|
gen 24
|
Che strano postare un articolo su una mia gara, oggi.
Già si tratta proprio di una gara col pettorale numero 50, nella veste di un pensionato, che ha tutto fuorchè di amatore molto legato alla corsa come non tanto tempo fa. Certamente manca lo spirito e l’allenamento ma mentalmente mi son sentito distante anni luce. E’ stato uno sforzo mentale dapprima nell’avvicinamento alla gara, fisico durante il suo svolgimento.
Il conto alla rovescia è stato vissuto con enorme distacco, incurante e visibilmente al di fuori dal mondo della corsa. Aspettavo questa data non tanto con ansia ma con assoluta tranquillità . Non sono mai stato preoccupato sul come affrontarla. Ero sicuro che avrei camminato se mi sentivo di camminare e che avrei corso se mi sentivo di correre. Ad ogni modo è stata un’esperienza pure questa. Diversa e quasi fascinosa. Non che mi abbia fatto scattare le molle di riprendere a correre ma ho un buon ricordo a distanza di due giorni. Certo devo dire che il dopo corsa l’ho vissuto leccandomi le ferite sia domenica che ieri ma già oggi non sento il dolore alla caviglia che mi ha perseguitato negli appoggi tutto ieri. Ho voluto sperimentare un video racconto con la nuova GOPRO HERO HD, ho espresso in diretta in alcuni punti di passaggio le mie impressioni, fiatone e lamenti. Avrei dovuto farlo anche dopo la discesa, quei 3,5 km dove ho picchiato duro con le mie povere gambe sorreggendo un peso di 104,2 kg. In effetti è stato un momento dove mi son lasciato andare ben sotto i 5 al km. Il dopo è stato un crampo dietro l’altro, non riuscivo a stare in corsa e ho dovuto camminare i restanti 7 km. Il freddo gelido mi ha raffreddato ogni parte del corpo. Non mi sentivo più. Ho dovuto rimettermi i guanti e la bandana invernale. Non ho avuto pensieri del tipo “ma chi me lo ha fatto fare, cosa ci faccio qui!”. Un’altro approccio alla corsa vissuta al fianco di amatori sgraziati ma alla ricerca di una compostezza umilmente da apprezzare. Nessuno parlava, ognuno concentrato nel proprio sè. E’ stato lunghissimo l’avvicinamento all’arrivo, ho potuto immergermi nei miei pensieri ma neanche tanto. Preoccupazione zero. Continuavo a proiettare i tempi al km. Mi dicevo andare agli 8′30″ di camminata ce la puoi fare. Poi però erano più intorno ai 9′45″. Concludere in 2h40′ una mezza maratona può far sorridere eppure devo essere sincero, sono quasi contento e gli ultimi due km quando mi son visto sorpassare da qualke corridore sparso ai 7/km li credevo marziani. Ho pensato e rivisto tutti i miei momenti di runner convinto. Alle altre montefortiane vissute, al chip dimenticato sopra la cappotta dell’auto. All’arrivo nessuno ad applaudire, tutti già sulla via del ritorno alle macchine, molto deludente eppure sentendomi un signor nessuno vi garantsico che è stata nonostante tutto un’emozione pure quella. I sorrisi di SAID e KATIA al traguardo sono stati meravigliosi e anche guardandoli negli occhi mi vedevo visibilmente fradicio e affaticato. Uno straccio di uomo alla ricerca di una motivazione seppur minima che mi spinga a rimettermi in forma.
|
gen 11
|
Non è un Dio ma mi piace molto! Ha i suoi anni ma anche se dialoga in dialetto veronese sa consigliare con estrema competenza, in modo chiaro e semplice. L’esame è andato bene anche sotto sforzo. I battiti sono saliti appena ho iniziato lo sforzo ed è normale in mancanza di allenamento costante. Anzi proprio inesistente!
|
gen 10
|
Non so come potrò correre e se riuscirò a terminarla. Sono 21 km, anche difficili con un dislivello importante, sono tanti, troppi, anche i kili sul groppone. 104 e sentirli tutti. Domani ho la visita agonistica dal Dr. Pressi. Intanto l’obiettivo è avere il suo benestare e poi vedremo come avvicinarci all’appuntamento visto che mancano meno di due settimane e non riesco neanche a correre, ora, consecutivamente 6 km. Sono tre giorni che salgo sulla cyclette per circa una mezzoretta a seduta. Di voglia di uscire al freddo non ve ne è!
|
gen 03
|
Mantenere una promessa di questi tempi per me è difficile.
Fortuna è che Fabrizio mi ha quasi costretto ad uscire al freddo/umido. Speravo fino all’ultimo non arrivasse per starmene in casa.
Un km di corsa pesante, altri 700 metri e poi una bella camminata. Abbiamo parlato parecchio. Fabrizio sa leggere i momenti e sa adattarsi magnificamente alla situazione. Mi è stato vicino. Poi di’incanto ho ripreso a correre fino a casa abbassando l’andatura notevolmente. Ora ho un forte mal di gambe e vedremo nei prossimi giorni! Stasera proverò nuovamente a salire sulla cyclette.
|
gen 02
|
E’ bastato kiamare Fabrizio Sandrelli per riaccendere la miccia!
Nel darci appuntamento a domani per fare una corsetta assieme dicendomi che suo fratello ha appena comprato il tapis roulant per correre in casa senza uscire fuori alle interperie. Sono bastate queste poche parole per farmi ricordare che c’è una Cyclette in garage parcheggiata con le 4 frecce da un paio d’anni. Portata in camera, pulita per bene e poi mezzoretta guardando RTL 102,5 come ai vecchi tempi!







Commenti recenti