|
feb 09
|
Di solito gli amatori si prendono un giorno di riposo dopo la gara del giorno prima. Pensano siano sufficienti i classici 10 minuti dopo la gara per aiutare l’organismo ad espellere l’acido lattico accumulato, i famosi cataboliti prodotti dai musculi sotto sforzo. Le tossine della fatica si trovano accumulate nelle fibre muscolari che hanno lavorato: polpacci, quadricipiti, glutei ecc… e si pensa che sia sufficiente fare questo per debellare il dolore dopo la gara. Il famoso allenatore di Antibo, Polizzi, le sedute di allenamento impegnative non le terminava mai con il defaticamento ma neanche con lo stretching! Il giorno successivo faceva svolgere una leggera seduta di corsa lenta per facilitare la rigenerazione muscolare. Il motivo è molto semplice: l’organismo deve riuscire anche ad arrangiarsi a sviluppare dei sistemi che permettano il ritorno alla fase di equilibrio. C’è una logica in tutto questo, l’organismo ha l’onere di mettere in atto dei sistemi naturali che accelerino i tempi di rigenerazione, così da diventare più efficiente nel recupero, e di conseguenza rinforzarsi.
Un corpo ben allenato, è facilitato in tutto questo e la determinazione del recupero ne giova parecchio! Io oggi mi sento tranquillamente a posto. Ho corso con estrema tranquillità ma sono riuscito senza neanche tanto tribolare a correre per dieci kilometri e i 5 di ritorno alla media di 5/km. Molto bene…







Commenti recenti