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Ebbene si sono un essere umano, mediocre, non di quelli che vincono, ma neanche uno degli ultimi, eppure aver visto Usain Bolt ieri sera non può che impressionarmi fuor di misura (forse sono solo invidioso ma non sono nè Tison Gay nè Powell). Traggo spunto da un post di FB pubblicato di recente:
[è brutto dover assistere a delle performance come quella di ieri sera di Bolt nei 100 con quel stratosferico tempo di 9"58' nel dubbio che dietro non ci sia un uso improprio di sostanze che alterano i fattori ed esaltano la prestazione. Mi angoscia da sportivo sfegatato quale sono  quella di Bolt che sia una farsa come qualsiasi altra solo per lo scopo infame di salire in cattedra per vincere premi che ti mettono a posto per il resto della vita. Andare in bici ai 41 orari sul piano non è facile figuriamoci di corsa. Non nascondo di essere stato incollato alla TV per attendere la sfida esaltante con Gay ma non posso esimermi dal ragionare e magari tenermi dentro questo dubbio che tutti ad altissimo livello siano dopati. A questo punto che si liberalizzi ogni stratagemma che porti il record sotto i 9"!]
So che tocco un tasto dolente al quale non esistono prove o controanalisi assolute che dimostrino che lo sport è pulito per tizio caio e sempronio ma aragion veduta come facciamo a credere che lo fanno per la gloria. Mi spiego, se esistesse il dilettantismo e basta; se non ci fossero professionisti, se non ci fossero gli sponsor allora credo che tutto sarebbe più puro e non ci sarebbero tranelli o idiozie per alterare i risultati.
A me dispiace ma non credo siano possibili agli umani imprese epiche tipo quella di ieri. Abbiamo visto tutti con i nostri occhi cosa hanno fatto i costumi ai recenti mondiali per poi arrivare al mio grande mito degli anni 70 Pietro Mennea che sfruttando l’altura di Città del Messico ha fatto un record che ha resistito 20 anni. O Francesco Moser che sempre a Città del Messico ha ritoccato per ben due volte il record dell’ora.
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Stamattina, forse un pò troppo tardi, ho tentato la scalata al Rifugio Graziani. C’ero già stato in ricognizione domenica scorsa in auto e mi ero anche fatto un bel giro panoramico sopra il Baldo. In solitaria e senza compagnia al quinto km ho girato la bici, dopo aver fatto solo 500 metri di dislivello. Il troppo caldo, con il sole in testa a 35 gradi anche se protetto dal casco mi ha piegato in due. E’ una salita di 22 km con una pendenza discreta e un dislivello a salire di 1500 metri.
Mercoledì 12 in compagnia di Fabrizo Sandrelli, con la sua nuova bici, Paolo Ganazzoli, Nerino e Sandro ci siamo diretti a Sdruzzinà per tentare la scalata al passo delle Fittanze. Ci siamo arrivati dopo aver percorso quasi 50 km e aver assistito ad un volo sull’asfalto di Sandro distrattosi un istante. Una bella grattata di quelle che ti lasciano il segno. Si intuiva che qualkosa sarebbe andato storto ed immancabilmente la bici di Nerino si è bloccata sul cambio e fortunatamente abbiamo risolto proprio alle pendici della strada militare così odiata dai ciclisti, dicono che non è allenante, che è cattiva e che non è piacevole per niente. Benissimo tutti buoni motivi per farla! Appena dopo trecento metri sento un gnigo gnago sul cambio, qualkosa non va ed ecco la catena si spezza in due e addio salita. Rimane in sostegno morale Fabrizio, troppe poche uscite per affrontare un muro così duro. Nerino era già avanti, e Paolo e Sandro c’han provato. Sono rimasto in contatto telefonico con loro finchè c’era campo. Nel frattempo mi ha recuperato Katia e mentre a casa passavo al secondo un dubbio amletico mi spingeva verso il soccorso di quei poveri disgraziati. Sono andato a recuperarli a Peri ed erano già le 15 del pomeriggio. Glielo rinfaccerò per tutta la vita… hahahahahah!

scritto da: lanfree