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Una grande soddisfazione, un’avventura epica che ricorderò per sempre nella mia vita!
Siamo partiti io e Katia neanche troppo presto. Tre ore di auto con qualke coda lungo la Val Venosta. Un panino allo speck prima di partire e alle 12,20 ho iniziato a pedalare quasi in sordina. Son partito cauto col rapporto subito agile. I primi dieci km tranquilli e con scioltezza. Sapevo di esser partito tardi e in effetti moltissimi stavano già scendendo in piacchiata. Leggera pioggerillina. Non sapevo dei 48 tornanti ed è stato un ciclista di Bolzano col quale ho condiviso la nostra passione a dirmelo. Fa una certa impressione iniziare il primo tornante con scritto 48. Si perchè sono al contrario e a dir la verità l’ho visto dopo un bel pò che pedalavo. C’erano le nuvole basse che non mi permettevano di ammirare pienamente la montagna e quando la salita si è fatta + dura mi è partito un fiatone inusuale. Si è iniziato a far sul serio dopo Trafoi. I tornanti sono stati impegnativi e molto ravvicinati. Eravamo in tanti disseminati lungo il percorso. Ci doveva essere però la nota negativa. Ho cercato il dialogo, ho scambiato complimenti ma senza ricevere risposta. Possibile che il 95 % erano tedeschi! Chiedevo consigli ma niente. Solo al primo ristoro quando il fiatone decisamente era fortissimo ho trovato due veronesi. “Quanto manca?” circa 10 km “Ma è dura così?” altri 2 km al 14 % poi spiana e i tornanti si fan larghi e sali tranquillo.
Due bei cretinelli da passeggio. Col cazzo spiana anzi si fa + dura. Quando sono uscito dal bosco e si è presentata la cima imperiosa col ghiacciaio a fianco ho preso paura. Dei zigzag sul dorsale da togliere il fiato. La natura è immensa e la forza di volontà ha fatto il resto. Quando sono arrivato in cima mi pareva di volare… e tutto si è fatto più umano. La posa di rito e lo sguardo dall’alto verso il basso della montagna mi ha commosso.

scritto da: lanfree