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dic 13
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Dopo i vostri recenti commenti e in considerazione del successo dell’auto-monitoraggio a luglio riprendo a seguirmi sul filo del grafico del peso. Ho iniziato ieri a rimettere i dati dopo un fermo e successivo lievito nel mese di novembre. Ripartiamo da 87,2 kg e vediamo cosa succede. Immagino che Simone Grassi sarà contento di controllare gli sviluppi
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dic 12
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Finalmente è stato fissato il giorno dell’intervento. Prima non è stato possibile e dovrei già essere contento. Il dr. Benedetti mi ha fatto firmare la liberatoria così se durante l’intervento qualkosa andasse storto e avesse intenzione di amputarmi la gamba ho già dato il mio consenso. Strana la vita ma è meglio non scherzarci sopra, a volte quando pensi una cosa intensamente… ehm, ehm, si avvera… sperem de no!!!! Di corse non se ne parla e in questi giorni devo confessarvi che col freddo che fa preferisco il calduccio dei termosifoni. Il peso è stazionario attorno agli 87 kg. e ho rallentato la voracità dell’azzannata sulla preda della tavola.
Un bel piatto di insalata mi aspetta ( tra i tre servizi di piatti ho scelto la fondina meno alta), col tonno (una scatoletta, metà alla gatta fuori dalla porta) e un pò di formaggio (la lunghezza del mio pollice, la larghezza del migliolo + il medio, l’altezza dell’unghia del pollice), mezza coppia di pane con 18 briciole lasciate sulla tovaglia, due bicchieri d’acqua con le bollicine, 0,675 bicchiere di vino, una mela, tra le quattro la terza in grandezza verso la più piccola, un caffè con un quarto di tazzina versato nel tinello. Quanto fa? 894 kcal… 237 in meno di ieri! così si fa!
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dic 11
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Cresce l’attesa! Sto attendendo ormai da una settimana la chiamata dalla Clinica Pederzoli per sostenere l’intervento al menisco. Mi sembra un’eternità e anche se cerco di nasconderlo a me stesso non mi passa più! Ieri notte mi sono svegliato più volte dal dolore che si fa sempre + insistente e snervante. Cambiando posizioni involontariamente in alcuni momenti pizzica in quanto si sposta e si contrappone all’articolazione. La mi paura è che accidentamlmente potrei inciampare o fare un movimento brusco di rotazione del ginocchio o di prendere comtro involontariamente alla gamba della tavola come venerdì scorso quando ho sentito le stelle. Sento degli scricchiolii al cambio di posizione che danno un fastidio pesante e ho paura di farmi perima o poi male sul serio. I giorni trascorrono lunghissimi e il freddo d’inverno si fa sempre più intenso. Ascoltare Giuly nel suo racconto è stato confortante! Qualkuno è pazzo più di me e più sto al caldo e più sento freddo, e più sto fermo e più mi si atrofizzano le dita…oddio non starò mica morendo?
Ho ripescato tra la memoria dei saggi di prova
qualkuno di voi sa quanto mi riesca bene il verso della gallina quindi non posso che presentarvi “gallinella infreddolita” hihihihihihihi….
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dic 10
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Cerco volontari che nelle campagne reggiane possano cercare le “mie mani” che si sono staccate durante la Maratona di Reggio Emilia. Dapprima un leggero formicolio, poi pian piano si sono indurite e poi si sono staccate definitivamente dalle braccia indicativamente al 27° km. Ho temuto di perdere anche la mandibola che tremante se ne voleva andare al 38° km ma ho stretto i denti.
Resoconto: Partenza stadio Mirabello 4/5 gradi circa, cielo nuvolo ma chiaro con speranza di qualche sprazzo di sole. Giro in città per circa 5 km poi usciti per le colline reggiane. La temperatura sempre fredda ma accettabile. Braghe corte, maniche lunghe, guanti, fascia in testa e ipod. Trascorrono 5 / 10 /15 km e riesco a correre bene sotto i 5. Al 17° sentono che urlano – piove – la strada comincia a bagnarsi, il freddo a pungere ed i c…ni a girare. Sono un “freddolino di natura” che ci faccio qui in aperta campagna lontano dall’arrivo. Le mani sono le prime a risentirne, la corsa è ancora buona e sino al 25° sempre sotto i 5 ma continuo a sbattere le braccio come un “frullo” ma non le sento. Inizia i sali e sali – scendi per adesso pochi e la corsa ne risente un po’ – comunque al 30° sono in media sotto i 5. La mani le ho già perse – mi fermo al ristoro e con una brocca di the caldo cerco di ritrovarle. Anche le gambe ne risentono, i piedi sono ormai bagnati ed immersi in un “pocino” freddo, sento freddo alle cosce. 35° corro, 36, 37, 38, 39, 40 corro sempre – non mi fermo mai – anche perché fermarsi significa “assiderarsi”. La mandibola parte sono un fremito continuo, forse ho freddo, riconosco la zona, le pozzanghere sembrano laghi insormontabili. 41, 42 arrivo – sono un cicin bagnato –. 3:39 è lo stesso è andato tutto bene .Tremolante recupero la borsa e negli spogliatoi al calduccio, doccia fredda per non creare squilibri fisici e sono nuovo, tutto è passato e vi dirò che non ho neanche il mal di gambe.
Considerazioni finali: il freddo è una brutta bestia – lo vedi e lo senti – ma alla fine non lascia strascichi (oggi lunedì non mi sembra neanche di aver corso). Il caldo umido invece è subdolo non lo vedi ma alla fine ti distrugge (dopo Firenze 3 giorni di mal di gambe mostruoso). Nota di merito alla Maratona di Reggio Emilia, ben organizzata, logistica perfetta ( a parte le docce fredde ) ristori con the caldo e spugnaggi con spugne “calde” si si fumanti immersi in bacinelle di acqua bollente. Bel percorso nella campagna/collina reggiana che purtroppo non si à potuto apprezzarlo in pieno a causa del freddo/pioggia. Ma però il 9 dicembre che tempo e temperatura ci aspettavamo?

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dic 09
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dic 08
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Ci voleva la giornata di lavoro a Brunico per tirarmi fuori dall’ingarbugliamento! Due settimane dove l’incerto è divenuto certezza (intervento al ginocchio) e sono affiorati momenti di assoluta apatia come se la corsa fosse diventata il mio incubo, la fonte della frattura al menisco, come se la vita ripagasse in quel modo lo sforzo per riprendermi il mio me stesso che avevo lasciato ventanni fa prima del sovrappeso. In questi tre anni in cui ho ripreso a correre ridonandomi un corpo degno di essere visto allo specchio non avevo fatto i conti con la possibilità di aver in cambio qualkosa di negativo. Eppure ci si riconduce proprio nel sovrappeso l’origine del male. Per troppi anni mi son portato dietro 113 kg appesantendo la schiena al punto di avvicinare L5 a S1 quasi frantumando il disco di quella zona lombare, rischiando la saldatura di quella parte. Fortunatamente non incide sulla spina dorsale e non mi compromette la corsa ma dei dolori fortissimi mi accompagnano in questi anni e come vedete dalla foto un peduncolo osseo si è formato nel tempo. Addirittura potrebbero le due vertebre saldarsi tra di loro ma non si sa se e quando. Non esiste allo stato attuale un tipo di intervento chirurgico per allontanare le due vertebre. Il disco si è quasi consumato completamente formando una zona gassosa. In condizioni non ottimali tipo ieri stando seduto per troppo tempo in macchina, cambiando postura per non schiacciare la zona il dolore si è trasferito alle anche in modo inesorabile. Sono almeno 10anni che convivo con questi dolori, esiste una terapia al laser e una ginnastica posturale che può aiutare i muscoli interessati a contrapporsi alla chiusura tra le vertebre. Vedrò questa primavera di iniziare il trattamento dopo la riabilitazione al menisco mediale.
Ieri sera rientrando in casa mi è partito il desiderio di correre di colpo. Ero consapevole che se il menisco alle prime battute mi provocasse dolore avrei smesso immediatamente. Così non è stato e dopo 2 settimane di stop ho potuto assaporare l’essenza della corsa. Nei primi km mi faceva male dappertutto dalla testa ai piedi poi piano piano ho potuto godere del pilota automatico che ha iniziato a muovere le articolazioni e mi ha permesso come lo è sempre stato di iniziare a pensare lungo il tragitto. Ho guardato poche volte il Garmin e ho spinto l’ultimo giro finendo in progressione gli ultimi due km. Non vi dico la gioia nel rientrare in casa e sotto la doccia ho potuto gustarmi il momento come se d’un tratto tutto fosse tornato come prima…
PS. il post del Giuly è stato scritto mentre stavo iniziando a correre e non ha condizionato l’uscita. E’ per puro caso la concomitanza dei pensieri e non l’ho fatto di conseguenza.
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dic 07
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Cartello installato nei pressi di Marmirolo sulla strada per Soave. Pare sia stato installato visto che non viene più avvistato il “podista fuori peso” che batte la strada con impeto ed irruenza. Probabilmente sarà tolto con l’anno nuovo, o così speriamo, affinche si possa riprendere il transito regolare. Rammaricati di questo nuovo divieto i podisti tutti reclamano il dovuto spazio e sono relegati, al calduccio, nelle proprie casette.
Ma va!!!!!










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