|
mag 20
|
L’altro ieri ho accompagnato Luigi Lupo a comprarsi l’abbigliamento adatto dal Cen di KmSport di Bussolengo.
Lui è rimasto entusiasta dalla competenza e dai consigli di Francesco al punto che si è preso dalle scarpe ai completini da figo alle calze e ai paraspigoli. Io ero lì per capire come risolvere il problema vescichitario del piede destro con eventuale suoletta. Invece mi ha folgorato spostando l’attenzione ad un nuovo tipo di scarpa, più ammortizzata e protetta nella zona dove mi si formano le vesciche. Mi aveva già spiegato che le ASICS CUMULUS 12 rispetto alle 11 erano decisamente diverse con strati di gel posizionati in punti differenti (specialmente sul tallone) e la calzata di misura 12 modificata millimetricamente quel basta per non aver più lo stesso appoggio. Mi ha spiazzato e come di consueto in simili circostanze mi si son girate letteralemente. Io abitudinario DOC non potevo sentirmi dire che la stessa scarpa in update avesse delle modifiche così sostanziali. Dalle CUMULUS 9 ho sempre comprato quelle senza problemi di calzata e appoggio. Intanto le vesciche me le son beccate io senza preavviso e dando colpa alle calze o al peso ho sopportato non poco. Ma quella porchettapuzzolacinghialatascoreggiainfamedituasorella è mai possibile!? Sono sta lì come un pirla a riflettere. Ho speso una centinaia di euro a dicembre e adesso con neanche 200 km di consumo chilometrico a comprarne un altro paio?! Nella testa mi son passati i sorci, gli ornitorinco ma anche quella sorcaimpenitenteandanteconmotoambiguo della stravaccadi…. Più di 100 euro!
Ho dovuto con la testa china e la coda tra le gambe accettare il compromesso. Miiiii che nervoso.
La consolazione è che ieri sera le ho provate e il CEN ha ragione. Appoggio preciso, conformazione stringente della parte anteriore del piede e spinta eccezionale. Non dimentico che mi ha controllato sul tapis roulant l’appoggio con la videocamera collegata e da lui classificato come neutro.
Ieri sera in quel di Padova mi son divertito con una bella progressione nel finale. E intanto il peso scende, stamane 95,3 kg!
|
mag 19
|
Sollecitato da Roberto sono a scrivervi approfondendo alcuni concetti di Orlando dal suo “Correre… secondo Orlando Pizzolato”
Il concetto principale è calibrare gli allenamenti in funzione della propria capacità fisica nel momento stante!
Perchè? semplice se si deve migliorare non bisogna nè esagerare nè peccare ma adattarsi al proprio stato di forma per progredire ai limiti del proprio fisico in base alla propria struttura o macchina a dir si voglia. Ci sono diversi metodi per stabilirlo, Il test dei 7 minuti anche se empirico è molto attendibile e semplice. Riscaldamento di circa 20 minuti con allunghi nel finale ad andatura lenta in leggera progressione. fermarsi 30 secondi e partire schiacciando il cronometro con GPS. Sulla base della distanza percorsa si ottengono diverse indicazioni. Vedi schema sotto:
Con questo schema si stabilisce la propria VO2Max che indica la velocità di soglia oltre la quale i battiti si assestano e c’è il massimo consumo di ossigeno che comporta la produzione di acido lattico nei muscoli. Rappresenta il confine fra il meccanismo aerobico ed anaerobico ed è considerata la “velocità di base”.
Orlando poi suddivide in base alla VO2max e alla soglia erobica SAN il podista in categorie di appartenenza.
Sulla base della categoria di appartenenza sotto nello schema 6 ci sono i ritmi di allenamento da seguire durante i propri lavori, una volta però che si è a regime di discreta forma e di uscite regolari. Diversamente come nel mio caso è arduo considerata la mole e il sovrappeso. Quindi prima lentissimi regolari a circa il 20% meno di battiti di soglia in funzione di un proprio recupero fisiologico da scarsa attività motoria. Attenzione il battito di soglia anaerobica si ottiene col test Conconi, più accurato ed attendibile.
Sotto nello schema 7 ci sono i ritmi di allenamento da tenere nelle distanze brevi possibilmente in una pista di atletica o di asfalto piano rettilineo, questi servono per miglorare la propria soglia anaerobica.
Con l’esperienza acquisita poi allenandomi con il gruppo di Gianni Truschi si è stabilito i giorni dei cosiddetti lavori di massimali di potenza.
Servono ad abituare l’organismo a resistere su ritmi vicini alla soglia su distanze sempre maggiori.
Il mercoledì le ripetute e la domenica il medio veloce. Abituarsi a decidere lungo la stagione sportiva degli obiettivi. Gli allenamenti poi devono essere finalizzati al raggiungimento della miglior performance.
Qui sotto invece gli schemi rapportati alle varie distanze, indice di corretta funzionalità .
Non dimentico che ci sono anche fra gli amatori atleti che si sanno gestire in maniera maniacale e nonostante il lavoro rutinario dimostrano massima funzionalità , disciplina, eleganza, passione e continuità da prendere come esempio. Marco Artioli è tra questi, ha saputo negli anni raggiungere dei massimi risultati per lui dai 100 metri alla 100 kilometri. Un esempio per tutti coloro che amano la corsa e si mettono in discussione ogni giorno. Filosofie di vita che ci accompagnano e questi sacrifici a volte cozzano contro la quotidianità pragmatica che ci vuole uniti e maritati!
Grande PIZZOOOOOOOOOOOO!
|
mag 17
|
Mi piace rimettermi in discussione!
Amelia e il Beppe mi hanno dato nuovi stimoli. Mi sento di traghettarli e di conseguenza traghetterò pure me stesso durante la ripresa di una condizione accettabile. Intanto devo dire che ieri mi son punito da solo, complice quel 97,5 che mi ha fatto venire i famosi 5 minuti di incazzatura. Ho corso lentamente x quasi 16 km. Stamane 96,5 kg. Veniamo al punto. Amelia ci tiene a mostrare al mondo che vale meno di 50 minuti sui 10mila, 1h48′ sulla mezza e 4h10′ sulla maratona. Corre da un anno e mezzo e credo di poterla aiutare, così come credo di poterlo fare con il Beppe, compagno di allenamenti in attesa che il marito si unisca al gruppo un giorno.
Come fare per trasmetter loro la retta via? Semplice, partire da dove son partito 5 anni fa, dal Test dei 7 minuti! Per differenziarsi dalle ragioni che spinge un amatore podista non competitivo ad uno competitivo sono l’approccio alla prestazione. Il non competitivo correrà per piacere, una tantum e senza particolari obiettivi, l’altro invece vuol mettersi in gioco e analizzare quali sono i propri limiti. Detto questo, come facciamo? come impostiamo il raggiungimento del massimo risultato?
Ci sono molte strade per arrivare ad un discreto traguardo e devo dire che è stato solo leggendo e approfondendo gli argomenti con chi prima di me ha ottenuto buoni risultati. Con la metodica e il giusto equilibrio si arriva veramente lontano.
Prima di tutto, dobbiamo sapere la nostra soglia anaerobica, o potenza aerobica per poter impostare tutta una serie di allenamenti basati sulla propria condizione e atti al miglioramento progressivo. Pizzolato suggerisce questo test in alternativa al più complesso Test Conconi. Stasera abbiamo corso tutti e tre. Devo dire che non mi aspettavo di correre per 1660 metri (= VO2Max 48,8 = SAN (soglia anaerobica) 13,7 km/h) e Beppe mi è stato davanti x una quarantina di metri e Amelia dietro di 60. Ora costruiremo su questa base i lavori del mercoledì di ripetuta e del medio della domenica, così come dice Orlando Pizzolato sul libro “Correre”. Perchè le ripetute? semplice, per abituare gradualmente l’organismo a viaggiare prossimo alla velocità di soglia e più a lungo possibile. Questi sono i concetti che esprime molto semplicemente Pizzolato.
|
mag 16
|
Ho corso bene sabato sera e ho strappato due minuti sullo stesso percorso. Dopo ho mangiato come un porco, pizza, bevuto due birre, dolce. Domenica niente corsa, in compenso, gnocchi al ragù, due porzioni, vitello tonnato, pane, due dolci, pizza di sera con dolce nuovamente. E stamattina, Vergogna…
|
mag 12
|
|
mag 11
|
Oggi pomeriggio tanto era il desiderio di comprarmi le nuove calze Nike x non soffrire più di vescicolite. Alla KMSport di Bussolengo il ragazzo esperto di corsa quando gli ho spiegato che da quando ho cambiato le CUMULUS 11 con le 12 non riesco come sale il kilometraggio a non patire coi piedi. Ho dato colpa alle calze, invece lui mi ha spiegato che nella nuova versione delle ASICS hanno potenziato l’ammortizzazione posteriore a discapito della parte centrale del piede. dove è praticamente sparito il Gel. Inoltre le taglie sono sfalsate e difficilmente coincidenti. Il piede dopo che si fanno un pò di km inizia a sudare, il frizionamento indotto non è + marginale, la scarpa col tempo cede e immancabilmente la protezione si perde. Mi ha dato un paio di calzini più consistenti nella zona e più performanti e robusti. Vedremo quando uscirò domani. Oggi intanto mi son sfogato con la bici…
|
mag 10
|
Attraverso FB si è stretta un’amicizia fra conoscenti lavorativi. Amelia lavora alla Clinica Pederzoli e da almeno un anno e mezzo sappiamo chi siamo entrambi e i ruoli che rappresentiamo ma mai abbiamo approfondito un contatto lavorativo. Un pò colpa mia ma sono in definitiva e commercialmente parlando fatto così. Non lemosino apparente buonismo e paraculismo. Se si va si affonda sennò si sta al proprio posto. Curiosamente un amico runner in comune ci ha avvicinato. E’ un piacere confrontarmi con lei ora sotto il profilo di una passione che ci accomuna e non del marchio che rappresento. Ci si spersonalizza e un certo qualunquismo si appropria nei contatti lavorativi. Sono anni che faccio questo mestiere e so benissimo cosa intendo. Il principio di rarità che governa la comunicazione nel neuromarketing è diventato il mio credo e obiettivo. Del resto si contano sulle dita di una mano, tanti contatti, pochi veri e rari modelli di incrocio comune.
Stasera prima uscita. Ritrovo a Cavalcaselle con Beppe. Un giretto originario di 14 km per me diventato 7 e una decina per loro credo. Voglio riprendere con calma la condizione persa in questi ultimi sei mesi e magari pian pianino affondare qualke colpetto verso fine anno. ma qui le cose si complicano e dipende tutto da altri fattori, prioritari.







Commenti recenti