dic 27

La solitudine del runner

Mi capita di frequente di avere sensazioni, idee, riflessioni che spesso ritrovo riportate da altri su romanzi, poesie o articoli di giornale, finendo, una volta terminata la lettura, col rimproverarmi di non averle io stesso fissate sulla carta se non a beneficio di terzi, come per uno scrittore ed un giornalista, almeno a beneficio di me stesso.

Mi è bastato scambiare poche parole al telefono con Franco per focalizzare qualcosa che per molti runners forse è una banalità ma che per me è stata una vera e propria presa di coscienza.

Dopo la chiacchierata con Franco ho per la prima volta pensato alla solitudine del runner.

Il runner è solo innanzitutto in gara ed in allenamento. Quel ritmico rumore di altre suole che gli corrono al fianco è tutt’al più una marcetta d’accompagnamento mentre cerca dentro di sè la concentrazione per cadenzare lo sforzo, ascoltando i segnali che il corpo gli invia. E se la mente gli ricorda che sta soffrendo, il runner di tutta risposta si concentra sul ritmo, controlla il tempo e si trasforma in un metronomo …tac…tac…tac…non sbaglia un colpo, è preciso, è puntuale, spacca il secondo…

Il runner sa che la corsa altro non è che un modo di declinare, col cuore e la ragione, lo spazio ed il tempo. Così si immerge in numeri, spacca lo spazio della gara o dell’allenamento, ripete a se stesso che è ad 1/10 del percorso, ad 1/5, ad 1/2 perché manca sempre meno e la fine è là.

Nel runner c’è una sostanziale coincidenza tra il piacere e la sofferenza. La sensazione di libertà della corsa è spesso indistinguibile dal momento in cui il corpo è impegnato nello sforzo. Sbaglia chi, in maniera sbrigativa, liquida tutto questo come masochistico. C’è chi ha scritto che la corsa di resistenza è quanto di più vicino esista nella cultura occidentale ad un’arte marziale. Non so se l’affermazione è corretta ma certamente ha un fondo di verità perché nella corsa c’è una dimensione spirituale che tutti noi runner abbiamo presente. Quell’intima ricongiunzione con la propria essenza in cui non si sa più cosa è cuore e cosa è testa.

Tutto questo è un equilibrio spesso fragile, qualcosa che va alimentato e rafforzato ogni giorno altrimenti si spegne. Così, il runner è solo, anche e soprattutto, quando non corre.
Capita infatti che quel circolo “virtuoso” che lo aveva portato a risultati fino ad un anno prima impensabili diventi “vizioso”, lasciandolo scivolare verso un lento e spesso inesorabile allontanamento da quella dimensione che tanto aveva amato.

Un’evenienza tanto più probabile quanto meno profondo è stato l’amore per la corsa. Una bomba da disinnescare come sempre col cuore e con la testa. Con la pazienza del ragno ed una testa da ragioniere di un tempo…si tesse pian piano la tela dei percorsi di questo mondo di corsa e si tiene conto dei chilometri percorsi…perché noi runners, forti o deboli, sopra o sotto le tre ore, lo sappiamo bene che le strade sono solo due: continuare ad amare ed essere riamati oppure vivere un rimpianto che il più comodo dei divani non potrà mai e poi mai lenire.

Grazie Alessandro, hai saputo cogliere! Hai ragione: siamo noi e gli altri, separati da un qualcosa di impalpabile, a volte un torrentello altre volte un fiume dell’america latina ci separa tra le sponde. Soli il più delle volte e sempre da soli ci laviamo il muso la mattina. Ho scoperto Facebook il mese scorso e giro e rigiro tra le pagine insofferente. La traccia è lì a portata di mano ma è più lontana di quanto si pensi. Che sia giunto il momento di riprendere a correre sul serio? Fa freddo e poi ci sono ancora due panettoni e un pandoro…

written by lanfree

dic 14
dsc07278.jpg Stamattina ho seguito l’invito di Michele e sono andato a correre la non competitiva di Monzambano. Mi son detto perchè non sfoggiare le vesti di Babbo Natale? detto, fatto…ahahhahahah! Mi son proprio divertito a fare il cretino lungo il percorso. Siam partiti assieme io e Michele e per circa 5 km abbiamo risalito assieme la corrente poi i percorsi ci han diviso, lui per la 18 ed io per la 13. Non vi dico le battute e le risatine. Mi chiedevano i doni e io rispondevo che ero passato a rubarli ieri. Poi ai sorpassi guardavo i berretti dei corridori domenicali e incitavo: “secondo me hai sbagliato berretto” oppure “arriva Natale, ogni scherzo vale” e chi mi sorpassava esclamavo ” non puoi passare Natale, a cosa vai ai 5,03 ai 4,92  ai 4′31″23centesimi” alla fine è stato un vero spasso, è bello riderci sopra, ti scopri diverso, scemo ma diverso…. heheheheheheheheh! dsc07279.jpg

written by lanfree

dic 13

st121208.jpg Ieri sera ho corso di nuovo… ho pigiato sull’acceleratore i primi 5 e ho riposato i successivi 2. Certo che dopo uno stop di 20 giorni e aver ri-preso ulteriori 3 kg non so come fanno le mie gambe a reggermi e a portarmi già da subito a quei ritmi. La sosta comunque mi ha fatto bene, anzi benissimo. Mi fa piacere che FurioForever (lo stimo moltissimo) si sia interrogato sul perchè di mie considerazione nel post precedente e che di conseguenza abbiano ispirato il suo di post. Sta di fatto che sono sempre di più convinto che non sia assolutamente casuale la nostra scesa in campo. Ho sempre avuto la passione di scrivere fin da quando ero poco più che adolescente. Allora scrivevo “il bene che aspettavo è il male che non prevedevo” o “saremo degli angeli ritrovati o mutati” . Aforismi che ai più potrebbero suonare come assolutamente deliranti o poco discutibili o oltretutto insignificanti. Siamo diversi e sta qui il punto, ognuno è libero di esprimersi e liberamente può decidere se leggermi o meno. Non si paga nessun biglietto è tutto gratis anche l’andare a fare in culo se necessita. Mi è sempre piaciuto interrogarmi, sfogarmi con gli amici, parlare per ore ed ore senza stancarmi dei discorsi più disparati addentrandomi anche in concetti profondi che la mia mente potesse elaborare sulla scorta della cultura in possesso e dalla capacità nel riuscire a leggere i significati della realtà vista con i miei occhi. Sono un rompicoglioni di natura e spesso verifico anche le cose ovvie per un senso innato del difetto che alberga la mente degli umani. Non chiedo gloria nè osanna ma chi fuma sigarette è pregato di spegnerle se vuole entrare nel mio LanfreeMarathon!

written by lanfree

dic 12

st111208.jpg Complice il tempo bizzarro, leggerissima pioggerellina, temperatura 8°C (odio il freddo!), ho rimesso le scarpe per una corsetta pacifica oltre i 95 kg di peso! Sono passati esattamente 20 giorni e 10 ore dopo l’ultima gara su strada. Mi sembrano secoli! E’ stata una pausa altalenante, per certi versi demotivante anche al di fuori della corsa. E’ difficile trovare un equilibrio, un senso legittimo che metta tutti d’accordo sul quanto faccia bene, su come bisogna viverla, su dove si deve esercitarsi. Dall’autunno 2006, quando uno sparuto gruppo di podisti, me compreso, ha deciso di costruirsi il proprio blog, ad oggi, siamo ormai diventati quasi tutti (e saremo ormai + di 500 ad avere uno spazio internet da gestire) maestri nel misusarsi con l’essenza del gesto e il quieto vivere di tutti i giorni. Divorando nozioni da chi ne sa qualcosina in più, sbirciando qua e là tra i siti di Albanesi, Speciani, Massini e Pizzolato , anche tra i libri di Arcelli ci gestiamo paradossalmente con rettitudine alterna le nostre gare, i nostri limiti, gli allenamenti, le nostre cavalcate alla ricerca del tempo cronometrico, o anche del sapore amaro della sconfitta di una scommessa già vinta o presunta tale (come succede spesso nel mio caso!) ma anche di una corsa tra i prati o il verde incontaminato di un parco o di una ciclabile tra lo smog delle auto. Siamo diventati attori (anche protagonisti) di uno sport che si può guardare anche dal basso, basta saper scrivere quattro righe anche se non si è dotati fisicamente. Non importa chiudere la maratona sotto le 3 ore o sopra le 4, basta raccogliere al meglio le nostre sensazioni e sapere che un centinaio di lettori ci seguono costantemente tra le pagine dei nostri siti. Questa è la nostra gloria, la nostra vittoria. Il condividere con altri il nostro dramma, con lo stesso spirito che ci accomuna e ci spinge nonostante tutto a correre costi quel che costi!

P.S.Una cosa ve la devo dire comunque perchè è buffa e paradossale al tempo stesso. Gli stessi amici che mi hanno detto di smettere di correre perchè rischia di farmi male ora mi dicono di ritornarvicivisi e di non smettere del tutto, rischio l’obesità! Alcuni mi conoscono e sanno che sono un eccessivo e che amo poco le mezze misure, potrei ingrassare come un porco in pochi mesi e superare quota 100 kg! Ma siete matti? Il mio obiettivo è ritornare oltre quota 110 Kg là da dove son partito….

written by lanfree

dic 01

1.jpg [singlepic id="67" w="320" h="240" mode="" float="" ]
* Foto Studio 5 Maratonina di Cremona

written by lanfree