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lug 27
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Purtroppo il Garmin si è spento dopo circa 4 ore per aver scaricato completamente la batteria. Segna 99 km ma nella realtà ne abbiamo fatti 116 totali ai 27 di media.
Mi son fatto convincere da Paolo durante la settimana rinunciando alla gara di domenica a Suzzara. Un pò per il calo di forma e soprattutto per aver sommato pochi punti nel criterium provinciale.
Levataccia alle 5, colazione misera dopo la cena spacca stomaco del venerdì e ho raggiunto a Mantova Paolo e Nerino. Poco dopo le sei siam partiti con le bici sulla cappotta direzione Collecchio. Verso le sette abbiam parcheggiato davanti la casa di Alberto. Amico goffo del Gana, una bici datata col cambio sul telaio, pancetta e pochi kilometri di allenamento alle spalle. A volte ci dimentichiamo che non sempre siamo in compagnia di ciclisti o runner di buon livello e ci aspettiamo quasi sempre di tirarci il collo. I primi due km alla ricerca di un bar per berci un buon caffè, dall’andatura sotto i 20 uno sbadiglio rumoroso ha rotto gli argini. Se fossimo andati assieme ad Alberto probabilmente non saremmo mai arrivati. Di tacito accordo ci siam divincolati e abbiamo iniziato a tirare. La salita è pedalabile, usando anche rapporti duri da tenere medie ben oltre i 16. Ci siamo accodati ad un fuori classe ciclo amatore. Ci ha raccontato le sue vittorie, le sue grandi doti. Campioni del mondo a parole lo siamo in tanti e spesso mi fa sorridere sentire gente che straparla come se fossimo dei pirla creduloni. Abbiamo bevuto addirittura l’acqua più pura del mondo, analizzata di recente da un laboratorio svizzero di Ginevra. ma vaff… Alberto ci ha raggiunto sulla Cisa dopo un bel pò, abbiamo fatto in tempo a far le foto, a mangiare un panino e a biascicare qualkosa di inglese con un turista svizzero che stava dirigendosi a Roma sulla via francigena. Prima o poi farò qualke mattanza del genere ne son sicuro e verrà maturo il progetto. La discesa mi è piaciuta un sacco. Ho sempre un pò paura di cadere e tiro i freni spessissimo. Questa della bici è forse l’unica preoccupazione, si sa quando si cade quell’attimo prima ma come?? e poi dove si va a sbattere? e se saltano i freni e tiro dritto in curva lungo un tornante in discesa?
P.S. devo ringraziare pubblicamente il buon Paolo, non a caso dalla rrrr parmense. Ci ha invitato a casa e sua madre ci ha esibito un pranzo ghiottissimo, pieno di specialità parmensi. anche il carpaccio di cavallo da record del mondo
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lug 24
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Prendo spunto dal commento di Luca e altri che hanno scritto di questo mio passaggio alla bici per spiegarvi quello che mi passa per la testa.
Parto da un presupposto: la corsa non è l’unica fonte di vita senza la quale la vita stessa non ne ha più un senso (non me ne voglia Luca)!
E’ una componente che assieme a tante altre mantengono interessi, equilibrio e quant’altro. La corsa se non si è professionisti, così come lo sono tanti sport appartiene alla fascia del passatempo, del mantenimento fisico e degli hobbies e tale deve rimanere! La possiamo vivere a più livelli, deidicando + o – tempo ma non deve prevaricare ripeto gli equilibri con gli altri individui che ci circondano. Tu stesso Luca parli della tua santa moglie come del resto in passato lo ha scritto a + riprese Critian Accorsi. Ebbene chi ci circonda ha bisogno di noi in funzione dei rapporti e delle concatenazioni che si innescano. Se vogliamo sposare la corsa allora dobbiamo fare delle scelte e non possiamo costringere coloro che ci vogliono bene a rinunciare a noi stessi solo perchè la corsa diventa il monotema. Ci deve essere il giusto dosaggio e non bisogna esagerare e lo dico anche a me stesso. Se vogliamo porci degli obiettivi questi devono essere prima condivisi con chi ci sta vicino e poi riconosciuti come fattibili.
Se alla nostra compagna non gliene frega nulla della nostra corsa bisogna giungere ad un compromesso. Se poi di mezzo ci sono anche dei figli allora lo spazio a disposizione si restringe, vedi l’avvocato Bresciani. Dipende tutto da quanto tempo extra si ha a disposizione che non intralcia il giusto equilibrio del convivio.
Cosa diversa è stata la scielta ultima di pedalare. Ci sono arrivato per gradi. Dopo l’intervento al menisco l’ortopedico mi ha detto espressamente che la corsa non era indicata come sport da praticare vista la lesione alla cartilagine. Troppo traumatica, gesto ripetitivo, oltre al peso di una massa da sopportare ogni sollecitazione. Nel mio caso sono stato costretto dapprima ad accorciare le uscite di allenamento e le gare stesse (massimo la mezza) e a farmi piacere la bici in alternativa alla corsa. Innanzitutto per bilanciare l’attività fisica e uscire ora un paio di volte la settimana. Per ultimo dal 7 gennaio ho iniziato a fare sul serio e durante tutta la primavera ho gareggiato con discreto profitto. A giugno mi sono sentito scarico mentalmente e mi son preso una pausa. A settembre mi aspettano le classiche di mezzamaratona con la sfida all’ultimo sangue all’avvocato bresciani. Lasciatemi pedalare per un pò, vi prego!
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lug 22
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Ieri mi son preso un giorno di ferie e mi sono unito al gruppo di Ignazio per il giro turistico in moto a Pedavena.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Mi son permesso di analizzare su Google Maps il percorso di ieri. Premesso che l’aggiornamento mappale del motore di ricerca non tiene conto delle ultimissime opere di viabilità, ad esempio la tangenziale sud di Verona da San Bonifacio, per il resto (con qualke approssimazione minima) questo è stato il nostro tour di circa 400 km.
Siam partiti in 7: Mario (VStrom Suzuki), Ignazio (VStrom Suzuki), io (Burgman Suzuki 650), Enrico (Kymco 500), Graziano (GS BMW), Silvano (Harley-Davidson), Marco (Harley-Davidson). Ritrovo ore 8 a Domegliara dove ci siamo raccordati e poi via per l’impresa. Lungo la Val D’Adige tutto ok poi a Rovereto, dopo alcuni consulti sulla cartina e il navigatore ben piazzato sull’Harley abbiamo preso per il passo delle Fugazze. La sindrome d’arrivo di Ignazio non mi ha permesso di godermi il paesaggio e dopo un bel tiro ci siamo finalmente presentati al bar del Passo. Sono quasi tutti impiegati dell’ULSS e appassionati della moto. Per me era la prima esperienza in gruppo ed ero un pochettino impacciato. Lungo i tornanti a fatica a disegnar le curve, mentre loro, collaudati e precisi a pennellare il percorso. Da Pian delle Fugazze in discesa verso Valli del Pasubio ho potuto capire visti i cartelli con pendenza del 15% che sarà terreno per una delle prossime cavalcate in bici, data la velocità bassa ho potuto osservare qualke ciclista arrancante sui pedali alle prese con la scalata. Non molti ma tutti scolpiti e arcigni, i ciclisti amatori. Proseguendo per Asiago data la posizione e l’irrigidimento da tensione per strada ha iniziato a farmi male il culo e le spalle. Sentivo la necessità di stretching ma niente soste fino allo scollinamento per Gallio, Foza e Primolano. Qui c’è stato un fermo per controllare ciò che la cartina al contrario dei cartelli segnava. Nel dubbio Ignazio mi si blocca su un tornante e da fermo mentre metto giù i piedi cado come un salame sbattendo il ginocchio a terra. Qualke graffio alla carrozzeria della moto ma tutto ok. A dir la verità lo scooter pesa un pò troppo, 240 kg da tener in equilibrio non è sempre facile. Dopo qualke rabbocco di benzina verde ci siamo finalemente avvicinati a Pedavena. Alla vista finalmente della birreria un sospiro di sollievo. Birreria dal 1897. Dopo ristrutturazione per i saccheggi della due guerre mondiali dal 1974 è di proprietà della Ditta olendese Heineken.
Birra del centenario (1997) che si beve esclusivamente alla birreria non filtrata e non pastorizzata e da bersi solo nel locale (Orzo-luppolo-lievito e acqua di fonte). A me sinceramente non ha fatto del grande effetto. Cosa diversa quella di Monaco e se considero tutta quella strada sinceramente un pochettino deluso lo sono stato. Al rientro con la pancia piena abbiamo percorso in alternativa Pederobba direzione Bassano passando per Possagno dove ho chiesto gentilmente di poter scattare un paio di foto. Statisticamente ricevo poche telefonate durante il mio lavoro di routine, neanche farlo apposta ieri bersagliato da amici, colleghi e clienti. Nonostante l’involontarietà nel rispondere è più forte di me l’apertura di conversazione e proprio ad uno stop ho risposto. Sono bastati 30 secondi da perdermi il gruppo in prossimità di Bassano e dopo alcuni giri a vuoto finalmente mi son ricongiunto. A Marostica gli sberleffi non sono mancati. Nota per la partita degli scacchi sulla piazza dal 1923. Rappresentazione che si rifà ad avvenimenti storici della Serenissima. (1454) due nobili che si contendono in una partita a scacchi la gnocca Lionora. L’uomo, così come gli animali, quando è in branco si trasforma in bestia feroce e sono volati apprezzamenti, sberleffi e prese x il culo. Per fortuna sono stato esente, da neofita ma son sicuro che al prossimo giro non mancheranno le provocazioni.
Lo scollinamento da Arzignano verso Roncà mi è piaciuto molto e lungo il rientro non vedevo l’ora di arrivare a casa. 12 ore di marcia sono un pò tantine e una nuotatina in piscina era ciò che mi voleva.
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lug 20
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Sabato pomeriggio da Brusadure a Sottomarina di Chioggia. 74 km totali, seguendo il Bacchiglione da Pontelongo al mare in due ore e mezza andata e ritorno. Pianeggiante per farmi le gambe in attesa della ascesa a Prada. Quando parto a fare qualkosa scatta dentro di me il desiderio di fare sempre qualkosa di importante, come se fossi Contador. C’era bisogno di andare fino al mare? Evidentemente non resisto alla tentazione di stupire anche se la maggior parte delle volte faccio delle magre figure.
Domenica mattina ore 9. In 5 verso Caprino Veronese per affrontare la salita a Prada. Sandro con la bici datata e un manubrio piegato da una caduta, il Bendo reduce da un malanno muscolare con una mountain-bike, Nerino anche lui con una m-b e Paolo decisamente in canna. Sembravamo + che un gruppo, un insieme di caproni in balia del vento. Disordinati e scostanti ci siamo diretti a Caprino non senza difficoltà. Già alla prima salita di Sandrà ho capito che la giornata sarebbe stata di quelle lunghe. Comunque passo dopo passo ci siamo avvicinati al primo step. Prima di iniziare ad inerpicarci un buon caffè e qualke battuta nostrana alla barista e poi in sella. Appena svoltato per la salita di Prada i primi pensieri funesti, un bel gruppone di una ventina di ciclisti si son sfilati ad uno ad uno verso l’alto e noi sembravamo + delle vacche al pascolo che degli scalatori. A dir la verità io e Paolo ci siano avvantaggiati e dopo 3 km di salita dura e ripidissima abbiamo capito che forse era il caso di scendere in soccorso. Il viaggio è stato gaio e lungo ma alla fine a Prada ci siamo arrivatio in 4. Poi in discesa uno scorcio mozzafiato a San Zeno non ho mancato di fotografarlo e poi giù verso casa. Precisamnete abbiamo fatto 82,9 km in poco + di 3h35′. La prossima uscita in gruppo sarà sicuramente + dura, + ciclisti e meno arifrulluri. Spero ci sia al prossimo giro anche BradypusRunner con noi… ma anche Fabrizio Sandrelli che so si sta comprando la bici.
P.S. la bici è u’altra cosa rispetto la corsa. Scalare è un optional che rendono i due pedali meno monotoni. Affrontare le inerpicate come punto di arrivo ha il suo fascino e lasciano ricordi fantastici meno traumatici del picchiare sull’asfalto. Queste sono sensazioni di questo momento è chiaro che non abbandonerò la corsa ma è certo che il ginocchio nonostante le sforzo non mi fa male.
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lug 16
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Da quando ho comprato casa non posso dire che conduco la vita di prima. Le abitudini sono cambiate penso definitivamente. Mi sto dedicando a lei, la casa. Dall’inizio dell’anno se penso materialmente a dove sono finite le entrate dello stipendio faccio fatica a fare i conti e a ricordare tutto.
Una volta se mi si chiedeva “ma è + importante essere o avere?” non avevo dubbi. Ricordo ciò che rispondeva un mio amico riguardo a tale domanda “semplice, essere avendo
” e lo mandavo direttamente dar via il culo. Non so veramente rispondere a questa domanda ora. So solo che dopo la cena di ieri sera da Ignazio ho iniziato a riflettere. Lui è alto, addome pronunciato, padre putativo dice lui, somiglia + a Obelix che ad un ragioniere agli acquisti. E’ stato recentemnete con sua moglie in moto a Medjugorje. Un viaggio strano per lui, uomo razionale. La fede va oltre ma il suo racconto e le immagini delle foto scattate soprattutto del Cristo alto 8 metri che attraverso la fessura del ginocchio perde liquido da molto tempo lascia perplessi. Non ci sono trucchi, fenomeni di condensa o quant’altro. Gli occhi di Ignazio che conosco da tempo e le sue parole mi incuriosiscono. Ha proiettato il video che ha acquistato dell’apparizione della Madonna da parte di Miriana. Dietro di lei la sagoma di Paolo Brosio ovviamente mi incuriosisce fuor di misura. Convertitosi recentemente mi lascia esterefatto. Il suo sguardo ripreso dalla telecamera fissa mentre Visca guarda verso l’alto in catalessi è provato, in preda ad una sofferenza quasi straziante. La Chiesa tace da sempre ed anche questo è un atteggiamento che fa riflettere non poco. Scrivo ciò che penso e a volte penso, penso, penso…troppo.
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lug 13
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Ricognizione il sabato mattina, ero troppo curioso di analizzare il percorso. C’è un post ricco di dati tecnici qui! Si evidenziano le pendenze e come dice il Giuly “c’è da piangere“. Ho provato solo ad immaginare ma credo sia veramente proibitiva x me. Sono in calo di forma fisica da giugno. Infatti sabato sera il mio primo ritiro stagionale. Ho voluto fare il furbo e visto che non ci sto a perdere contro l’avvocato. Alla Stracornelio di Ostiglia ho esagerato nei primi 4 km sotto i 4′/km e ho giustamente pagato. Aoppena dopo il primo giro mi son fermato. E’ strano quando ci si ferma, gli altri ti scivolano via e sembrano statue. Strana sensazione a me sembrava di andare ai 200 allora.
Da molto dormo poco la notte, circa sei ore di media con picchi di 2 ore di file. Il resto sono girate sui fianchi, torture al cuscino e qualke pisciatina. Non so se c’entra con la produzione di endorfine che provocano anche insonnia ma sta di fatto che questa è la situazione. Non so voi ma d quando corro ho smesso con le dormite di dieci ore di seguito.
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lug 05
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Ce l’ho fatta a scalare gli 800 metri di dislivello di 9,2 km con pendenza media del 8,7 % in 57′46″. Merito alla bici che con il 34/26 mi ha alleggerito il compito della scalata!
Appuntamento ore 8,30 al Monte Torcolo. Alla partenza Lanfree, Giuly, Paolo Ganazzoli, i 3 moschettieri. Questa volta il Giuly ci ha traghettato attraverso un percorso per me inedito: Oliosi, Castelnuovo, Sandrà, Pastrengo e bivio di Affi e giù per la Val D’Adige. Ero un pò nervoso dato il risultato precedente e svuotato mentalemnete con l’unica preoccupazione di non farcela. Il Gana invece era fiducissimo. Loro son partiti forte ed io con il mio passo son venuto su con calma. E’ stato esaltante dopo l’ottavo tornante sorpassare alcuni ciclisti. Mi ha fatto compagnia una farfalla lungo il tragitto intermedio. Salito sopra era come una liberazione, ce l’ho fatta, grazie Bianchi!
Al ritorno il peso dello sforzo e i km alle spalle e l’ora ormai sul mezzodì ci ha fiaccato. Sulla salita di Pastrengo con un rapporto durissimo sentivo di averne e ho proseguito. Per la prima volta ho visto il gana in difficoltà. Crisi di fame, bisogna stare attenti. Una bella giornata lanfrediana…





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