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mar 25
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26 febbraio, Venezia. Ho riflettuto parecchio prima di inserire la foto e ho chiesto il consenso a Katia.
Qualunque sia il senso non andate oltre con la mente a ciò che sto per scrivervi.
La nostra esistenza è e rimane un passaggio. Siamo solo attori di un film nel quale recitar a tempo debito le battute. Sono un fatalista, lo sono sempre stato. Non succede nulla per niente. Ogni cosa anche stupida ha un suo significato. Figuriamoci un momento come questo. Ti devasta!
Katia la mia compagna è recidiva al melanoma. Lo scrivo pubblicamente senza mezzi termini come ho fatto nei post precedenti. Nel frattempo son passati due mesi dal giorno in cui dopo un normale esame di controllo abbiamo scoperto l’amara sentenza. Sono stati giorni di panico totale. Ognuno di quei dannati quindici giorni a cavallo fra gennaio e febbraio a raccogliere esami con esiti infami e lapidari. La progressione della malattia è stata diagnosticata. Ci siamo affidati alle cure in oncologia ai Riuniti di Bergamo dal Dr. Mandalà .
Un 2011 che ha resettato tutto. Dobbiamo convivere insieme in questa nuova dimensione a combattere la nostra battaglia, giorno dopo giorno, attimo su attimo. Katia ha iniziato il primo ciclo di chemio al Cisplatino. Altamente tossico per l’organismo. Debilita e inibisce ogni volontà di reazione.
Nonostante questo: la dignità , la compostezza, la semplicità che la contraddistingue, la forza interiore che non so dove vada a prenderla la sta aiutando a superare il presente. Uno tsunami psicologicamente devastante fra i suoi pensieri eppure ha una corazza e uno spirito nell’affrontare il divenire che mi sorprende. Tante volte stupidamente ci lasciamo trafiggere dalla pochezza di una quotidianità qualunque, priva di mordente eppure vicinissimo a noi c’è tutto un mondo che va scoperto per arricchire dentro. Vederla lottare, sentirla dire: ” ma non vorrai che questa cosa sia più forte di me!?” lascia allibiti.
Il giorno di San Valentino, dopo l’esito della TAC con chiazze linfonodali ai polmoni non so dove abbia trovato questa sensibilità nello scrivermi queste poche righe:
“Ti scrivo queste parole per ricordarmi quanto bene ti voglio e qunto tu me ne vuoi.
Parole scritte per dirti che la cosa più importante siamo noi… e che quando ti guardo so sempre chi sei!”
Katia sei grande, io al tuo confronto visto che so fare la gallina faccio ridere i polli.







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