La musica? E’ doping!
Il Lanfree qualche settimana fa ha introdotto un concetto nuovo: anche i consigli di un allenatore vanno considerati nell’elenco delle cose che migliorano le prestazione, per tanto sono da considerare doping. Una boutade provocatoria, senza dubbio, indice però della sempre crescente attenzione che, a qualsiasi livello, si ha nei confronti di quelle cose che possono migliorare la prestazione sportiva. Detto questo, evidentemente anche gli organizzatori della celebre maratona di New York devono essere stati morsi dalla tarantola che abita vicino alla casa del Lanfree: la Federazione americana di atletica
ha deciso di vietare le cuffiette perché le canzoni alterano le prestazioni.
Alla vigilia della più famosa maratona del mondo, quella che parte dal ponte di Verrazzano e si conclude a Central Park, la federazione americana di atletica, la Usa Track and Field, ha messo al bando l’uso di auricolari e riproduttori di musica portatile nelle competizioni ufficiali. Le nuove regole sono state prima giustificate con motivi di sicurezza, ma poi si è chiarito che il divieto è figlio della volontà di non dare “un vantaggio competitivo” a chi corre con la musica nelle orecchie. Certo, studi seri sostengono che esiste una relazione tra il suono ascoltato e le prestazioni e che la musica riduce la percezione dello sforzo e, aiutando il rilassamento, riduce il consumo di calorie. Ci sono perfino teorie più avanzate e i triatleti selezionano compilation di canzoni in cui le battute al minuto sono identiche ai passi della corsa, per creare un’identificazione perfetta di ritmo.
Alla faccenda il giornalista Mario Calabresi ha dedicato un bell’articolo, uscito quest’oggi su la Repubblica, che sempre più si sta dimostrando come il quotidiano più vicino… ai maratoneti. Leggetelo perchè ci sono delle chicche niente male: sono pazzi questi americani!






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