35. Montefortiana (21,097) 17 gennaio 2010 Son cresciuto con le note di Jimi Hendrix
gen 19


Ieri sera ho scaricato le foto, ringraziando Podisti (Antonio Rossi) per il loro puntuale servizio.
Guardandomi d’impulso mi ha fatto sorridere. Stamattina però non so se ridere o piangere. Mentre scrivo palpo l’addome e lo vedo bello pieno. Ora mi sorge una domanda: come faccio a scioglierlo? La risposta c’è ma non ho voglia di soffermarmi su questo.
Penso ai conoscenti incrociati a Monteforte. A Marco Boffo, a Monica Carlin, ai Dusi, a Pepe, a Fatdaddy, a Leo, ad Alberto Porta, a Scevaroli, a Reami, a Stanzial ed Emanuele, a Fabio Rossi, a Dallavia.
Ho potuto scambiare qualke impressione con Marco Olmo, memore di quanto dettomi in passato da Emy. L’uomo – il Marco intendo – si sta civilizzando credo. L’ho visto tutto preso a promuovere il suo libro e il DVD. Quando lo osservavo mentre parlava alla gente non riuscivo a capacitarmi sulle sensazioni che prova un ultramaratoneta a scalare 9000 metri di dislivello x 166 km in meno di 24 ore e a vincere per ben due volte consecutive in barba ai francesi e ad una concorrenza spietata. Longilineo, filiforme alla keniana, anche se come lui lo sono tanti ma allora chissà cosa deve esserci dentro nella testa di quest’uomo. Forse niente di cui possa immaginare, forse la semplicità del suo background, forse l’essere schivo alle apparenze, lontano da tutto e da tutti. Non ho potuto parlargli come mi piacerebbe non ero in vena e nemmeno non c’erano nè le premesse e nè le condizioni. Capiterà un giorno. Qualkuno mi ha sbeffeggiato via sms guardando la classifica e chiedendosi se ho fatto da servizio scopa, lui forse non ha visto le foto. Ho camminato alternando alla corsa lungo il percorso soprattutto in salita ma vi posso assicurare che ho sputato l’anima. Non avevo punti di riferimento, pensavo di terminare la benzina all’inizio della salita dopo soli 5 km. La spinta nelllo stringere i denti comunque me lo ha data il tipo che correva scalzo. Ha fatto da elastico fino al curvone della salita e poi non l’ho + visto. Ora che ci penso continuavo a ripetermi, cosa vuoi che sia soffrire questa zavorra di peso sulle povere ginocchia nei confronti di ciò che patiscono i suoi piedi. E pensare che ero forse uno dei pochi a maniche corte e senza guanti nel patire l’aria gelida a 2 gradi penetrare fra le dita ma lui a piedi scalzi e neri che stava attento a dove appoggiarli come l’ha vissuta? In realtà cosa siamo? Pazzi? incoscienti? esibizionisti? Quali sono le regole che ci spingono in simili avventure? Quali sono le ragioni che spingono il tipo a far meno delle scarpe quando mi son preso dell’incosciente ad usare le A1 in determinare gare?

written by lanfree


2 Responses to “35. Montefortiana (21,097) 17 gennaio 2010.1”

  1. 1. oscar Says:

    Mi sembra di continuare a ripetere lo stesso discorso.
    Hai un fisico da altleta li sotto, lo sai benissimo altrimenti non potresti permetterti certe prestazioni.
    Risolvi i tuoi problemi, e sei uno sotto le 3 ore nella maratona.
    Certo se non ti alleni e pesi 100kg,non si possono pretendere grandi prestazioni, quindi il vulnus è perchè corri con 20 25kg di zavorra???
    Se risolvi quello, tutto il resto arriva nel giro di un anno.
    Poi se devo essere sincero, forse la cosa più semplice sarebbe perdere quei 15kg fare prestazioni accettabili (la mezza 1h30 maratona 3h30) e divertirsi, unico neo tu ti diverti solo se umili chi ti corre vicino.
    Sii felice il resto non conta
    :-)

  2. 2. the yogi Says:

    “Se sei a terra non strisciare mai, se ti diranno sei finito non ci credere, devi contare solo su di te…..” lo so, è na cazzata! ma tant’è…. ;)

    http://senonricordomale.blogspot.com/2009/07/come-eravamo.html

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