ago 22


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Farsi un giro da 125 km con sto caldo non giova all’organismo nè tantomeno è allenante. Si mette a dura prova il metabolismo rischiando non poco. Sono partito ieri alle 10 circa puntando assolutamente al Monte Maddalena visionato in ricognizione la settimana scorsa in scooter. Non si tratta di asperità difficile ma il caldo ha messo a dura prova il tutto. Ho impiegato a salire circa 44 minuti.

Il Garmin come al solito mi ha lasciato a piedi. Ogni tanto pur rimanendo in carica non si accende con mio enorme disappunto. In andata mi ha fatto compagnia un MTBikers che ha tenuto la mia forte andatura ben oltre i 30 da Pozzolengo fino a Lonato. C’è uno strappo dopo il Centro commerciale del Leone di 500 metri abbastanza duro. Sono arrivato all’AGIP ai piedi della salita verso mezzogiorno passando per Ponte San Marco, Molinetto di Mazzano, Rezzato e la periferia vuota di Brescia da dove ho riempito nuovamente la borraccia di acqua fresca. L’ascesa è stata duretta soprattutto nel tratto finale, sono 650 metri di dislivello in poco più di 10 km con una pendenza media del 6,4 %. Ho bevuto parecchio e ha iniziato a girarmi la testa. Sono disceso subito pensando al peggio lungo i tornanti. L’aria era sempre più pesante e l’attenzione e l’irrigidimento nella frenata mi ha indurito il collo.

Mi sono fermato al ristorante bevendo almeno due litri di acqua e mangiando pennette al pomodoro e una bistecca. Con calma ho ripreso e mi sono avvicinato a casa non senza fastidio. Ho varcato l’uscio alle 16 circa e mi sono pappato una fettona di anguria e bevuto acqua a volontà. Pian pianino mi son ripreso. L’età è quella che è!

scritto da: lanfree

ago 20

Stamattina alle 6,30 è suonata la sveglia. A dir la verità non è suonata un bel niente… l’avevo già stoppata da un quarto d’ora.  Stranezze della vita, a me capita spesso che quando ho paura di non sveglarmi pur programmando la sveglia biologicamente i miei occhi si aprono qualke minuto prima come magia.

Alle 6,50 è arrivato puntuale Luca Bedendo per farci qualke sgambata in compagnia e raccontarsela. Ero timoroso di non riuscire a reggere il giro dei Rosolotti di 11 km, a digiuno con la corsa da più di un mese e ho optato per il più corto giro di corte Zenati di 7,5 km. Luca si sta preparando per la maratona dell’Alto Garda e l’ho avvisato che il ritmo sarebbe stato molto lento, lentissimo anche superiore ai 6/km. In effetti chiacchierando i primi due km sono scivolati ai 6 ed in prossimità della corte un barboncino e un cane lupo erano lì ad aspettarci. Il piccolo abbaiava e tra noi c’è stato un momento di perplessità sul da farsi. Il grande era muto ma vigile. Abbiam fatto finta di niente e siam passati indenni ma devo ammettere che una discreta paura era evidente.

Gli occhi quasi imbrattati dal sudore nonostante l’ora hanno accentuato la foschia. Mi sentivo bene e ho allungato il percorso sul mincio. Il passo era decisamente da 4,45 al km fino alla soglia della prima salitella di Salionze. In cima appagato dallo sforzo e stanco ho smesso di correre e siamo rientrati camminando per un bel km parlottando. Le sensazioni sono state buone. Andando in bici ho mantenuto una disgreta tenuta fisica ma il ginocchio nella parte posteriore mi ha segnalato con qualke fitta. Sono sempre più deciso di smettere con la corsa. Lo farò sicuramente in modo graduale e vedrò se lungo la stagione autunnale posso permettermi di scontrarmi con i rigolettiani sulle mezze o far solo qualke comparsa allenante. Il punto di partenza è la mezza di Parma alla quale sono già iscritto del 13 settembre. Di certo la bici mi sta dando nuove sensazioni ed emozioni e visto anche ciò che suggerisce Stefano Baldini che è l’unico sport alternativo per un podista, aver trovato sinergia dopo anni in cui proprio la bicicletta mi era indigesta non mi resta che pedalare.

scritto da: lanfree

ago 20

Dopo l’articolo pubblicato dal Time, secondo il quale l’esercizio fisico non fa dimagrire e dopo le dichiarazioni che il sottoscritto ha rilasciato su questo blog, in relazione ad un possibile scambio di identità aliena, scienziati e giornali scandalistici si sono immediatamente buttati sulla notizia: il Lanfree attuale è un Alien, scaturito dalla pancia del suo predecessore.

Sconvolti i parenti, che iniziano solo ora a capire i perchè di tanti strani avvenimenti: “Il vero Frullo era morbido, senza spigolature, se ci rimbalzavi contro non ti succedeva nulla”, dichiarano alcune persone un tempo vicine a Franco, che continuano “Quello attuale è spigoloso, non fa più le faccie foffe e pensa solo a correre e ad andare in bici. Di fare sesso non se ne parla nemmeno, ma forse è perchè gli alieni ce l’hanno piccolo”.

Di certo quasta notizia non giunge del tutto insapettata, poichè già da tempo, sia Novella 2000 che alcuni paparazzi avevano diffuso immagini inequivocabili sulla genesi del Lanfree alieno. Gli studiosi hanno immediatamente dato un nome a questo essere, nato dalla ciccia: Frulien. Sconvolti i leghisti, che verificheranno immediatamente il permesso di soggiorno del Frulien. Pubblichiamo sotto un’immagine che dimostra la veridicità di quanto affermato fino ad ora. Sono le radiografie del vecchio Lanfree, da cui si evince che già in pancia aveva il piccolo mostriciattolo che sarebbe diventato ciò che conosciamo ora…

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scritto da: boskizzi

ago 19

Il famoso magazine americano lancia un accusa nei confronti dell’esercizio fisico, che non farebbe dimagrire. O meglio, non tutti calano pur facendo sport.  L’articolista, pur ammettendo che l’attività motoria aiuti a prevenire malattie ed infarti, dichiara che per dimagrire non serve poi a molto, visto che fa venire fame e quindi le calorie che si bruciano si recuperano. Non mi dilungo troppo, potete trovare informazioni si diversi siti, dal Corriere della Sera alla Stampa e potete toccare con mano il Lanfree. Io resto dell’idea che il Frullo in circolazione ora sia un essere alieno scaturito dalla trozza dell’originale Lanfree qualche anno fa…

scritto da: boskizzi \\ tags: ,

ago 17

Ebbene si sono un essere umano, mediocre, non di quelli che vincono, ma neanche uno degli ultimi, eppure aver visto Usain Bolt ieri sera non può che impressionarmi fuor di misura (forse sono solo invidioso ma non sono nè Tison Gay nè Powell). Traggo spunto da un post di FB pubblicato di recente:
[è brutto dover assistere a delle performance come quella di ieri sera di Bolt nei 100 con quel stratosferico tempo di 9"58' nel dubbio che dietro non ci sia un uso improprio di sostanze che alterano i fattori ed esaltano la prestazione. Mi angoscia da sportivo sfegatato quale sono  quella di Bolt che sia una farsa come qualsiasi altra solo per lo scopo infame di salire in cattedra per vincere premi che ti mettono a posto per il resto della vita. Andare in bici ai 41 orari sul piano non è facile figuriamoci di corsa. Non nascondo di essere stato incollato alla TV per attendere la sfida esaltante con Gay ma non posso esimermi dal ragionare e magari tenermi dentro questo dubbio che tutti ad altissimo livello siano dopati. A questo punto che si liberalizzi ogni stratagemma che porti il record sotto i 9"!]
So che tocco un tasto dolente al quale non esistono prove o controanalisi assolute che dimostrino che lo sport è pulito per tizio caio e sempronio ma aragion veduta come facciamo a credere che lo fanno per la gloria. Mi spiego, se esistesse il dilettantismo e basta; se non ci fossero professionisti, se non ci fossero gli sponsor allora credo che tutto sarebbe più puro e non ci sarebbero tranelli o idiozie per alterare i risultati.
A me dispiace ma non credo siano possibili agli umani imprese epiche tipo quella di ieri. Abbiamo visto tutti con i nostri occhi cosa hanno fatto i costumi ai recenti mondiali per poi arrivare al mio grande mito degli anni 70 Pietro Mennea che sfruttando l’altura di Città del Messico ha fatto un record che ha resistito 20 anni. O Francesco Moser che sempre a Città del Messico ha ritoccato per ben due volte il record dell’ora.
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Stamattina, forse un pò troppo tardi, ho tentato la scalata al Rifugio Graziani. C’ero già stato in ricognizione domenica scorsa in auto e mi ero anche fatto un bel giro panoramico sopra il Baldo. In solitaria e senza compagnia al quinto km ho girato la bici, dopo aver fatto solo 500 metri di dislivello. Il troppo caldo, con il sole in testa a 35 gradi anche se protetto dal casco mi ha piegato in due. E’ una salita di 22 km con una pendenza discreta e un dislivello a salire di 1500 metri.
Mercoledì 12 in compagnia di Fabrizo Sandrelli, con la sua nuova bici, Paolo Ganazzoli, Nerino e Sandro ci siamo diretti a Sdruzzinà per tentare la scalata al passo delle Fittanze. Ci siamo arrivati dopo aver percorso quasi 50 km e aver assistito ad un volo sull’asfalto di Sandro distrattosi un istante. Una bella grattata di quelle che ti lasciano il segno. Si intuiva che qualkosa sarebbe andato storto ed immancabilmente la bici di Nerino si è bloccata sul cambio e fortunatamente abbiamo risolto proprio alle pendici della strada militare così odiata dai ciclisti, dicono che non è allenante, che è cattiva e che non è piacevole per niente. Benissimo tutti buoni motivi per farla! Appena dopo trecento metri sento un gnigo gnago sul cambio, qualkosa non va ed ecco la catena si spezza in due e addio salita. Rimane in sostegno morale Fabrizio, troppe poche uscite per affrontare un muro così duro. Nerino era già avanti, e Paolo e Sandro c’han provato. Sono rimasto in contatto telefonico con loro finchè c’era campo. Nel frattempo mi ha recuperato Katia e mentre a casa passavo al secondo un dubbio amletico mi spingeva verso il soccorso di quei poveri disgraziati. Sono andato a recuperarli a Peri ed erano già le 15 del pomeriggio. Glielo rinfaccerò per tutta la vita… hahahahahah!

scritto da: lanfree