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set 30
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Stamattina come previsto alle 8,30 la tappa parte da Castellaro per il 30 km collinare. Ai blocchi, Claudia, Emi, Giuly, Bendo, Cristian, Graziano e naturalmente il sottoscritto. Colazione abbondante alle 7 con una tazzona di latte freddo, caffè, cornflaks, fetta biscottata e marmellata di fichi. Per ultimo una banana! E’ stata una settimana meditativa e memore delle cazzate ormai defunte (spero) ho capito quanto sia importante riposarsi, e mangiare di dovere per poi smaltire tutto in corsa l’accumulo in eccesso. In effetti lungo i tornanti senza che nessuno mi sentisse qualke olezzo trombettiere faceva da filtro e lasciava qualke scia in corsa. Non penso fosse gasolio rarefatto e nemmeno benzina super. Il tubo di scappamento era aria fritta. Ultimamente mi sto imponendo di correre a sensazione e penso di fare bene così! I primi kilometri corrono via tranquilli fino alla prima fontana. Mi sento bene, un sorso d’acqua e via. Spingo molto per sentire come reagiscono le gambe ai saliscendi e tengo i frulli a debita distanza. Tiro, tiro e alla seconda fontana in compagnia di Graziano di nuovo un sorso e via. Mi sento di procedere a quel passo e sui 4,43 di media corro fino a Cavriana. Sento da dietro chiamare alla sommità della salita ma non capisco i motivi. Cristian ed Emi erano decisi al 15esimo di girarsi e ritornare sul percorso da dove erano venuti. Il tempo di sorseggiare alla fontana e giù verso l’ultimo tratto. Lungo il percorso incrocio altri della Rigoletto: Sandro, Bresciani, Paolo etc… e verso Castellaro altre due donne della Rigoletto. Devo dire che siamo un bel gruppetto e la squadra così composta, diligente, assolutamente compatta le suona di santa ragione al Gruppo Podistico Virgiliano nostra concorrente, dove corre per altro Gianni Truschi e non si sa perchè! Alla macchina trovo la Claudia e Graziano che si stanno cambiando e mi spiegano che le urla erano per avvisarmi del giro di boa. Io ritorno sui miei passi e mi faccio altri 2 kilometri di defaticamento che come dice il buon Pizzolato serve per favorire il recupero muscolare e l’allontanamento dei cataboliti prodotti sotto sforzo. In questo modo le fibre muscolari vengono ossigenate consentendo la rimozione dell’acido lattico e rilassando le le fibre maggiormente affaticate e contratte. Controllo il cronometro e faccio le mie considerazioni: dislivello di 600 metri totali, 4,43 di media, quasi 2 ore di corsa, la mezza di Mantova non è così lontana e l’esperienza di questa settimana passata è da ripetersi nelle stesse tre sedute di lunedì-mercoledì-venerdì di corsa free. Mi cambio e mi dirigo in auto incontro agli altri naviganti. Li incrocio poco + in là a passo spedito, faccio manovra e finisco con la ruota giù dall’argine. Neanche si son fermati i frulli a vedere se avevo bisogno di soccorso. Questi sono gli amici! E Giuliano?








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