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apr 03
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Ho scritto a Fabio Rossi promettendogli un articolo suigeneris per Podisti. Ne è uscito uno sproloquio molto in tendenza con le ultime affermazioni lanfreemaratoniane. Come al solito qualke colpo di scena soprattutto nel finale. Ultimamente mi sento così, molto rovinato come un disco in vinile che gracida sui solchi. Musica DOC, rock duro, riflessioni dantesche, scivolano via come sassi rotolanti.
E’ già da un pò di tempo che mi fanno male gli occhi e non capisco come mai mi decido sempre in ritardo nel farmi vedere da uno specialista. Ho sempre paura del peggio, che mi succeda qualkosa di irreparabile. Invece le tre gocce di ieri di collirio mi hanno ridato la vista ottimale e senza il dolore della luce artificiale che comprime le palpebre rischiando quando sono in macchina di proiettarmi come un pericolo vagante.
Ieri poi giorno di ferie, dovevamo fare un giretto assieme agli 8 milioni di italiani che circolano sulle strade in questo periodo pasquale. Mi è bastata Peschiera per imprecare agli automobilisti placidi ad elestico lungo le strade. Ho capito da dove veniva il nervosismo. Necessità di correre, sfida con la bilancia. Mi son vestito e fuori, katia inerme. Me ne sono andato a ritmo lento fino a Peschiera e ritorno costeggiando il Mincio. In effetti la corsa lenta e da solo mi giova e i pensieri corrono assieme alle gambe. Son rientrato più tranquillo e mansueto.







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