set 03
Ho voluto inserire anche qui la presentazione multimediale che qualcuno di voi mi aveva richiesto. L’importanza della preparazione in sala pesi per l’ultramaratona che gentilmente Marco mi ha concesso è un passo inevitabile alla cultura che nulla viene per caso o per fortuna. E’ tutto scientificamente provato e assolutamente previsto anche un semplice risultato di una corsetta tra amici. Come dice anche giustamente Albanesi la nostra performances è la risultante matematica di come abbiamo svolto lavori e lo stato dell’arte della condizione fisica del momento.
Detto questo mi soffermo ad una riflessione dallo spunto della domanda specifica che mi ha fatto Gianluca nel commento al post precedente: ma come fai a seguire una tabella di allenamento? più volte mi sono ripromesso di seguire un piano prestabilito, ma vuoi per i continui piccoli infortuni/acciacchi, vuoi perchè durante la corsa incontri un amico, resta il fatto che sistematicamente i piani che ti eri prefissato saltano.

Gianluca quanto ti capisco. Gli elementi esterni che ci vivono accanto a volte non sono favorevoli ma anche quelli interni. Mi riferisco a tante cose: il lavoro, la famiglia, gli amici, il tempo per correre (esterni), la voglia, la tenacia, la costanza, il sacrificio, l’equilibrio, lo stato fisico (interni). L’insieme di questi elementi a volte fortificano a volte distruggono i programmi. Per quanto mi riguarda i piccoli risultati che ho conseguito sono scaturiti da passaggi importanti e da percorsi precisi. Non a caso ho avuto un anno – 2007 – infelice nella prima parte della stagione frutto di quel malessere oggettivo che il corpo inspiegabilmente sollecitava. Il male al menisco o presunto tale tra gennaio-marzo, la storta sempre in quel periodo, il male alle articolazioni delle gambe, il mal di schiena, l’ernia al disco presunta mi hanno sfiduciato per un bel pò! I carichi di lavoro nei lunghissimi che ho dovuto svolgere in preparazione della Maratona di Firenze dello scorso anno mi sono convinto abbiano contribuito negativamente nella preparazione della fase invernale verso la Maratona di Treviso e poi successivamente non ho più ritrovato lo smalto nell’affrontare la stagione primaverile. Il nostro corpo è incredibilmente perfetto, abbiamo una grande fortuna nello studiare quello che avviene durante la nostra esistenza. Io sono convinto che quei dolori al menisco erano dei paliativi – segnali mandati dal corpo alla mente per frenare i carichi dello sforzo prima che fosse troppo tardi – piccole avvisaglie – dolorini ma anche doloroni che non mi hanno permesso un allenamento adeguato, anzi mi son dovuto recare da un fisioterapista per correre a Treviso, ingerendo dell’OKI per non sentire il dolore tanta era la voglia di correre quella maratona. Fino al 30 luglio ho corricchiato questa estate ma con scarsissimo profitto, complice il malessere di fondo e qualke kilo di troppo. E’ bastato monitorarmi il peso, dando un radicale cambiamento alle abitudini che ho ritrovato il piglio giusto. Come dice Albanesi: Un soggetto che dimagrisce nel tempo di 10 kg migliora di circa 25″/km; un atleta che passa da 3 a 6 sedute settimanali (ammesso che le regga fisicamente e di testa) migliora a spanne di circa 12-15″/km; un buon allenamento può far migliorare di un’altra decina di secondi al km; infine l’esperienza (soprattutto sulle gare lunghe) fa fare un ulteriore piccolo passo. (*)
Ciò vuol dire che se un individuo è in sovrappeso o con una IMC fuori dalla norma oltre il 25 % può – dimagrendo – guadagnare anche 2,5 secondi al kilometro. Sembra pochissimo ma se facciamo due calcoli più la corsa si allunga + diventa un guadagno considerevole oltre che permettere al fisico di stare meglio. Nel mio caso solo con questo parametro passando da 91,5 kg il 31 luglio a 85 kg circa di questi giorni ho corso due diecimila decisamente diversi 47′17″ il 2 agosto contro i 43′36″ di ieri a Moena. Sono come miglioramento decisamente più di 2,5 secondi al kilometro ma devo tener conto dei lavori che durante il mese sono riuscito a svolgere che prima potevo solo sognare. Inoltre sto iniziando a capire il ruolo delle ripetute e del fartlek per aumentare la capacità di correre a ritmi diversificati e a recuperare l’affanno quasi in tempo reale. Tecniche che si apprendono sul campo e confrontandosi con coloro che corrono e leggendo o documentandosi attraverso i libri specifici di settore.

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set 03

Oggi era previsto come da tabella un’ora a 5 – 5,10 al km. Ho corso per un’ora 11,1 km a 5,24 di media. Scarso ma inevitabilmente lo sforzo di ieri si è fatto sentire. I primi appoggi li ho sentiti nelle gambe. Male ai glutei e leggermente lungo la coscia esterna. Ho fatto fatica anche perchè l’umidità era molto alta e decisamente la sensazione rispetto a ieri era notevolmente differente oltre che alla temperatura. Doccia e giusto il tempo di raggiungere Claudio Pasquali che lavora anche a un tiro di scoppio da casa mia e fino a qualke giorno fa pensavo orbitasse solo a Ponti sul Mincio. Due crodini tra due chiacchiere sul nostro excursus e qualke riferimento alla corsa. Forse fra qualke giorno faremo un’ oretta assieme lungo la ciclabile.

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set 03
Saltata l’Americana dell’anniversario di Luca Speciani mi son aggregato al gruppo per raggiungere Moena. Il programma prevedeva una corsa lungo lenta a 5 al km per due ore circa e quindi senza pettorale mi sono infilato tra i concorrenti. Partito senza pretese da casa -nonostante in piedi dalle 3 privo di sonno – e scarico di tensione pre-gara posso dire che è stata una cavalcata sostenuta ma non impossibile. Siamo partiti + o – tutti assieme noi della Rigoletto. Temperatura ideale e senza umidità eccessiva ci siamo lanciati lungo i prati e sentieri stretti abbastanza scivolosi per qualke kilometro. Mi sentivo bene! Il Garmin non aveva ricezione dai satelliti e per un buon tratto non ha segnato ritmo e distanza effettiva. Il cronometro invece è partito esattamente sotto lo striscione della partenza. Verso il sesto kilometro mi scivola via Paolo e anche se lo controllavo a vista aveva un passo decisamente migliore del mio. Gli altri stavano dietro (tranne Cristian ovviamente)… il mio primo pensiero nonostante un passo nei primi due km piuttosto lento per l’imbottigliamento e per lo sterrato viscido era il passaggio al decimo. Son passato in 43:36 attualmente il mio migliore e ho tirato bene fino al 15esimo in 1h06:09 poi verso il 19esimo è iniziata la salita a Cavalese dove ho pagato lo sforzo e alla fine alla mezza son passato in 1h34:59 perdendo un paio di minuti causa la pendenza. Da lì all’arrivo ho sofferto parecchio e agli 800 metri dal traguardo mi ha passato la Claudia per l’ennesima volta giungendo 100 metri avanti. Tempo totale 1h53.26 di buon auspicio per Malavicina… fare queste trasferte in armonia e compagnia di amici puliti, semplici, tranquilli, è una vera gioia e non finirò mai di dirlo. Ora inizia la settimana e si riprendono la routine lavorativa e gli allenamenti serrati. Ieri sera mi son regalato una cenetta con babi al Fornello di Valeggio. 1/4 di mantecato, assaggi di antipasti e una gustosissima tagliata. Nonostante ciò stamane il minimo finora 84,6!

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