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Mi piace molto questa frase latina che ho scoperto di Sallustio: “nell’armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono”.
Verissimo, concordo appieno. Credo sia importante saper distinguere le grandi dalle piccole cose, i traguardi arditi dai piccoli passi così come vivere in tranquillità tutto scivola via liscio, in avversità e collera invece si arena anche il progetto più importante. Oggi le avversità o negatività come si suol dire si celano tra lo stress psicologico nell’affrontare banalmente il quotidiano. Riuscire a rimanere distaccati, incontaminati è durissimo. Ci provo ogni giorno ma poi mi accorgo che sono figlio dell’era moderna: della nevrosi, del caos, della rincorsa al benessere effimero. Sono come quei virus che mutano e si rafforzano, che non muoiono ma si trasformano. Vivo in mezzo a regole ipocrite e rischio di esserlo pure io perchè il condizionamento indiretto ti porta a questo.
Eppure non lo è per tutti questo. Ho conosciuto poche persone nella mia vita veramente border line. Ma non emarginati, fuori di cranio, esempi di persone che invece hanno capito tutto e che sanno il significato del quieto vivere. Giorgio e Consuelo che oggi gestiscono un bed and breakfast a Soave mantovano dove ho vissuto fino al 94 ne sono l’esempio vivente. Lui indigeno, lei spagnola, esempi di sessantottini felici che hanno saputo negli anni senza chiedere consenso trasmettere quella gioia che è tipica del Mulino Bianco della Barilla. Ebbene loro quando hanno scelto gli animali da cortile, non hanno preso i più belli ma i più brutti. I cani più brutti che ho mai visto. Zoppi, senza occhio, le capre dal colore più tetro. Hanno una bambina ormai maggiorenne splendida ma si son permessi di adottare altri bimbi, quelli con problemi, non quelli fotogenici. E loro sono felici. E’ da molto tempo che non li vedo ma durante le vacanze mi son promesso di andare loro a fare visita.
Oggi sono 97 kg. e le feste mi hanno devastato mangiantamente parlando. Mi sono iscritto a tre maratonine: Montefortiana (17.1), Verona (21.2) e Treviglio (28.2). Cercherò di allenarmi con calma, tranquillamente cercando di riprendere forma e spunto veloce. Cercherò di farlo in armonia, serenamente rispettando il senso del titolo di questo post.







dicembre 29th, 2009 at 9:12 am
Tu sei il mio profeta, ricordatelo
dicembre 29th, 2009 at 9:16 am
Ho scritto e riscritto questo commento, più volte.

Non riesco a trovare le parole giuste, quindi condenso tutto in poche parole.
Sei Grande .
tutto il resto sarebbe troppo personale e poi mi sgridi e mi dai del PseduoPsicologo.
Ciao e grazie dei tuoi Post
dicembre 29th, 2009 at 10:12 am
Ne parlavo giusto mezzora fa con una collega. Lo stress, come dice Aldo rock, è sempre esistito, sia per il cacciatore che se non cattura la preda non mangia, sia per il contadino che se arriva l’alluvione appunto non mangia.
Il punto è sempre quello.
Secondo me, ma anche secondo i miei nonni, il periodo che va dal 50/55 all’inizio degli anni 80 è stato quello con il miglior rapporto QUALITA’ DELLA VITA/ASPETTATIVE/STRESS
Tu cosa ne pensi?
dicembre 29th, 2009 at 2:57 pm
Caro Lanfree come tutti i debiti che si devono giustamente pagare, sono qui a pagare il mio e non ti nascondo che lo faccio stravolentieri. Innanzitutto perchè sei una persona che è riuscita a farsi apprezzare (da me) per quello che è. Poi perchè sono quasi tre anni che aspetto un momento come questo, – non per pagare un debito, – ma per poter raccontare la mia soddisfazione dopo una maratona. Quindi pago il debito nei tuoi confronti e esterno la mia soddisfazione, perchè magari chiamarla gioia sarebbe forse troppo esagerato o no?!?
Il debito consta nel ringraziarti (ma forse non basta) per avermi fatto conoscere la tabella (Greif) da te utilizzata per la maratona Firenze con il risultato strepitoso di 3 ore e 27 min. Io l’ho adattata alle mie disponibilità di tempo di allenamento e di motore (velocità ) ed il risultato è venuto: – 11 min rispetto al mio best sempre a Reggio Emilia nel 2006. La soddisfazione però non deriva dal crono, bensì dalle sensazioni positive che ho avuto dal 30° km in poi e fino al traguardo. Il famoso muro era lì ad aspettarmi ed io mi ero ripetuto continuamente fino a quel momento di stare tranquillo, di continuare con il mio passo a 5′20” anche se le gambe ed il cuore mi dicevano di accelerare e poi quando l’avrei incontrato avrei deciso cosa fare. Giunti uno di fronte all’altro ho fatto un rapido check up del mio stato fisico e mentale e mi sono detto:”Ok adesso andiamo più forte e vediamo se Santa Lucia mi porta un bel regalo (era il 13/12/2009) o una montagna di carbone!” Durante quei 12 km finali ricordavo la fatica dei lunghi da 34 km fatti a ritmo lento e mi sembrava quasi assurdo poter ora viaggiare a 5′10” con una certa tranquillità ma soprattutto con facilità e agilità di movimento. BELLISSIMO non ci sono altre parole per descrivere quelle sensazioni e poi al 41° km poterti dire”Ora tira fuori tutto e vai che è fatta, con un’occhiata all’orologio” e fare l’ultimo km a 4′55”! Finire una maratona così in questo modo penso ti possa ripagare di tanti momenti duri, bui, freddi, bagnati e di ore e ore a correre piano e forte, ma almeno per me ne vale la pena (e chi corre sa cosa significa). Il mio tempo per la cronaca è stato di 3 ore e 43 min, ma per me la cosa più bella – dopo parecchie batoste prese in maratona – è che ho capito come mi devo allenare, dove probabilmente posso arrivare con il crono,ma soprattutto cosa ti possono regalare 12 km di asfalto e fino a che punto del cielo ti possono innalzare.
Grazie Franco per la tua sempre disponibilità , con amicizia Luca il geometra.-
dicembre 31st, 2009 at 8:06 pm
Novantasette e la Sdruzzinà .
Apparentemente incompatibili.
Riuscirai ancora una volta a ribaltare le leggi della fisica?
Io dico di sì.
Buon 2010
gennaio 5th, 2010 at 10:04 am
Vi ringrazio tutti per i commenti. Fa enormemente piacere leggere di consensi positivi. Uno, nessuno, centomila…