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giu 09
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Sono passati due giorni dall’esibizione in competitiva e devo dirvi che dopo aver fatto un 10k defaticante ieri mattina data la cappa di umidità e il caldo afoso ieri sera ore 21,30 mi sono coricato sul letto e mi son risvegliato stamane alle 6,30!
Ho modo ora di raccontarvi qualkosa del sabato: mi son presentato in Piazza Sordello alle 19. Il buon Arti, Giulio Ferrari & Gianni Truschi mi hanno accolto calorosamente.
Poi durante la fase di riscaldamento ho incontrato i tre moschettieri, nell’ordine: Il Principe, L’Avvocato e Sandro Garrò. Ho lanciato nuove accuse e speravo di infastidirli invece nulla è servito.
Alla partenza i primi appoggi verso piazza virgiliana erano tranquilli ma cercavo di stare assieme a loro. Con mio stupore non avendo il Garmin con me sentivo un ritmo decisamente troppo alto e mi chiedevo il motivo. Tra le vie della città i tre si alternavano avanti 3, 4 metri a me. Mi son detto i furbi stan facendo gioco di squadra e non mi lascio prendere dalla frenesia e invece la testa ha iniziato a spingere le gambe e a porto catena ero già avanti di qualke metro. L’andatura sul ponte di San Giorgio la sentivo troppo veloce e l’affanno nel giro di una decina di secondi mi ha disposto un crollo generale. In un attimo si è spenta la lampadina e al terzo km fermo immobile, qualke metro e poi mi son scivolati via tutti e tre immagino con loro immenso piacere. Ho camminato fino al ristoro penso per due buoni minuti, mi ha passato anche Manlio Gasparotto e quando Roberto Sassi mi ha gridato “Lanfree non mollare…” l’orgoglio ha fatto il resto. Ho ripreso a correre, dapprima sui 5/km e poi verso il quarto ho iniziato decisamente a mulinar le gambe. Ho risalito il Sassi e ho pigiato dapprima ai 4,20 e poi gli ultimi due a 4,10! Mi sento una merdaccia per aver dimostrato ancora una volta ingestibilità e poca maturità agonistica. Sono dei limiti assoluti e li devo riconoscere. Prima o poi vi spacco il c..o!
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giu 09
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Frullo, rubo un po’ di spazio sul tuo blog per inserire l’articolo uscito sulla Bagolona di ieri e per mettere la foto di altri due frulli marmirolesi, la premiata ditta Bianchi e Villagorssi, che magari hai incorciato durante le tue sedute d’allenamento.
Tremila podisti sfidano il maltempo: la città in festa per la Minciomarcia
La tregua concessa dal maltempo, a metà pomeriggio, è arrivata appena in tempo per consentire il regolare svolgimento della 35esima edizione della Minciomarcia. Anche se la partecipazione all’evento podistico ha inevitabilmente risentito dell’incertezza meteorologica fino a poche ore dal via: sono partiti in tremila, contro i cinquemila di un anno fa. Gli organizzatori dell’Uisp si sono detti soddisfatti, più che altro per lo scampato pericolo. Il primo cittadino Fiorenza Brioni ha consegnato una targa ai famigliari dell’ex sindaco Gianni Usvardi, ideatore della manifestazione, scomparso di recente.
Durante la piccola cerimonia, lo spettacolo multicolore della Minciomarcia era già in pieno svolgimento. E in piazza Sordello si poteva trovare veramente di tutto. Dai classici gruppi di amatori impegnati nella tradizionale foto prima del via fino all’ex campione del mondo dei 400 metri Fabrizio Mori, ospite della Gazzetta dello Sport.
E’ proprio questo il bello della Minciomarcia: trovare uno al fianco dell’altro l’atleta che corre e suda tutto l’anno e l’uomo o la donna di mezza età che arriva per divertirsi. Anche se a volte sono pure i dilettanti ad avere i loro riti e il bisogno di concentrarsi che solitamente caratterizza gli atleti veri. E’ il caso del sessantenne che in piena piazza Sordello, a pochi minuti dal via, è assorto nella lettura di ‘L’armonia del mondo’ di Pietro Citati: dice di aver bisogno di concentrarsi, anche se parteciperà alla corsa non competitiva.
Di certo non era altrettanto solitario l’ottantaquattrenne Alfio Acerbi, membro del gruppo Avis di Borgoforte. Acerbi non ha esitato a farsi intervistare dagli animatori della Gazzetta dello Sport, orgoglioso per la sua trentacinquesima partecipazione consecutiva e per la forma fisica esibita alla sua non più verdissima età . Le sue parole sono state ascoltate da tutta la piazza, grazie agli altoparlanti dell’organizzazione.
La Minciomarcia è sinonimo di tradizioni alimentari. Il punto di ristoro è una meta irrinunciabile per i partecipanti, già prima del percorso, quando non ci sarebbe ancora bisogno di reintegrare zuccheri e vitamine. Lo stesso vale per i gazebo che distribuivano il risotto alla mantovana. La preparazione è stata curata dalla Polisportiva San Giorgio: cucina proprio a San Giorgio e un paio di furgoncini per il trasporto in piazza Sordello. Con trecento chili di riso ed altrettanti di salamella, i podisti non hanno avuto di che lamentarsi. E, a giudicare dal numero di persone che si iscriveva solo per poter avere diritto al piatto di risotto, anche la qualità doveva essere eccellente.

Sulla sinistra il Sig. Villagrossi; sulla destra il Sig. Bianchi







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