giu 04

228 passeggeri si sono inabissati nelle fredde acque dell’Atlantico qualke giorno fa. La notizia è tragica, drammatica, in volo può succedere il disastro e non vi è scampo come in questo caso. Possiamo solo immaginare quei tragici momenti ma chi li vive col cuore in gola sapendo che di lì ad un attimo all’impatto tutto finisce Dio solo sa cosa passa per la testa. Per fortuna sono pochi i disastri aerei ma quando leggiamo le news o ascoltiamo i TG con queste notizie non rimane che il silenzio.
L’accanimento mediatico nell’accedere alla cronaca, si rubano aspetti che dovrebbero rimanere silenti nel rispetto di chi invece ha avuto la peggio. Eppure si scava e ormai non so più per quale motivo. A che serve chiudere la news così?
Nella tragedia anche le storie di chi è scampato per un soffio alla tragedia. Come un brasiliano di 37 anni che non si è potuto imbarcare a causa del passaporto scaduto o quella di una coppia di francesi messi in lista d’attesa e rimasti a terra perché nessuno ha rinunciato a partire.
La cronaca a volte è spietata e irriverente! C’è poco rispetto per coloro che piangono i loro cari e sono racchiusi nel dramma di non sapere che cazzo fare.

Sono alcuni giorni che non scrivo, sono in ferie questa settimana, ho corso abbastanza ma ho alternato molto con la bici. Il callo al coccige si è formato a anche sul palmo delle mani appoggiando le spalle e il busto sul manubrio. C’ho messo un pò ma alla fine mi sono abituato. E’ calata un pelino la forma, rispetto alla settimana scorsa. Sabato c’è la Gazzetta Run, farò la mia corsa, con i Rigolettiani abbiamo pattato un “mortis“.

scritto da: lanfree