Feb 18

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Non so proprio cosa mi prende in talune circostanze. Avevo appena finito di parlare al telefono con Artioli, sfiduciato, incerto, assolutamente spento, incapace di reagire e di riprendere a correre con costanza e speranza, quando come d’incanto e inconsciamente mi dirigo in camera, mi svesto, guardo le magliette distese, la felpa e i pantha di Firenze e inconsapevolmente spinto non so da quale misterioso input inizio a vestirmi ed esco. Pronti via e quando incomincio a rinsavirmi sono già oltre il primo kilometro. Questo è il Lanfree che voglio! Pazzo, assolutamente fuori come un balcone, che senza minimi termini schiaccia il pulsante della illogicità e corre via incurante. Un allenamento in progressione, con abnorme fatica nella respirazione dopo l’ottavo kilometro ma ho tenuto sino in fondo al giro classico. Ho incrociato Don Nicola e mi è uscita una frase stupida. Lui:”…dai Lanfree non mollare!”, io “…fa il furbo, sei un grande!”, lui “va beh, ciao!” a volte mi escono così ma era il giorno giusto della contestazione sessantottina, della ribellione anarchica, del vedo non vedo! Giusto per la cronaca: 12,20 km in 1h00′44″ a 4,59 di media. Prima uscita dopo l’intervento oltre il decimo km!

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