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Intervistato dal commentatore un esempio vivente di come lo spirito sportivo dona forza e motivazione di fronte alle avversità della vita: Alex Zanardi. Nel secondo video sesto al traguardo, alle spalle di Riccò, il venezuelano Josè Rujano Guillen che riprendo all’interno delle transenne dove serve il pass del Giro. Furbescamente mi intrufolo e con l’auricolare a tracolla spaccio il pass pro giro. Mi metto a parlare con Marino Bartoletti che mentre lui scatta le foto di rito e inneggia la tappa meglio del Mortirolo io riesco a filmare con il SonyEricsson l’arrivo del venezuelano. Fantastico! Era partita come una giornata di rompimento di cojotes in alto adige e si è trasformata in adrenalina pura. Le sorprese “giornaliere” piacevoli, grazie al farmacista di Brunico Grossgasteiger… che ti cambiano l’umore e ti risvegliano là dove lo sport riempie di significati.

scritto da: lanfree

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Perdita di liquidi in questi giorni, reintegrata a dovere ma anche di grassi. Lo scambio calorico in-out tenendo un pò di freno alimentare mi ha permesso di stabilizzarmi sugli 88 kg. Lo reputo un successo enorme e vorrei rientrare vs gli 85 che sarebbe un buon traguardo per me dopo l’intervento. Ieri sera ho fatto fatica a fare il decano e facendo fede all’ultima newsletter di Pizzolato non mi preoccupo affatto.

Calo di efficienza di fine primavera
Un aspetto che manca alla gran parte dei corridori amatori è la disciplina.
Mi spiego meglio: per il piacere di correre molti podisti non rispettano delle regole che sono alla base della fisiologia, e considerano invece il corpo umano alla stregua di un mezzo meccanico. Per farlo funzionare è sufficiente che ci sia la benzina, poi si preme sul pulsante dell’accensione, e via fino a quando si può. La macchina continuerà ad essere efficiente fintanto che c’è energia.
Per il corpo umano le cose non stanno proprio in questo modo: al di là dell’energia praticamente presente nei depositi e necessaria per produrre movimento, per un migliore rendimento è necessario considerare altri elementi. Tra questi gli ormoni, sostanze che regolano ed ottimizzano l’efficienza di organi ed apparati. Ci sono fasi nelle quali la sollecitazione ormonale è ottimale, ed il corpo funziona a perfezione, ma non sempre lo stimolo degli ormoni determina nell’organismo una risposta positiva. Come sempre, il troppo di tutto è appunto … troppo.
In questo periodo dell’anno (fine maggio), nei contatti che quotidianamente ho con i podisti riscontro la preoccupazione di avvertire un calo di rendimento. Mi sorprende verificare che un podista non sia in grado di capire che l’organismo ha una perdita di efficienza.
Un corridore di alto livello è consapevole che la forma non è un aspetto tecnico e fisiologico che si può mantenere a lungo, mentre il podista amatore non solo ignora la situazione, ma reagisce anche in maniera negativa, quasi di sorpresa a pensare che il corpo possa non assecondare la voglia di correre tanto, di gareggiare molto spesso.
Non si può essere sorpresi se cala la forma fisica in questo periodo della stagione: dopo probabilmente una (ma per tanti anche di più di una) maratona primaverile, alcune corse di mezza maratona (e in una stagione non se ne dovrebbero correre più di 4), e delle gare su distanze più corte, il rendimento cala. E per fortuna che ciò avviene!
L’organismo si prende una fisiologica pausa per rigenerarsi da un eccesso di stimoli, determinati sia dagli allenamenti sia dalle competizioni. Solo in questo modo si può richiedere al proprio corpo la massima efficienza per l’autunno.

Fonte ORLANDO PIZZOLATO TRAINING NEWSletter

scritto da: lanfree