Il 26 maggio al Plan De Corones - Brunico
P.S. altre foto del tour di Praga
Scendendo da piazzale Michelangelo mi impongo un ritmo superiore ai 5′ ma spinto dalla marea inizio a pigiare. Non mi accorgo di andare a 4′30″ e mi lascio scivolare via. I primi km sono alla ricerca della sensazione e sono in aperto ascolto con le gambe e quella dx in particolare. Il ginocchio sembra a posto e mi lascio spingere. Passato il quinto capisco che l’andatura è troppo alta ma mi sento bene e vigile. Passo al 10 appena sotto i 45′ ma sentendomi bene proseguo nel ritmo e mi avvicino ai pacer delle 3.15. In una curva colui che avevo a fianco scivola sull’asfalto viscido e capisco quanto sia importante in questa corsa in particolare stare attento agli urtoni, i tocchetti, i pericolosi vialetti di restringimento. Penso a Fabiodelpià che + o - dovrebbe avere lo stesso ritmo. Chissà com’è, il viso, la voce, niente! Proseguo e verso il 15esimo riesco ad affiancarmi ai pacer e mi accodo al loro ritmo. Il gruppone è troppo numeroso e mi fa paura. Penso alla mia corsa, al ginocchio e al fatto ke non devo assolutamente fare movimenti bruschi e deleteri. Decido di sopravanzarli qualke metro e spingo. Mi avvicino alla mezza e mi sento giusto, tonico, passo intorno a 1.37 ma è sul viale dell’expo che un cretino con l’intenzione di evitare una buca mi taglia la strada. Rallentando di schianto per evitarlo faccio un movimento brusco e sento una leggera fitta dietro il ginocchio. Riprendo, mi innervosisco ma non mollo. Al ritorno sul viale al 22 cedo, mi fermo e non so per quale motivo. Davanti a me un signore mi dice: ” fatti dare vasellina al capezzoli lì avanti…” guardo e una striscia di sangue ormai fradicio misto a sudore cola fino ai pantaloncini… E’ finita! cammino per 500 metri, mi passano i palloncini delle 3.15 e riprendo a correre per arrivare al 25esimo vicino all’albergo ai 5 al km. E’ avvilente quando ti vedi avanzare, impossibilitato a reagire, infreddolito, affranto e inerme. Il tempo di sentirmi un “vai Lanfreeeeeee…” da Ivana e dritto in Hotel. Non ho nulla da guadagnare a finirla e penso al domani che non promette niente di buono. Il tempo di una doccia e via verso il traguardo a salutare gli amici. Sento male alle gambe mentre cammino ma non al ginocchio. Quando sopraggiungo al curvone del Lungarno della Zecca Vecchia a 1 km dall’arrivo stanno passando i runner delle 2.40. Alcuni sono tonici ma la maggior parte corre attorno ai 5 e sono sofferenti a dismisura. Non capisco, ero curioso di vederli, di assaporare la loro freschezza di corsa. Ho sempre pensato a coloro che corrono a 4 al km e mi sembrano dei jet, che spostano l’aria quando corrono, che volano ma niente di tutto questo. Sono stato attento alla loro postura a chi sono, come sono fatti. Alcuni sono giganti, altri danno l’impressione di essere assolutamente persone senza doti particolari eppure spingono rapporti impensabili. Vedo arrivare Mario Fattore e lo incito, lui rimane sorpreso ci sia qualkuno che lo riconosce. Passa il tempo e finalmente vedo sbucare il grande Emi prima dei palloncini… Sei un grande, lo vedo tonico, riesce a dirmi qualkosa e nel suo gruppetto sembra il + fresco, un grande, grande Emi! Sto attento ai passaggi ma Cristian non lo vedo e mi preoccupo, anche il Bornaghi, Mauro e Sandro e Marco di loro nessuna sagoma e inesorabilmente passano i pacer delle 3 ore anche loro affaticati, spenti. Finalmente dopo poco il Bornaghi, cupo in viso, incazzato ma sciolto e con andatura ampia, bello da vedere nonostante i 60 anni. Capisco che è successo qualkosa di veramente strano in questa corsa quando li vedo passare uno ad uno e dispiace un casino vedere la delusione e la fatica negli occhi di chi non ha centrato l’obiettivo per chissà quale ragione. Mi avvicono verso la piazza per raggiungere Barbara e incontro Alberto Fondriest che con un grande sorriso mi saluta felice. L’avv. Trevisani con il suo personale di 3.20 è stato uno dei pochi che si è migliorato e provo ad immaginare se non avesse il mal di schiena e si allenasse sui lunghi cosa può limare ancora. L’ultimo pensiero raggiunge Barbara che in quel dì è lì con noi nella sofferenza e l’adrenalina della gara la coinvolge e si sente anche lei partecipe di una Caporetto impensabile alla vigilia e nei suoi occhi splende l’anima gentile e serena.
Quale sospiro di sollievo! Chi non mi conosce non sa ma comunque non tutti ne erano al corrente che ero in procinto di affrontare l’esame di revisione della patente. L’ho rinviato due volte e alla fine l’ho affrontato oggi centrando l’obiettivo di superare la prova orale e di guida. Per uno come me che durante l’anno percorre tra gli 80.000 e 90.000 km l’anno con la patente ci vive e ci lavora. Da buon funzionario commerciale non potevo assolutamente fallire. Se mi avessero considerato non idoneo avrei dovuto consegnare la patente e rifarla nuovamente. In questi mesi ho assistito a diverse sessioni di esame sia di revisione che di rilascio nuova patente di guida B e posso confermarvi che non è una passeggiata! Ne ho visti diversi segati e anche coloro che frequentano le autoscuole! La patente a punti castiga gente come me che tra autovelox e telecamere semaforiche viaggia all’insegna dello spostamento giornaliero di centinaia di kilometri. Bene, capitolo chiuso e finalmente potrò riavere tutti i 20 punti che ho perso da quando è in vigore.
Mi sono arrivate le foto della maratonina di Mantova!
Mi sono osservato parecchio e anche le gambe nell’ultimo anno hanno subito un notevole restringimento e si intravedono le striature in tensione e i segni del tempo - ahimè… Comunque se mi devo confrontare con quello che ero fino a qualke anno fa (sardegna 2001) di lavoro fisico ne ho fatto parecchio. Erano anni in cui mi divertivo a fare lo scemo ed ero sempre con la telecamera in mano per non dire qualkos’altro…
Domani il lunghissimo in compagnia del Giuly e Giorgio… Stasera al PalaBam i Deep Purple - Child in time…
Commenti recenti