10,92 km a 4′44″…
Ci voleva la giornata di lavoro a Brunico per tirarmi fuori dall’ingarbugliamento! Due settimane dove l’incerto è divenuto certezza (intervento al ginocchio) e sono affiorati momenti di assoluta apatia come se la corsa fosse diventata il mio incubo, la fonte della frattura al menisco, come se la vita ripagasse in quel modo lo sforzo per riprendermi il mio me stesso che avevo lasciato ventanni fa prima del sovrappeso. In questi tre anni in cui ho ripreso a correre ridonandomi un corpo degno di essere visto allo specchio non avevo fatto i conti con la possibilità di aver in cambio qualkosa di negativo. Eppure ci si riconduce proprio nel sovrappeso l’origine del male. Per troppi anni mi son portato dietro 113 kg appesantendo la schiena al punto di avvicinare L5 a S1 quasi frantumando il disco di quella zona lombare, rischiando la saldatura di quella parte. Fortunatamente non incide sulla spina dorsale e non mi compromette la corsa ma dei dolori fortissimi mi accompagnano in questi anni e come vedete dalla foto un peduncolo osseo si è formato nel tempo. Addirittura potrebbero le due vertebre saldarsi tra di loro ma non si sa se e quando. Non esiste allo stato attuale un tipo di intervento chirurgico per allontanare le due vertebre. Il disco si è quasi consumato completamente formando una zona gassosa. In condizioni non ottimali tipo ieri stando seduto per troppo tempo in macchina, cambiando postura per non schiacciare la zona il dolore si è trasferito alle anche in modo inesorabile. Sono almeno 10anni che convivo con questi dolori, esiste una terapia al laser e una ginnastica posturale che può aiutare i muscoli interessati a contrapporsi alla chiusura tra le vertebre. Vedrò questa primavera di iniziare il trattamento dopo la riabilitazione al menisco mediale.
Ieri sera rientrando in casa mi è partito il desiderio di correre di colpo. Ero consapevole che se il menisco alle prime battute mi provocasse dolore avrei smesso immediatamente. Così non è stato e dopo 2 settimane di stop ho potuto assaporare l’essenza della corsa. Nei primi km mi faceva male dappertutto dalla testa ai piedi poi piano piano ho potuto godere del pilota automatico che ha iniziato a muovere le articolazioni e mi ha permesso come lo è sempre stato di iniziare a pensare lungo il tragitto. Ho guardato poche volte il Garmin e ho spinto l’ultimo giro finendo in progressione gli ultimi due km. Non vi dico la gioia nel rientrare in casa e sotto la doccia ho potuto gustarmi il momento come se d’un tratto tutto fosse tornato come prima…
PS. il post del Giuly è stato scritto mentre stavo iniziando a correre e non ha condizionato l’uscita. E’ per puro caso la concomitanza dei pensieri e non l’ho fatto di conseguenza.Â







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