Ott 06

Finalmente ho potuto allenarmi dopo una settimanan intensa di lavoro. Son partito con una temperatura accettabile nel potermi permettere la maglietta anzichè la felpa. Ho indossato quella gialla con le scritte “Marathon de Paris”, ormai mi è larga ma mi piace e mi fa sentire bene soprattutto quando incrocio lungo il percorso qualke neofita o curioso che con la bicicletta mi passa accanto. Da quelle scritte capiscono tutto e vi lascio immaginare. In effetti inconsciamente metto quasi sempre magliette con le scritte delle varie gare ad evocare “io c’ero!”. Ero incerto sul da farsi. La bilancia in questi giorni ha ripreso quota e per emulare la settimana scorsa ho pensato ad un lungo brucia grassi. Sto ancora smaltendo il collinare e le sensazioni sono di gambe accartocciate, dure negli ingranaggi, pesanti, con i muscoli che tirano nonostante lo stretching. Al bivio del quinto kilometro immerso nei pensieri non sapendo da che parte andare, da un lato la volontà era tanta nel farmi almeno 20 km, dall’altro non volevo affaticarmi troppo in vista della gara di domenica. Ripensando ad Emi che come dice Antonio Mazzeo “bisogna allontanarsi il più possibile dalla macchina” ho svoltato a sx sul ponte e mi son diretto in città passando per la canottieri e la via dei mulini, poi viale mincio e costeggiando il Castello di san Giorgio mi sono infiltrato lungo le vie del centro percorrendo un tratto della maratonina fin dalla stefi in via Chiassi (12 km), il tempo di un saluto e poi son ripartito per il ritorno. Le gambe mi facevano male nonostante il passo lentissimo e rileggendomi mentalemente qualke riferimento al libro di Pizzolato ho pensato a farmi qualke allungo per rompere la monotonia, al cambio di ritmo per rigenerare gli impulsi. Ho pensato ad Emi gli ultimi 4 km, al significato di autostima, al chiudere un allenamento portandoselo a casa come una vittoria. In effetti scendendo sotto i 5 al km negli ultimi 4 stringendo i denti stavo meglio di gambe e al rettilineo finale ero appagatissimo dello sforzo proteso we mi son fatto esattamente la distanza della maratonina di 21km 97 metri.

Ieri sera nella tenuta dell’avvocato Bresciani c’è stato il raduno dei rigolettiani reduci dalle corse d’oltralpe degli ultimi due anni. Circa una dozzina, qualke faccia nuova ma vedere quella di Arti è stato uno spasso quando il fisoterapista Brindani gli ha ricordato che il suo tempo sulla mezza è inferiore di 10 secondi rispetto al suo e comunque registrato all’età di 49 anni. Arti l’ha corretto in otto per la precisione ma di spazio per migliorare c’è eccome. Tra l’antipasto e il primo il buon Brindani parlando di raffronti tra risultati e record sulla maratona faceva presente che un settantadue enne ha corso in 3h7minuti la maratona in riferimento alla longevità sportiva e alla fortuna di non incappare ad infortuni o rotture che solo in pochi possono permettersi, tra questi anche Emiliano. In effetti oltre al tempo cronometrico dovremmo considerare l’età, il peso in rapporto all’altezza per stilare classifiche complete. Ma come si fa a catalogare nell’assoluto?

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