|
set 13
|
Il 13 settembre 1979 si correva la prima edizione della Maratona di New York. Alla gara, un vero flop, prendono parte 127 concorrenti e solo 55 di questi taglieranno il traguardo posto a Central Park. La gara è vinta da Gary Muhrcke che copre la distanza in 2 ore, 31 minuti e 38 secondi. Oggi la Maratona di New York, assieme a quella di Boston e di Chicago, è una delle corse più importanti del mondo e vanta ogni anno quasi 40 mila iscritti che attraversano i cinque distretti di New York City.
|
set 13
|
Real Time: 1h37′07″ (fonte SDAM)
La scena più divertente l’ho vissuta proprio oggi in barba all’avvocato. Ho calato giù i pantaloncini mentre gli passavo davanti, un bel culo tonico (così dice lui) mostrato e qualke corna e dito medio oltre che a qualke insulto. Lui non ha reagito era in debito di ossigeno al quindicesimo ahahhahahahahahahhahahah…
Dopo il giro dei Rosolotti di giovedì c’è stato riposo assoluto. Mi sono avvicinato all’evento con tranquillità e sicuro di cimentarmi in un allenamento non ad una gara per abituarmi a distanze medio lunghe per me in attesa delle prove di fine autunno. 21 km sono tanti tantissimi per le mie povere gambe. Mi son pesato domenica mattina prima di far colazione e la bilancia segnava 92,6. Troppi, tanti, tantissimi. Appuntamento con i Rigolettiani a Montanara alle 7,15. Per non far tardi sono arrivato un quarto d’ora prima e con la defezione di Luca Bedendo causa dolori di stomaco ci hanno raggiunti il principe, Franco Bendo, Nerino, Sandro, le fanciulle e con mia sorpresa il Giuly, Fulvio e la ex-panetera che oserei chiamare ormai pantera visti i riusltati di discreto valore assoluto in campo femminile. Siam partiti alla volta di Parma quasi tutti assonnati e ancora con la testa alle ferie di fine agosto. Buona organizzazione, parking a 3 euro per i podisti ma penso per tutti visto che bisognava digitare Cariparma running sulla tastiera senza nessun controllo. Mentre ci incamminavamo a ritirare il pettorale vedo Manlio Gasparotto. Due brevi battute, un saluto e poi non l’ho + visto nemmeno in gara ;o) In zona partenza ho rivisto il caposala di gruppo operatorio di Oglio Po in veste diversa però e mi ha fatto un certo effetto. Lui è della Protezione Civile ed è impegnato formalmente anche in eventi disastrosi come lo sono stati a L’Aquila per il terremoto. Lo ammiro molto sia per la sua capacità organizzativa in Ospedale ma anche per il suo impegno sociale. Eravamo in tremila alla partenza e nelle gabbie mi son infilato in quella delle 4′45″-5′15″ allontanandomi dai Rigolettiani sicuro di non tenere il loro ritmo. Sono partito cauto in mezzo al gruppone. Mi sentivo bene già da subito, pensavo di andare piano oltre i 5 ma invece ero già sotto al primo rilevamento. Tre corse in una potevano destare confusione, il percorso era sullo stesso giro di 10.550 metri. Piano piano sono risalito, la carreggiata ampia, i vialoni lunghi, nessun imbottigliamento. Quando ho raggiunto il Giuly verso il quinto ho iniziato ad accellerare e mi son fatto sotto alla Claudia. All’ottavo l’ho superata, lei metronoma a 4,30! (verso il 18 mi ha risuperato ed aveva ancora n giro, troppo forte la ragazza). Mi son detto se sono arrivato fino qui perchè non proseguire col ritmo. Sulle gambe pesava l’incognita della distanza non preparata. All’undicesimo mi son trovato sotto a Franco Bendo. Di rientro dall’infortunio sennò sarebbe stato molto + avanti, poco + in là sbuca il principe dopo un saluto veloce ad un amico. E’ ripartito come una scheggia e in 500 metri lungo il vialone me ne prendeva 200. Io sul mio passo pian pianino l’ho riavvicinato e lì mi sono accorto che era il compagnia dell’avvocato. Occasione improponibile, vista la mia condizione e le ultime magre figure di inizio estate. Li ho tenuti per 800 a debita distanza ma sentivo che stavano calando di ritmo. Di gran lena li ho ripresi e con immensa gioia è bastato uno sguardo per vederli in difficoltà . Mi son preso una enorme soddisfazione, l’averlo sbeffeggiato in modo così plateale, ridendo di lui, imprecando a gran voce, dandogli della merdina, dell’incapace, dell’impotente mi ha fatto ridere a dismisura. Aver visto poi che Paolo non teneva il mio ritmo al 18esimo ho stretto i denti e sono filato all’arrivo. Dimenticavo, al primo giro mi sono sentito chiamare ” vai Franco che hai una buona gamba, ti seguo sul blog, son di Milano”, mi son perso il nome e mi dispiace, mi sembra, Tanantola, Nonantola o giù di lì ma scorrendo la classifica non l’ho individuato. All’arrivo ho avuto la forza di allungare il passo. Soddisfazioni simili non capitano tutti i giorni… e mi son preso pure la medaglia… hihihihihi (l’han data a tutti scemo!). Non a caso poi abbiam pranzato al ristorante rigoletto, te pareva! Una tavolata di 12 ingenui. Mi son beccato del drogato ma mancava lui, l’avvocato, la mia preda preferita.







Commenti recenti