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ago 22
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Il Grande Frullo sta declinando verso le due ruote, a discapito delle due scarpe. Lo richiede il suo fisico, logoro di chilometri, stanco di portarsi appresso anche le palline, che in qualche caso pesano assai. E così noi di Lanfreemarathon vogliamo consigliarvi un bellissimo libro, che leggerete d’un fiato, chiamato “Elogio della bicicletta”, scritto nel lontano 1973 da Illich Ivan ma che appare oggi più profetico che mai… Non aspettatevi però un banale pamphlet, perchè il saggio dell’autore austriaco è di quelli tosti, che toccano temi attuali come l’economia, la politica, la società e lo sport, virando con decisione sul concetto di mobilità.
E’ incredibile constatare come, nonostante siano passati molti anni dalla sua stesura, “Elogio della bicicletta” sia di un’attualità straordinaria, per certi versi profetica: l’autore aveva visto con precisione i danni provocati dall’automobile come mezzo di locomozione. Illich parte dal dato che la nostra è una società energivora, che di energia si ingozza fino a soffocarne. Ora, il problema è stabilire la soglia energetica oltre la quale si arriverebbe al collasso: si tratta però di un compito politico, di quella che lui definisce una “controricerca”. E poichè al collasso ci può portare anche la corsa, come spesso ci dimostrano le corse, elogiamo la bici… lo dice anche il Frullo. E io al Frullo ci credo. E’ stato a lungo il mio personal profeta…
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ago 22
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Farsi un giro da 125 km con sto caldo non giova all’organismo nè tantomeno è allenante. Si mette a dura prova il metabolismo rischiando non poco. Sono partito ieri alle 10 circa puntando assolutamente al Monte Maddalena visionato in ricognizione la settimana scorsa in scooter. Non si tratta di asperità difficile ma il caldo ha messo a dura prova il tutto. Ho impiegato a salire circa 44 minuti.
Il Garmin come al solito mi ha lasciato a piedi. Ogni tanto pur rimanendo in carica non si accende con mio enorme disappunto. In andata mi ha fatto compagnia un MTBikers che ha tenuto la mia forte andatura ben oltre i 30 da Pozzolengo fino a Lonato. C’è uno strappo dopo il Centro commerciale del Leone di 500 metri abbastanza duro. Sono arrivato all’AGIP ai piedi della salita verso mezzogiorno passando per Ponte San Marco, Molinetto di Mazzano, Rezzato e la periferia vuota di Brescia da dove ho riempito nuovamente la borraccia di acqua fresca. L’ascesa è stata duretta soprattutto nel tratto finale, sono 650 metri di dislivello in poco più di 10 km con una pendenza media del 6,4 %. Ho bevuto parecchio e ha iniziato a girarmi la testa. Sono disceso subito pensando al peggio lungo i tornanti. L’aria era sempre più pesante e l’attenzione e l’irrigidimento nella frenata mi ha indurito il collo.
Mi sono fermato al ristorante bevendo almeno due litri di acqua e mangiando pennette al pomodoro e una bistecca. Con calma ho ripreso e mi sono avvicinato a casa non senza fastidio. Ho varcato l’uscio alle 16 circa e mi sono pappato una fettona di anguria e bevuto acqua a volontà. Pian pianino mi son ripreso. L’età è quella che è!







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