Troppo importante la presentazione del libro alla quale non sono mancato. Mi ha fatto piacere rivivere momenti così importanti della mia vita. Sono anche un nostalgico ed emotivamente mi sono immerso in questo che secondo me rappresenta lo stato dell’arte grafica italiana sul web. Alberto Cecchi ha dimostrato con grande maestria là dove il sottoscritto è partito che attraverso la carta patinata, lucida si può riportare un momento ke fissa lo nostra storia contemporanea. Io stesso ho voluto sancire con il mio intervento l’importanza e il rilievo di tale evento. Incredibilmente ieri è successa una cosa imprevedibile che si è inserita a pennello con la mia introduzione. Di mattina presto ho proposto a Babi di andare a visitare Parma. Telefonando al mio collega Antonio P. mi ha descritto le bellezze della città ma mi ha anche detto che c’è in questo periodo una mostra importante di Andy Warhol appena fuori la città .

In mezzo al verde di una giornata stupenda tra i colori e i rumori degli animali liberi si presenta questa villa meraviglisa che sta regalando ai visitatori un tuffo nella pop art. Quale momento migliore. Affinità su affinità ho colto spunti che mi han permesso di introdurre il libro New Media Design. La Factory fondata da Warhol negli anni 60 è stata per assurdo una sorta di richiamo alle community nate sul web alla fine degli anni 90 da dove ad oggi migliaia di giovani artisti si confrontano e mettono in mostra le loro opere. Un grande laboratorio online che permette ai più di esprimersi liberamente nel P2P (peer to peer) lo scambio di informazioni di files condivisi in rete e che permettono il ping-pong di rielaborazione artistica delle immagini. Lui stesso, Andy, precursore dell’arte grafica con la tecnica della bottled line (linea sbavata) che consente di tracciare un disegno oppure nel copiarlo e ricalcarlo da una fotografia con la matita su un foglio di carta assorbente, ripassandolo poi con la china centra il successo della serigrafia. Tecnica litografica replicabile a sfondo artistico. Leggendo il manuale che ho comprato alla mostra di Achille Bonito Oliva ho colto l’esatta definizione del processo artistico della pixel art della computer grafica: la sua idea è che a determinare il successo di un artista non sia tanto l’originalità del disegno quanto il fatto che esso venga riprodotto molte volte e diventi riconoscibile. Permettere allo sconosciuto di mettere in mostra il proprio talento a beneficio di chi scrolla le pagine delle più autorevoli crew online (DesignRadar) è assolutamente dimensionato alla popolarità di quanti clik riceve.







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