Geni si diventa!
Mentre stavo riposando sul divano dopo il lungo allenamento di stamattina ho avuto casualmente la fortuna di ascoltare tra il dormiveglia una interessantissima rubrica su National Geographic di SKY. E’ stata raccontata la storia di una grandissima campionessa di scacchi diventata grande maestro, Judit Polgar. Ungherese, a soli 15 anni le fu conferito il titolo che spetta solo ai grandi di questa disciplina. Il documentario spiega come il padre ebbe un’intuizione studiando la vita di Mozart che a soli 5 anni compose la sua prima opera. Geni si diventa insegnando fin dalla tenera età in modo scientifico qualsiasi tipo di disciplina o arte. Il figlio di Judit che ora ha 6 anni ha vinto i campionati mondiali studenteschi avvalorando ancora di + questa ipotesi. Le sorelle di Judit sono tutte delle grandissime campionesse e la cosa sconvolgente è stata l’aver visto lo studio neurologico della scansione del cervello di Judit durante un’esperimento in una clinica famosa di New York. Attraverso una macchina speciale hanno potuto vedere gli studiosi come Judit riuscisse a ricordare una partita di scacchi dell’infanzia con lo stesso tempo ( circa un secondo) con cui ricordava i visi di giocatori famosi interessando la stessa parte neuronale del cervello. Questo dimostra che in tenera età il padre non si sbagliava e che il suo metodo scientifico di insegnamento in parallelo ai banchi di scuola per questo tipo di gioco ha prodotto un talento naturale. Io che fino a qualke anno fa ho insegnato in una scuola la disciplina degli scacchi nelle due ore del sabato ho potuto constatare che i + volenterosi sono poi diventati i più forti giocatori provinciali e sono andati a fare le selezioni regionali. E’ importante l’insegnamento nell’adolescenza e produce sicuramente interessantissime escalation.
Cosa diversa insegnare ad un bue (sarei io adesso!) correre forte ormai adulto e privo di apprendimento emotivo adolescenziale. Non c’è nulla da fare, brocco ero, brocco sono! Se avessi avuto Gigliotti forse limavo 53 secondi, magari un minuto. Anche stamattina al 27esimo km rientro in casa e ho preso le mie belle parole da Giuly e Giorgio che han proseguito per i totali 35 km in programma. Ormai mi tocca accendere un cero alla Madonna ma il muro del 30esimo km a Firenze mi farà cadere nelle tenebre…






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