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nov 28
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A comandare è la testa, non i piedi assolutamente sì. Non è sempre lo stesso giorno, stessa ora, stesso minuto. Cambiano i parametri, gli arnesi, gli uccelli, gli alberi e tutto ciò che ti circonda dimensiona ciò che stai per fare. A volte anche una foglia ti fa cambiare strada, una banana, la panna, il burro. Ad esempio nei miei spostamenti devo avere sempre un bagno nei paraggi, mi emoziono facilmente, mi arrabbio, mi incattivisco, mi impressiono e mi scappà irrimediabilmente la pipì. E devo farla è fuori discussione. Sembrano scioccheze ma noi e il mondo ci rapportiamo in ogni minuto, dentro e fuori. Io mi scarico così, le mie tensioni le sprigiono in tutti i modi e correndo la testa corre anche più forte delle gambe e vigila sui tombini, i sassi, il terriccio, le pozzanghere e le buche insidiose. Beccarsi una storta di caviglia soprattutto verso l’imbrunire dove non vedi dove poggi è facile, facilissimo, come inciampare su una protuberanza del marciapiede come mi è capitato il mese scorso. Ormai le ferite sono rimarginate ma i segni sono rimasti… un 46enne ormai verso la cinquantina. Avvocato sto arrivando, Santa Lucia a Casalmaggiore ti porta il carbone!







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