sotto le 3 ore un giorno?
Mi usciranno nuovi malanni ora latenti?
Sono del segno dell’ariete e quindi amo essere operativo, amo l’azione, piuttosto che essere un attendista qualunque vado avanti a testa bassa incurante degli ostacoli e se anche inciampo o mi faccio male veramente subito pronto a rialzarmi o a prendere una bastonata sulla schiena o una papina in faccia come mi promette sempre il Giova. Mai stare fermi ad aspettare il lento domani! Ho una smania che mi corrode e mi si legge in viso. Ho lasciato crescere la barba per una settimana come conseguenza del malessere interiore ma da domani sarò ai blocchi di partenza per riordinare il maltolto.
Auguro al vecchio Lanfree che se ne andrà domani di non temere che c’è un frullo nuovo pronto a nuove sfide e nuovi traguardi che nascerà postdomani!!!!
Gen 05
Ieri giornata intensa alla clinica San Francesco in Verona! L’appuntamento era per le 7 nell’atrio dell’accettazione. Sono arrivato prima per essere tra i primi a sostenere gli esami, per strada considerati la maggior parte degli italiani in ferie poche macchine, strada libera. La sera precedente qualke accenno di stratificazione di neve riassorbita durante la notte. Esame del sangue, delle urine a digiuno, elettrocardiogramma, visita del medico di turno che ha controllato le lastre, poi con domande di rito sullo stato dell’arte della mia salute mi ha toccato il punto del ginocchio dove c’è la lesione e con un dolore lancinante nel punto preciso sono balzato sulla sedia. Non v’è dubbio! Raggi al torace e infine visita anestesiologica. Il medico era sulla sessantina, mentre faceva entrare le persone mi aveva dato l’impressione sbagliata. Avevo con me le lastre lombosacrali per chiedere lumi sul dubbio dell’anestesia locale visto che avrei dovuto sostenere la spinale. Invece con molta professionalità dapprima mi ha beccato la bradicardia misurandomi la pressione e il battito fisso a 42. Domande pertinenti al caso evidenziando la possibilità se non fosse dovuta all’agonismo podistico, che fosse, la bradicardia, un anomalia da approfondire con esame specifico. Visionate le lastre mi ha fatto vedere esattamente il punto dove l’ago sarebbe entrato vicino alle vertebre ma lontano 5 millimetri dal peduncolo osseo formatosi tra L5/S1. Tranquillizzato sono uscito dalla clinica alle 10,50 sapendo che dovrò sostenere l’intervento presentandomi alle 7 di mercoledì 9 gennaio a digiuno, con tricotomia della gamba fino all’inguine, che sosterrò una anestesia selettiva e che sarò dimesso il 10 gennaio verso le 9.30. Se considero tutti gli esami svolti ieri mattina in meno di 4 ore e in mezzo ad una trentina di persone non posso che dire che NON ci si può lamentare dei tempi di attesa delle cliniche private convenzionate! Tra l’altro ho visto sui carrelli i nostri cerotti e i guanti della Hartmann. E’ piacevole vedersi medicati con i propri prodotti e ho avuto anche il tempo di notare lamentele sui guanti in nitrile della concorrenza. Essendo un venditore puro non abbasso mai la guardia e cerco di sfruttare ogni occasione mi si presenti. Di certo con la lingua sono sufficientemente abile e a volte la sò usare molto bene ;o)
L’altro ieri ho avuto il tempo di renderizzare l’intero filmato della presentazione del libro di Baldini e l’ho pubblicata su Nati Per Correre!
Gen 02
La meniscectomia (ovvero la rimozione chirurgica in artroscopia del menisco) può condurre ad un’artrosi del ginocchio: ciò è conosciuto fin dal 1948, data della famosa pubblicazione scientifica di T. J. Fairbanks (”Knee joint changes after meniscectomy” - J.B.J.S. Br. 1948). Secondo uno studio più recente del 1996 della Società Francese di Artroscopia, una meniscectomia può condurre a delle immagini radiologiche d’artrosi di ginocchio (senza obbligatoriamente presentare sintomi dolorosi) dopo 10 anni nel 20% - 40% dei casi in cui il legamento crociato fosse sano. Se, invece, la meniscectomia è stata eseguita in presenza di una rottura del legamento crociato anteriore (non operato), le radiografie mostrano dei segni d’artrosi nel 95% dei casi a 25 anni di distanza (Thèse Med. “Méniscectomie intra murale: résultats très éloignés” Ph. Neyret 1987)

La freccia mostra un iniziale artrosi femoro-tibiale esterna, 7 anni dopo una meniscectomia laterale. Il ginocchio controlaterale (non operato) non presenta nessun segno d’artrosi.
* fonte orthopedie.comÂ
Ovviamente me la sto già facendo nei p.n.a.o.i!
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