Ott 26

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Breve chicca in attesa di pubblicare online lunedì prossimo l’intero servizio su Nati Per Correre. La voce di chi pone le domande è la mia!

Ott 25

Abbiamo chiesto a quattro specialisti (Luca Speciani, Fulvio Massini, Enrico Arcelli, Roberto Albanesi) un parere sulla stessa questione per confrontare attraverso la loro esperienza cosa pensano riguardo l’argomento. Il risultato è molto interessante e necessita riflessione…
Così inizia l’articolo pubblicato ora su NatiPerCorrere. Spero di aver fatto un lavoro discreto e degno di interesse vero, spero! Mi spiace solo che Orlando Pizzolato per carenza di tempo non abbia potuto rispondere visto che sta partendo per NY ma forse ci permette all’interno dello stand di Correre all’EXPO della maratona di Firenze di proiettare i filmati del sito NPC.

Ott 17

Proprio non ci voleva! Ieri verso il tardo pomeriggio si faceva avanti incalzante. Il rafffredddddore, di quelli belli corposi e carichi. Proprio nulla, neanche un metro e spero si risolva molto presto. Più tardi provo ad uscire anche se mi sento fiacco e infreddolito. Nel frattempo ho chiesto lumi riguardo le nostre considerazioni sul sistema allenante. Ho mandato la mail ai tecnici del settore… vedremo se tra questi qualkuno risponderà: Orlando Pizzolato, Luca Speciani, Roberto Albanesi, Fulvio Massini, Enrico Arcelli, Stefano Baldini, Gianni Truschi, Marco Boffo:

Per ottenere un risultato in una gara qualunque distanza essa sia bisogna tener conto di molti fattori. Doti fisiologiche generali indubbiamente ma anche la capacità allenante da parte dell’atleta in questione.
1. Premesso che ci interessa l’aspetto amatoriale ci potrebbe spiegare come si deve affrontare il periodo di preparazione tenendo conto degli impegni lavorativi, degli stress che ne derivano, del ruolo della famiglia e della gestione di una tabella specifica sul medio lungo percorso (mezza, maratona)?

2. Esistono tolleranze nelle quali il risultato non viene penalizzato al fine di una gara? Mi spiego, se durante la preparazione è previsto un lunghissimo di 35 km per preparare la maratona e poi per molteplici motivi se ne compiono 32 o 33 o 34 cambia qualcosa?

3. E’ meglio sviluppare aspetti legati alle impostazioni o correre a sensazione durante i lavori? Es. se viene scritto 6 ripetute da 1000 a 4 min al km con rec att a 4,20 e poi di istinto si corre a 4,05 con rec att a 4,32 che differenza comporta sul lavoro svolto?

…il tutto poi finirà su Nati Per Correre!

 

Ott 13

Che bello dominarsi gli spazi, le giornate a proprio piacere senza discutere con le proprie gambe quello ke è giusto e quello che è esagerato nel pretendere da loro, povere! Non ho corso nè ieri nè oggi e sto benissimo. Mi son dedicato ad altro e mi sto programmando la stagione che ci porta alla fine del 2007. Sto cercando a tutti costi di avere come Nati Per Correre un pò di visibilità all’EXPO di Firenze durante la distribuzione di pettorali del sabato. Ho chiesto a Speciani se riesce a farmi avere un angolino nello stand di Correre dopo che l’organizzazione mi ha risposto picche. Speriamo bene, intanto lavorerò al filmato che è rimasto da farsi sul convegno IUTA del 12 Maggio a Sommacampagna. Ci sono gli interventi oltre che di Scevaroli, di Speciani e di Antonio Mazzeo. Ho sentito Monica Carlin e sarò da lei a Pergine quell’altra settimana data ancora da stabilire. Farò una doppia intervista con lei e il suo allenatore Stefano Sartori (vincitore di tante gare tra cui il Passatore). Sto attendendo (coadiuvato da Marco Gambera) le risposte dal PRESIDENTE DELLA VALETUDO SKY RUNNIG SAN PELLEGRINO GIORGIO PESENTI e l’intervista con Paolo Gotti (vedi nella foto) tra i plurivittoriosi di questa disciplina.

Domani mi attendono i frulli a Castellaro alle 8,30, kilometraggio previsto 32 km.

Set 03
Ho voluto inserire anche qui la presentazione multimediale che qualcuno di voi mi aveva richiesto. L’importanza della preparazione in sala pesi per l’ultramaratona che gentilmente Marco mi ha concesso è un passo inevitabile alla cultura che nulla viene per caso o per fortuna. E’ tutto scientificamente provato e assolutamente previsto anche un semplice risultato di una corsetta tra amici. Come dice anche giustamente Albanesi la nostra performances è la risultante matematica di come abbiamo svolto lavori e lo stato dell’arte della condizione fisica del momento.
Detto questo mi soffermo ad una riflessione dallo spunto della domanda specifica che mi ha fatto Gianluca nel commento al post precedente: ma come fai a seguire una tabella di allenamento? più volte mi sono ripromesso di seguire un piano prestabilito, ma vuoi per i continui piccoli infortuni/acciacchi, vuoi perchè durante la corsa incontri un amico, resta il fatto che sistematicamente i piani che ti eri prefissato saltano.

Gianluca quanto ti capisco. Gli elementi esterni che ci vivono accanto a volte non sono favorevoli ma anche quelli interni. Mi riferisco a tante cose: il lavoro, la famiglia, gli amici, il tempo per correre (esterni), la voglia, la tenacia, la costanza, il sacrificio, l’equilibrio, lo stato fisico (interni). L’insieme di questi elementi a volte fortificano a volte distruggono i programmi. Per quanto mi riguarda i piccoli risultati che ho conseguito sono scaturiti da passaggi importanti e da percorsi precisi. Non a caso ho avuto un anno - 2007 - infelice nella prima parte della stagione frutto di quel malessere oggettivo che il corpo inspiegabilmente sollecitava. Il male al menisco o presunto tale tra gennaio-marzo, la storta sempre in quel periodo, il male alle articolazioni delle gambe, il mal di schiena, l’ernia al disco presunta mi hanno sfiduciato per un bel pò! I carichi di lavoro nei lunghissimi che ho dovuto svolgere in preparazione della Maratona di Firenze dello scorso anno mi sono convinto abbiano contribuito negativamente nella preparazione della fase invernale verso la Maratona di Treviso e poi successivamente non ho più ritrovato lo smalto nell’affrontare la stagione primaverile. Il nostro corpo è incredibilmente perfetto, abbiamo una grande fortuna nello studiare quello che avviene durante la nostra esistenza. Io sono convinto che quei dolori al menisco erano dei paliativi - segnali mandati dal corpo alla mente per frenare i carichi dello sforzo prima che fosse troppo tardi - piccole avvisaglie - dolorini ma anche doloroni che non mi hanno permesso un allenamento adeguato, anzi mi son dovuto recare da un fisioterapista per correre a Treviso, ingerendo dell’OKI per non sentire il dolore tanta era la voglia di correre quella maratona. Fino al 30 luglio ho corricchiato questa estate ma con scarsissimo profitto, complice il malessere di fondo e qualke kilo di troppo. E’ bastato monitorarmi il peso, dando un radicale cambiamento alle abitudini che ho ritrovato il piglio giusto. Come dice Albanesi: Un soggetto che dimagrisce nel tempo di 10 kg migliora di circa 25″/km; un atleta che passa da 3 a 6 sedute settimanali (ammesso che le regga fisicamente e di testa) migliora a spanne di circa 12-15″/km; un buon allenamento può far migliorare di un’altra decina di secondi al km; infine l’esperienza (soprattutto sulle gare lunghe) fa fare un ulteriore piccolo passo. (*)
Ciò vuol dire che se un individuo è in sovrappeso o con una IMC fuori dalla norma oltre il 25 % può - dimagrendo - guadagnare anche 2,5 secondi al kilometro. Sembra pochissimo ma se facciamo due calcoli più la corsa si allunga + diventa un guadagno considerevole oltre che permettere al fisico di stare meglio. Nel mio caso solo con questo parametro passando da 91,5 kg il 31 luglio a 85 kg circa di questi giorni ho corso due diecimila decisamente diversi 47′17″ il 2 agosto contro i 43′36″ di ieri a Moena. Sono come miglioramento decisamente più di 2,5 secondi al kilometro ma devo tener conto dei lavori che durante il mese sono riuscito a svolgere che prima potevo solo sognare. Inoltre sto iniziando a capire il ruolo delle ripetute e del fartlek per aumentare la capacità di correre a ritmi diversificati e a recuperare l’affanno quasi in tempo reale. Tecniche che si apprendono sul campo e confrontandosi con coloro che corrono e leggendo o documentandosi attraverso i libri specifici di settore.

Ago 23
Su Nati Per Correre è resa pubblica l’intervista!

Massimiliano Bogdanich, tra i più forti runners veronesi, nonostante l’età non più giovanissima, ci racconta la sua storia.
Semplice, profondo, passionale, rileva un animo nobile e tra le righe traspare il buon padre di famiglia che riesce a ritagliare il tempo necessario per potersi allenare adeguatamente ma sempre attento a non esagerare, a non strafare.
Un uomo, di carattere ma soprattutto serio e rigoroso, maturo e riconoscente.
Da vicino Massimiliano dimostra il suo valore e la sua corsa pulita nel segno della lealtà lo esalta a paladino di chi corre pulito e con le proprie gambe…

Lug 19


Il video è online e preventivamente abbiamo pensato di comune accordo di mettere un disclaimer prima della visione…
PS. il paese Ficarolo esiste davvero non è una balla scelta al caso!

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