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nov 02
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Il Lanfree qualche settimana fa ha introdotto un concetto nuovo: anche i consigli di un allenatore vanno considerati nell’elenco delle cose che migliorano le prestazione, per tanto sono da considerare doping. Una boutade provocatoria, senza dubbio, indice però della sempre crescente attenzione che, a qualsiasi livello, si ha nei confronti di quelle cose che possono migliorare la prestazione sportiva. Detto questo, evidentemente anche gli organizzatori della celebre maratona di New York devono essere stati morsi dalla tarantola che abita vicino alla casa del Lanfree: la Federazione americana di atletica
ha deciso di vietare le cuffiette perché le canzoni alterano le prestazioni.
Alla vigilia della più famosa maratona del mondo, quella che parte dal ponte di Verrazzano e si conclude a Central Park, la federazione americana di atletica, la Usa Track and Field, ha messo al bando l’uso di auricolari e riproduttori di musica portatile nelle competizioni ufficiali. Le nuove regole sono state prima giustificate con motivi di sicurezza, ma poi si è chiarito che il divieto è figlio della volontà di non dare “un vantaggio competitivo” a chi corre con la musica nelle orecchie. Certo, studi seri sostengono che esiste una relazione tra il suono ascoltato e le prestazioni e che la musica riduce la percezione dello sforzo e, aiutando il rilassamento, riduce il consumo di calorie. Ci sono perfino teorie più avanzate e i triatleti selezionano compilation di canzoni in cui le battute al minuto sono identiche ai passi della corsa, per creare un’identificazione perfetta di ritmo.
Alla faccenda il giornalista Mario Calabresi ha dedicato un bell’articolo, uscito quest’oggi su la Repubblica, che sempre più si sta dimostrando come il quotidiano più vicino… ai maratoneti. Leggetelo perchè ci sono delle chicche niente male: sono pazzi questi americani!
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nov 02
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Proseguono i 10k a buon ritmo, complici forse i riposi, gli allenamenti a medio raggio anche se per i lunghissimi ancora non v’è stato acuto degno di nota! Il dolore alle anche è meno fastidioso ma lo sento lì latente pronto ad uscire allo scoperto. Oggi sono in ferie e vedrò di fare un test sul lunghissimo, sempre se avrò le gambe e la benzina per sostenere uno sforzo prolungato di tre ore. A differenza di coloro che rispecchiano in modo incondizionato – l’esperienza da buoni consigli - io sono ancora fissato sul rispetto del corpo durante gli allenamenti. Massacrarsi le gambe c’è tempo durante la gara, la soglia della fatica, secondo il mio modesto parere, non deve mettersi in competizione con l’autostima di un percorso ciccato sulla previsione della lunghezza kilometrica dell’allenamento. Sono fermo su questo concetto! Avrei potuto proseguire domenica scorsa dopo il 24esimo km stringendo i denti, trascinandomi verso Castellaro e terminare correndo tutti i 34 km, magari anche facendo finta di star bene MA A QUALE PREZZO? Quello forse di non riuscire nel breve a recuperare le energie? Non sono una macchina dotata di grandi qualità, ho un motore mediocre, so gestirmi alla meno peggio e cerco attraverso il mio buon senso di decifrare quello che il corpo nell’istante mi dice. OGGI FARO’ IL LUNGHISSIMO E LO RIPETERO’ L’UNDICI NOVEMBRE A DUE SETTIMANE DALLA MARATONA (35km con gli ultimi 15 a ritmo gara – 4′30″/km). VEDREMO A CARTE SCOPERTE LA REALE CONDIZIONE E LA PROIEZIONE VEROSIMILE DI FIRENZE.
GLI AMICI RIGOLETTIANI – Emi, Arti e Gigì, Mauro e Angi & Babi – IERI SERA IN CONNVIVIO A CASTELDARIO MI HANNO SENTENZIATO IL CROLLO IPOTETICO DEL 35esimo DATO LE CARENZE DI ADATTAMENTO ALLA CORSA LIPIDICA NON AVENDO SVOLTO ALLENAMENTI A LUNGA GITTATA. DIFFICILMENTE RIUSCIRO’ A CORRERE SOTTO LE 3h30. SECONDO ME SI SBAGLIANO o FORSE NO! MAH…..






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