lug 13

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Cornelio Nepote!

Poco sappiamo della vita di questo autore. La nostra principale fonte è il poeta Ausonio, che però visse nel IV secolo d.C.
In un primo tempo fu collocato dal vescovo Eusebio di Cesarea nel quarto anno del regno di Augusto[citazione necessaria].
Nacque invece nel 100 a.C. circa a Hostilla (attuale Ostiglia), all’epoca un piccolo villaggio della Gallia Cisalpina vicino al Po e non lontano da Verona, oggi situato nella provincia di Mantova. Le sue origini galliche sono testimoniate da Plinio il vecchio, che lo definì Padi accola, ovvero abitante delle rive del Po[1].
Si trasferì forse da giovane a Roma, dove conobbe personalità della cultura del tempo come Cicerone, con il quale ebbe a lungo rapporti epistolari, Attico e Catullo. A differenza di questi fu però estraneo alla vita politica di quegli anni. Ebbe un rapporto particolare con Catullo, il quale gli dedicò il suo Liber di poesie.
Scrisse soprattutto in prosa, ma la sua prima opera, i Chronica, è andata interamente perduta.
Ispirandosi ai poetae novi, iniziò a comporre versi, ma non ebbe i risultati sperati e abbandonò presto questa idea[2].
La sua fama è legata soprattutto alla raccolta De viris illustribus, della quale resta però solo la sezione sugli antichi condottieri e, isolate, le vite di Catone il censore e di Attico.
Morì, non sappiamo dove, nel 24 a.C. circa.

La mia Stracornelio, anzi la mia metà Stracornelio parla di un mezzo uomo, mezzo corridore, mezza calzetta. Un uomo che non sa correre ma che sa bene quando e come fermarsi. Che parte piano stavolta nei primi 300 metri e poi inizia a tirare, ovviamente troppo! Un caldo da Elfi, uno stronzo di Marmi da Rolo si spinge oltre i suoi legittimi limiti e la sua testa appena sente la fatica lo fa fermare come un coglionaldo circense! Nasconditi frullo e diventa uomo che l’età ce l’hai…. scimmia!

scritto da: lanfree