Nov 27
Durante la colazione abbiamo capito perchè Emi avrebbe corso sotto le 3 ore. Lui beve il caffè d’orzo in tazza grande, noi altri thè annacquato… Abbiamo potuto ammirare prima di incamminarci la sua tuta bianca in tywek (indossata anche da Cristian). Sembravano due marziani in mezzo agli zombi. Verso Piazzale Michelangelo seguendo la scalinata abbiamo ammirato qualke pazzoide dipinto da mucca e verso la cima mentre l’affollamento riempiva i vialetti saliva il desiderio di correre. Girovagando nell’attesa cercavo qualke viso amico visto che avevo già perso tutti i rigolettiani fermandomi a ridosso di una siepe. Fausto Dusi assieme a qualkun altro della Valdanpone di Bovolone saluto con abbraccio. Quest’anno la prova estrema del Passatore non l’ha fermato e mentre gli racconto della sventura al ginocchio mi stordisce facendomi vedere il suo che da ormai 10 anni soffre della stessa frattura ormai rimediata e sistema da sola!!! Lavora in sala operatoria a Isola e la sua competenza in materia visto che si trattava del suo ginocchio mi ha lasciato disarmato e dubbioso sul da farsi - dipende dall’entità della frattura, del livello di dolore, della disponibilità eventuale di fermarsi per una stagione etc… Inoltre mi presenta un suo amico 55enne che nonostante il menisco rotto nel corpo corno superiore corre da due anni sotto abbondantemente le 3.30! Caspiterinaaaaaa… mi si accende la lampadina. Il tempo di salutarlo, un sorso di thè e raggiungo le gabbie. Facinorosi si accalcano dove non dovrebbero e il gruppo delle 3 ore finisce fuori dalle transenne. Spintoni, urla, gomitate decido di uscire e mancando ancora una decina di minuti vedo i top runners riscaldarsi. Di Cecco da vicino fa paura. Gambe muscolose, fisico asciutto, mandibola alla Cipollini con qualke dubbioso marchio di fabbrica. Caimmi mi passa accanto simulando la partenza. Mentre osservo al di qua delle transenne sento degli sguardi attorno. “Sei Lanfree?” Yes… “sono Ivana de La Bacheca di Villa Torlonia, ti ho riconosciuto dalle foto sul sito” mi fanno molto piacere questi incontri sul campo e coronano lo sforzo sul blog di divulgare questo sport amatoriale e di condividere con altri anche se dissipati lungo lo stivale emozioni, sentimenti e fatiche. Dopo il minuto di raccoglimento lo sparo, lascio transitare i primi 500 e poi mi infilo lungo il fiume che scorre giù per la discesa…
Nov 27
Scritto da lanfree in gara

Siam partiti da casa sabato mattina e in perfetto orario considerando la puntualità di Emi. Ci siamo accodati in autostrada. Emi con Giuly e famiglie, Cristian e famiglia, io e Babi. Il viaggio è stato tranquillo senza code di traffico e con pit stop in attesa di Mauro e Angie a Pian Del Voglio, nell’autogrill. Una telefonata kilometrica ha attanagliato tra le brioches Emi ad Arti per chissà quali strategie. Giuly come al solito gironzolava in attesa di qualke scherzo. Cristian con la barba a ricordare il post della scansione della mano, le donne a raccontarsela. Io tranquillo gironzolavo tra gli anonimi. Ripartiti arriviamo a Firenze sud verso le 11 senza affatuicarsi + di tanto. Prima tappa all’Expo a ritirare i pettorali. Il caldo negli stand si è fatto sentire, l’umore discreto ha permesso ai + di annidarsi tra gli amici delle corse in attesa di qualke novità . Babi si è provata un pantacollant allo stand della Km Sport e salutato Stefano Stanzial alla fine le ho comprate io assieme a 3 calze da running invernali in sconto. Il tempo di salutare Sonia Scandola, Emi mi presenta a Stefanio Ballardini il race director della Lake Garda Marathon. Dopo i convenevoli e 4 chiacchiere sul successo della prima edizione con la insperata chiusura al traffico di un bel tratto della gardesana e i 2800 iscritti ci accordiamo sulle riprese del prossimo anno. Tempi, mezzi e bisogni… Gironzolando qua e là arrivo al palco delle presentazioni ufficiali dei top runner. Ho registrato un breve filmato con il telefonino che vi mostrerò fra qualke gg a parte i keniani c’erano Caimmi, Curzi e Di Cecco con la Caporale a contorno e Bragagna ai piedi con le scarpe. Fulvio Massini a far da valletto senza microfono stavolta è stato zittito dallo speaker. Sotto l’acqua ci siam recati all’albergo. Discreto, sul Lungarno a 500 metri la zona della partenza e arrivo. Le due proprietarie che han appena venduto spero non ai cinesi erano di bell’aspetto e il classico pancino scoperto faceva riaffiorare tratti di mutandine rosse sul retro niente male. Guardare, tacere e senza farsi vedere dagli occhi di chi sappiamo… Emi, il nostro mentore, organizzatore del tutto aveva pensato ad ogni minimo particolare. Il pranzo a 200 metri in un ristorantino ai piedi dell’Arno molto gustoso e poco caro. Ci siamo decisamente abbuffati facendo il pieno di carboidrati e dolci. Il pomeriggio per le vie del centro dove Emi ci ha fatto da Cicerone: passeremo di qua al 22esimo e 250 metri di là vedi in fondo ci sarà una curva a 48° in leggera pendenza a scendere e lì devi star attento all’imbottigliamento e se saranno in 375 spettatori sulla curva stai attento agli sgambetti quindi stai nel centro ma non troppo a ridosso di chi ti precede… e sbagliando gli orari non ho potuto se non altro sentire la voce di Fabio Giulietti (fabiodelpià di Pantharun). Mi è dispiaciuto non poterlo conoscere ma ci saranno altre occasioni. Mi son incontrato con gli atleti della Treviglio e di Marco ho saputo carpire i segreti di come gestisce la corsa in famiglia senza diventare assillante e maniacale. Barbara di me non assorbe la completa esagerazione del coinvolgimento con l’argomento corsa. A volte durante la cena lascio la tavola per venire a vedere se qualkuno sul sito ha lasciato un commento o i referer di chissà quali ragioni piombano tra le righe. A volte la curiosità prevale e devo darmi una calmata in questo senso. Siamo scesi a patti per trovare l’equilibrio + consono. La cena l’abbiamo consumata nello stesso rituale, qualke parola sulle strategie da adottare, lo sguardo al meteo e dritti sotto le coperte senza batter ciglio in attesa della sveglia delle 6,30. A dir la verità mi son svegliato alle 5 e ho incominciato a girarmi nel letto. A sentirmi il ginocchio nel cercare di vivere la corsa anzitempo. Della gara della scorsa stagione non ricordo nulla così come quella di quest’anno!
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