Mag 18
Scritto da lanfree in gara
Mi sono appena svegliato da poco. Ultimamente questi sono i miei orari e uso poco la sveglia. Mi piace svegliarmi al mattino presto al cinghuettio delle rondini. Vivo nel verde e sui tralicci della Telecom sfilano questi docili e piacevoli animali. In questi giorni lascio aperti gli infissi e le finestre (stanotte leggermente + freddo). Fra poco farò colazione e poi dritti verso Verona. Son pronto alla stracittadina Veronese. Mi aspetta un percorso difficile ma sto bene e spero di fare bene. Le gambe sono a posto. Buona domenica….
Mag 15
Ringraziamo Piergiorgio Pasotti che durante la domenica mattina si è diretto verso il centro dal Movempick per fotografare i maratoneti in corsa. La curiosità dei cinesi presenti in albergo l’ha incuriosito e il sottoscritto con le sue lagne da runner amatore incallito ha fatto il resto. Grazie Giorgio!
Apr 25
Scritto da lanfree in gara

Oggi in sordina mi sono aggiunto ai Rigolettiani per partecipare alla mezza in quel di Fabbrico. Sono stato titubante fino all’ultimo ma poi stamattina alle 6.40 appena sveglio mi son deciso. Dopo abbondante colazione son partito… primo pit stop qui a Marmirolo per caffettino di rito (quello della moca prima di una corsa stranamente mi rimane sullo stomaco) e poi verso l’autostrada. A Fabbrico ho messo piede alle 8 precise come Angie mi aveva dato appuntamento. Una decina di Rigolettiani alla partenza. La Graziella al rientro dopo malanni vari invernali mi ha fatto da pacer per il primo km. Ero assolutamento convinto di partire come se dovessi fare un esperimento di rientro in gara sulla mezza classica, dolcemente in costante progressione. Dopo l’intervento al menisco non potevo assolutamente prevedere qualsiasi tipo di risultato. Da gennaio gli allenamenti + lunghi sono stati al massimo di 16 km e con sforzo notevole. Più volte ho promesso un 2008 all’insegna di corsa brevi, medie e medio lunghe con distanza massima la mezza maratona. Dopo il ritiro del pettorale ho potuto salutare Stefano Cavicchini che fresco vincitore della 14 di Cesole (era molto atteso, peccato abbia accusato i lunghi rettilinei chiudendo la sua provo in 1h18′) non vedevo da tempo. In veste ginnica ho salutato Beatrice, l’amica col benefit (mi piace descrivere così le morose aka fidanzate) di Alefochi che con le sue consuete cuffiette mi ha stretto la mano in zona riscaldamento; era in completo griffato da gran figo, incredulo nel vedermi al via. Barbara mi ha fatto piacere si cimentasse in una corsa se pur quella degli amatorissimi delle non competitive. Altri rigolettiani han fatto cerchio prima di avviarci alla partenza. Son passato dopo lo sparo sotto allo striscione leggermente defilato. La Graziella l’ho tenuta avanti di una decina di metri. Dopo il primo km di slancio l’ho sopravanzata andando poi a sensazione. In progressione ho risalito il gruppone e guardando il Garmin mi son reso conto che il passo era troppo sostenuto per lo stato attuale. La Angie raggiunta circa al quarto di slancio mi ha bisbigliato di rallentare per non vedermi cadavere lungo il percorso. Nonostante ciò ero cosciente che se anche mi fossi fermato ne avrei avuto ragione visto il mio stato dell’arte e così ho proseguito incurante. I primi sette km sono scivolati via divorando l’asfalto e passando di autorità i concorrenti. Dietro di me si era incollato un tipo che teneva l’andatura e mi dava fastidio il suo fiato sul collo. Verso il passaggio dei 10.000 me lo sono visto scivolare avanti mentre stavo calando di ritmo. Ci siamo guardati… un’occhiata strana di cui non ne ho capito il senso, mi son dimenticato di prendere il numero di pettorale. La faccia proprio del cretino, bah! Lungo il rettilineo di ritorno i concorrenti erano disordinatamente sparsi e seppur a fatica ho tenuto il passo per i km finali sul piede del 4,45/km. Ho atteso il crollo di schianto ma stringendo i denti e con una gran perdita di liquidi inzuppando di sudore la maglietta in preda a crisi ipoglicemica visto salire la temperatura e il sole alto ho iniziato a sentire girar la testa. Ormai eravamo transitati oltre la tabella del 19esimo. Lungo gli ultimi due ho fatto molta ma molta fatica e pensavo assolutamente al tempo di proiezione finale. Oltre la mia più rosea aspettativa sotto l’ora e quaranta. Sul tappeto lungo il corso dell’arrivo ho accellerato e ho chiuso in 1h37′33″ a 4,37/km! Sono soddisfatto e decisamente col piede giusto per preparare al meglio i 10000 di Bancole dove tenterò il personale. Sperem…

Mar 16
Scritto da lanfree in gara
Domenica 16 marzo 2008 ore 9,30 si è corso a Verona il “591° PALIO DEL DRAPPO VERDE” la 10 km classica per tesserati FIDAL. Ha vinto Battocletti come da pronostico ma non so il tempo. Massimiliano Bogdanich in 32′30″ è giunto undicesimo, non male il nonnino!
Stamattina mi son svegliato presto per guardare il gran premio di Formula 1 ma forse era meglio me ne stessi a letto ancora un’oretta. Erano 5 gg che non mi pesavo e ho maledetto la Tanita quando salito sopra segnava 92,9 kg! Ho ripetuto più volte ma niente da fare sempre lo stesso peso. Ormai non so + cosa fare per contenermi, non c’è verso. Ero tentato nel non partire per Verona per non sfigurare (fisicamente) davanti agli amici con quella panza che ormai sta bucando da ogni parte le camice e fuoriesce strabordando oltre i boxer facendo una risacca da schifo. Mi odio! Ormai il male è fatto dai cretino parti. Sono arrivato in zona partenza verso le 8,26 e trentuno secondi, ho parcheggiato e ho lasciato da imitatore di cani, qualke affresco giallo murales qua e là tanto la vescica premeva. Tanta gente, amatori sparsi, fiancheggiatori delle sgambate della domenica e le auto d’epoca da cornice. Organizzazione perfetta e ritirato il pettorale 66 son ritornato in macchina a cambiarmi. Dieci minuti prima della partenza ho avuto il piacere di salutare i Dusi al completo, Ferrari Giulio - il rivale di Arti e Cristian, Luca il geometra, Rastaman che ha chiuso in 37′30″, Roberto di Isola e tanti altri che non vi sto a scrivere… A tutti ho fatto vedere l’addome come trofeo da non imitare e il pronostico era chiaramente sotto i 50 minuti ma non di molto. Mi sarei accontentato di un 49 netti visto la precaria condizione e la scarsissima preparazione, nonchè il sovrappeso e il recente intervento al menisco di due mesi e l’esordio stagionale.
Come tutte le cose strane che sometimes capitano nella vita oggi si vede era il mio giorno fortunato. Leggerissimo riscaldamento - si fa per dire - anche se con la maglietta della Rigoletto ormai stretta faceva freddo, mi sono infilato lungo le transenne della partenza cercando il contatto per riscaldarmi. Ho voluto vicino il treno dei 5 al km (Fausto Dusi la cavia) visto che il Garmin stranamente non funzionava, pila scarica (te pareva!). Allo sparo siamo passati sotto il traguardo dopo una decina di secondi. Da subito a sensazione e considerato Luca che voleva viaggiare a 4,35 l’ho tenuto a debita distanza. Il ginocchio era ok ma avevo paura giungesse la crisi perdifiato. Dopo il terzo km stavo bene, tenevo il ritmo ed ho iniziato ad accelerare convinto di poter spendere per poi fermarmi come al solito verso la fine. Il percorso classico intorno al centro è stato piacevole con qualke leggerissimo strappo e discesina. Siamo passati sul liston di Piazza Brà verso il sesto km ed ero a dir poco incredubo riuscissi a tenere il ritmo. Così è stato ed ho corso a 4,15 di media fino al settimo per poi calare leggermente nel finale dopo il tunnel…
Quarantaquattrominutieundicisecondi sotto lo striscione dei 10 km!
Un “grasso” vitello da combattimento! Direttamente da podisti.org ho trovato le immagini sfogliando le pagine e mentre guardo coloro che arrivano belli snelli e filiformi noto un baricentro ad ogiva assolutamente poco stilizzato!
Dic 10
Scritto da giulyrun in gara
Cerco volontari che nelle campagne reggiane possano cercare le “mie mani” che si sono staccate durante la Maratona di Reggio Emilia. Dapprima un leggero formicolio, poi pian piano si sono indurite e poi si sono staccate definitivamente dalle braccia indicativamente al 27° km. Ho temuto di perdere anche la mandibola che tremante se ne voleva andare al 38° km ma ho stretto i denti.
Resoconto: Partenza stadio Mirabello 4/5 gradi circa, cielo nuvolo ma chiaro con speranza di qualche sprazzo di sole. Giro in città per circa 5 km poi usciti per le colline reggiane. La temperatura sempre fredda ma accettabile. Braghe corte, maniche lunghe, guanti, fascia in testa e ipod. Trascorrono 5 / 10 /15 km e riesco a correre bene sotto i 5. Al 17° sentono che urlano – piove – la strada comincia a bagnarsi, il freddo a pungere ed i c…ni a girare. Sono un “freddolino di natura” che ci faccio qui in aperta campagna lontano dall’arrivo. Le mani sono le prime a risentirne, la corsa è ancora buona e sino al 25° sempre sotto i 5 ma continuo a sbattere le braccio come un “frullo” ma non le sento. Inizia i sali e sali – scendi per adesso pochi e la corsa ne risente un po’ – comunque al 30° sono in media sotto i 5. La mani le ho già perse – mi fermo al ristoro e con una brocca di the caldo cerco di ritrovarle. Anche le gambe ne risentono, i piedi sono ormai bagnati ed immersi in un “pocino” freddo, sento freddo alle cosce. 35° corro, 36, 37, 38, 39, 40 corro sempre – non mi fermo mai – anche perché fermarsi significa “assiderarsi”. La mandibola parte sono un fremito continuo, forse ho freddo, riconosco la zona, le pozzanghere sembrano laghi insormontabili. 41, 42 arrivo – sono un cicin bagnato –. 3:39 è lo stesso è andato tutto bene .Tremolante recupero la borsa e negli spogliatoi al calduccio, doccia fredda per non creare squilibri fisici e sono nuovo, tutto è passato e vi dirò che non ho neanche il mal di gambe.
Considerazioni finali: il freddo è una brutta bestia – lo vedi e lo senti – ma alla fine non lascia strascichi (oggi lunedì non mi sembra neanche di aver corso). Il caldo umido invece è subdolo non lo vedi ma alla fine ti distrugge (dopo Firenze 3 giorni di mal di gambe mostruoso). Nota di merito alla Maratona di Reggio Emilia, ben organizzata, logistica perfetta ( a parte le docce fredde ) ristori con the caldo e spugnaggi con spugne “calde” si si fumanti immersi in bacinelle di acqua bollente. Bel percorso nella campagna/collina reggiana che purtroppo non si à potuto apprezzarlo in pieno a causa del freddo/pioggia. Ma però il 9 dicembre che tempo e temperatura ci aspettavamo?

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