|
giu 04
|


Prima di partire mi son guardato intorno per riuscire ad intravvedere Claudia Piazzola. Era partira da casa alle 4,30 per raggiungere Cortina. Levataccia, gara e rientro degno di una donna di ferro. Non ci sono dubbi!!! Il tempo di salutare il commercialista Turina iscritto alla società 6xcorrere di Mozzecane e mi sento chiamare. Luca il marito di Claudia assieme alla figlia e al guinzaglio due splendidi cani (labrador e pastore tedesco) mi chiama a lato tra i partenti. Due chiacchiere, leggero sopraluogo ma della Claudia nulla! Del resto tra 2000 partenti era difficile scovarla. Sfilo a ritroso fuori dal gruppo abbastanza calmo, privo d’ansia. Qualke esercizio a poi sento lo sparo. Dal fondo del plotone è meraviglioso. Non sapevo in cuor mio se sarei riuscito a terminarla ma di una cosa ero certo che non ci sarebbe stato tra i sentieri il servizio scopa pertanto in qualke modo a Dobbiaco sarei dovuto arrivarci con le mie gambe (punto). I primi metri li ho fatti col sorriso tra le labbra battendo il 5 alle mani dei bimbi lungo le transenne, ero cauto, tranquillo anche se le gambe giravano giuste e non sentivo indolenzimenti vari. Ho ascoltato i consigli di Emiliano nel correre piano fino allo scollinamento. Il sabato mentre stavamo raggiungendo il rifugio avevo pronosticato un buon 2ore59minuti12secondi.
Uscendo da Cortina inizia una salita ripida, la strada è stretta ed è difficile risalire. Un muro di podisti costringeva il passaggio impervio tra i lati d’erba mista a terra bagnata dopo il nubifragio del sabato. Già al terzo kilometro mi sentivo bene e con la salita in leggera ma costante pendenza mi infilavo tra gli atleti zigzagando a dx e a sx. Il passo era di 5:40 e lo consideravo il giusto da tenere. Col freno a mano tirato non è facile correre ma la testa deve riuscire a trasmettere al proprio corpo l’equilibrio mentale ottimale per sostenere lo sforzo a lungo raggio considerando l’incognita oltre il ventesimo. Già , dopo il ventesimo come mi sarei sentito? era il mio pensiero dominante, mi son fatto violenza a rimanere a quel ritmo, sentivo le gambe girar bene ma così è stato. Verso il settimo sento di nuovo la voce di Luca che mi scatta qualke foto, la Claudia è lontana, molto avanti. Tiro con qualke strappo a 4:40 sempre in salita. In coscienza mi ripeto ” vai piano ignorante” ma niente ormai mi son lasciato andare! Il percorso è magnifico tra i sentieri sterrati, davanti a me incomincio a vedere un pò più di sfoltimento e tiro, in pochi mi passano e tanti li lascio dietro. Allo scollinamento il garmin mi dà un ritmo medio di 5:24 poi la strada scende e mi lascio andare, il ritmo aumenta ma verso il ventesimo riprende a salire con piccoli strappi lungo i canaloni. Incomincio a sentire il dolore di una vescica sotto il piede sx. Correndo sui sassi è dura e le sollecitazioni articolari ne risentono. Sono in affanno, la testa picchia, l’altura si fa sentire. Al ristoro mi fermo bevo e mi sale il presagio ” riprenderò a correre?” si vado, lentamente ma vado. Prendo coraggio e mi dico “stai correndo col cuore” come dice Karno in Ultramarathon Man. Molti mi ripassano ma l’unico mio pensiero è tenere e stare calmo! Lentamente i kilometri corsi aumentano e quelli che rimangono diminuiscono. Mi pongo l’obiettivo di raggiungere l’ultimo ristoro dove sarà là ad aspettarmi Emi. Non devo deluderlo, come non devo deludere Barbara. Mentre mi avvicino il dolore alle gambe aumenta ma stringo i denti ad uno ad uno li vedo passare 20 21 22 23 24 25 26 ci sono, ci sono… Vedo il lago di Dobbiaco e sò che il ristoro è vicino. Tiro, tiro, tiro… immagino che Emi non mi aspetta così presto e gioco di sorpresa. Vedo i tavolini, tiro. Sento le grida e tiro dritto incauto e raggiante, Emiliano mi bagna l’addome, Barbara assieme a Cristina attenta a passare le bottigliette ai podisti non si accorge del mio passaggio e io non sentendola scivolo verso il traguardo. Sarà là al traguardo ad aspettarmi e tiro. Gli ultimi 3 kilometri sono devastanti. Arrivano delle fitte al femore e alle anche come pugnali conficcati nelle ossa. Lentamente mi avvicino e al traguardo non sento nessuno che incita il mio nome, il tempo mi dice che son riuscito a stare sotto le 2 ore e 40 e quando sto per togliermi il chip vomito addosso all’addetto e cado per terra. Mi fanno sdraiare, la testa mi gira ma sono arrivato e lentamente dopo qualke minuto mi rialzo da solo. Per fare 10 metri per un sorso di thè penso di aver impiegato 5 minuti ma non importa è finita!
|
giu 04
|
Eccoci qui a raccontarvi la mi gara!
Ho aspettato stamane per avere sia i risultati cronometrici esatti ma anche le sensazioni del dopo corsa dopo circa 24 ore. Le gambe sono indolenzite, ma si stanno riprendendo, certo che ieri al ritorno ho dovuto far guidare Barbara dopo Brunico perchè alla sola sollecitazione del cambio marcia mi sentivo come se un pugnale si fosse conficcato nel femore. Mi ha girato la testa fino a che non mi son messo a dormire ieri sera causa l’inattitudine a correre a 1500 metri.
Siam partiti sabato dopo pranzo e siamo arrivati in zona verso le 17. Avevo prenotato in un albergo a Brunico pensando non ci fosse posto a Dobbiaco. Lungo il tragitto ho pensato di provare comunque con qualke zimmer, garni, gasthof, hotel, pension ed ho trovato da Heidi a due passi da TOBLACH. Siamo andati a ritirare il pettorale ed il pacco gara incontrando Emi e Cristina che ci stavano aspettando. Emi mi ha presentato Gianni Poli, l’organizzatore, lo andrò a trovare nel bresciano qualke gg per fare una chiacchierata da immortalare per Nati Per Correre. Durante la cena come al mio solito mi son lasciato andare e tra il primo e il secondo e il dolce ho inghiottito in qualntità pane croccante con le salsine. Emi mi ha ripreso + volte e sinceramente a ragione. Non posso correre zavorrato a dismisura come allo stato attuale. Per non parlare della mancanza di allenamento specifico e con pochi kilometri di allenamento alle spalle. Dopo cena durante la pausa del suo stage ho conosciuto Fulvio Massini qualke minuto. Un gran bel personaggio, schietto, genuino, fin troppo disponibile. Era assieme ad una ragazza che lo supporta durante il programma e si occupa della parte mentale del runner. Aveva sottobraccio il libro Mente e Maratona di Speciani (?!?).
Al mattino ho lasciato la stanza dopo la colazione e mi son portato alla stazione dove ci avrebbero aspettato i pulmann verso le 7,30. In realtà siam partiti alla volta di Cortina verso le 8. C’era freddino e fortunatamente alkune nubi ma poco minacciose. Pensavo a sabato mentre risalivo la Modena Brennero con un tempo da lupi. Meno male!
All’arrivo a Cortina ci siamo raggruppati tutti quanti (circa 2000), un bel casino e alcuni palloni gonfiati tenevano scorte di cibo, bevande calde e impermeabili. Consegnata la sacca mi son recato nelle vicinanze della partenza. Il sole squarciando le nubi e tra le montagne ha fatto largo ed ha iniziato a riscaldare la zona.
Son partito per ultimo mentre un organizzatore stava già alzando il tappeto del sonarchip. Per fortuna gli son passato sopra. Partire per ultimi è fantastico. So benissimo che non arriverei mai ultimo!….







Commenti recenti