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ago 27
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Si sa ormai che non sono certo un metodico maniacale e che spesso incorro al classico inciampo sulla buccia di banana.
Mi riferisco ai ritiri in gara ingiustificati, agli allenamenti con i lavori piantati a metà e quando c’è da stringere i denti magari tirar fuori i coglioni cedo inesorabilmente. Carattere debole, poco friulano, eppure il sangue è proprio quello visto che mia madre nacque a Sequals, lo stesso paese di Carnera. Tracce nel mio DNA penso non ce ne siano, forse allora somiglio a mio padre ma anche lui era arcigno anche se esile e dal carattere forte, se era un bel NO state sicuri che non si sarebbe tramutato in un SI, cadesse il mondo. Boooooo… ultimamente però vado in contro tendenza, strano!
In questi giorni a +30°, con l’afa a soglia svenimenti, soprattutto dalle 14 alle 17 del pomeriggio nell’anticamera del collasso, quando le forze sono a picco, quando non ti reggi in piedi, quando ti manca l’aria, quando fai fatica a fare tre gradini, proprio in quel momento lì che ti si chiudono le palpebre e sogni il letto per buttarcisi sopra, sì proprio in quel momento lì, quando ti vien voglia di una bella granita al limone mi vesto ed esco in bici mentre i miei vicini mi guardano increduli sui lettini ai piedi della piscina. Sarà ma preferisco sudare guardando le goccioline scendere a volte per terra, avolte sulla canna della bicletta, a volte sulla coscia piuttosto che fare la sauna nel letto o sopra il divano oppure crogiuolarmi in piscina e a rosolarmi al sole.
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ago 27
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Si sa che il nostro sport, che sia la corsa o la bici, dipende molto dalla disciplina nel percorrere le strade, nostra e degli altri. Le tragedie si consumano la maggior parte per disattenzione, eccessiva confidenza e mancanza del rispetto del codice della strada. Mentre percorro strade trafficate come runner vado sempre in senso contrario alla marcia guardando frontalmente le macchine che sopraggiungono, mi metto a sinistra e sul ciglio della strada. Con la bici è diverso, intanto non vado su percorsi sterrati e son costretto a stare a destra sperando che i veicoli che mi sorpassano mi vedano sempre. E’ durissima anche in prossimità degli incroci. Ieri ad esempio a Desenzano in prossimità di una svolta un’auto non mi ha visto e mi ha tagliato la strada mentre arrivavo in discesa, per fortuna c’era il rialzo con il marciapiede a destra che mi ha permesso di scansarla ma ho sentito i brividi lungo la schiena. La donna al volante si è fermata a scusarsi ma porca puzzola!!!! Arrivavo ai 45 orari se la centro mi scavello il collo… uffà !!!!! non ci sono protezioni a parte il casco che non è integrale e se cado contro un cartello segnaletico o il guardraill o una pianta? non voglio pensarci ma ieri sono stato molto agitato con questo pensiero dominante! Non a caso poi apro il giornale e in prima pagina due morti uno in bici in MTB e sono 16 dall’inizio dell’anno a Brescia.







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