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apr 23
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Ringrazio Alessandro Fochi che mi suggerisce l’ultimo articolo in newsletter dal sito di Orlando Pizzolato riguardante la metodica di allenamento del grande HAILE. Traggo spunto per innescare la polemica sul come preparare la maratona. Se anche Orlando si chiede se sia giusto o no correre le ripetute nella fase calda degli allenamenti x la maratona possiamo confermare che correre lungo e a ritmo gara possa essere la strategia vincente per coloro che odiano le ripetute come metodo di allenamento specifico. Io sono tra quelli e anche se non mi kiamo Haile Gabreselassie seguirò questo metodo per la prossima gara.
Capito Gianni, Emi e company?
Per coloro che sono curiosi di vedere cosa abbiamo visto a Parigi durante la breve vacanza ho messo online tutte le foto scattate da Luca (grazie!), si trovano a questo link ( MAGIX-PHOTO ), cliccate successivamente su “Maratona di Parigi” tra i miei album.
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apr 22
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Settimana intensa all’insegna del lavoro quella appena trascorsa di rientro dalla maratona. Molti impegni e alla fine un Hartmann Forum (update normativa EN13795 in ambito chirurgico) tra giovedì e venerdì a Villa Quaranta con i nostri clienti VIP. Un successo!
Tutto questo è servito per staccare la spina un attimo e riordinare le idee. Non ho fatto un metro di corsa e penso che questo abbia contribuito a rasserenarmi. Sabato alle 17 sono andato al campo scuola di Mantova telecamera al collo, c’era il Criterium Provinciale Amatori Fidal di MN: 5000m in pista. Avrei dovuto gareggiare ma non mi son sentito di fare lo sforzo e soprattutto una magra figura anche perchè l’indomani avrei dovuto spingere sui 10000 CSI. Ho pensato a Gianni Truschi di rientro dall’infortunio per la rottura del femore in allenamento a Dobbiaco a luglio 2005, a Emiliano Piola, a Marco Artioli, a Mauro Passanante, a Cristian Accorsi, a Sandro Garrò, ad Angela Poltronieri. Faccio loro un regalo, ma sì! La mia Canon XM1 non mi tradisce mai e con l’abilità da passato videoamatore mi son arrampicato sull’impalcatura, steso tra l’erba, inginocchiato lungo la pista per regalare riprese struggenti. Così è stato! Ieri mattina mentre mi preparavo la voglia di correre era sempre meno ma il desiderio di incantare con il montaggio del filmato era molto alta. Tutto il giorno a lavorare nella scelta delle musiche appropriate, nei tagli, negli slow motion e negli high motion. Il tutto condensato con dedica finale a Gianni Truschi e il tema musicale in sottofondo di Momenti di Gloria di Vangelis. Durante le riprese ho conosciuto Fabio Rossi (il direttore di Podisti). Stava facendo un servizio fotografico per il suo sito e mi ha chiesto dopo la pubblicazione su NPC del filmato di comunicarglielo per linkarlo. Che nasca una collaborazione?
Ieri sera poi in Pizzeria a Remelli Vanoni visione dle video con Emi, Gianni, Mauro, Alessandro e rispettive… un successo! Per le mie imprese invece sono stato mortificato. All’unanimità se non mi alleno sei gg su sette posso salutare le velleità di scendere sotto le 3 ore.
Il filmato è già online!
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apr 17
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Già la sera avevam preparato la sacca col dubbio nel lasciarle all’organizzazione visto ke all’interno del sacchetto alla consegna dei pettorali non c’era il numero corrispondente. Colazione tranquilla, sufficiente e poi via in metropolitana. Eravamo distanti dall’Arco di Trionfo. Ad ogni fermata a raccogliere maratoneti fino a riempirlo definitivamente a destinazione. Saliti all’aria aperta ci siamo incamminati dalla parte dell’arrivo verso la partenza. Lasciata la sacca, ho iniziato un breve riscaldamento e due esercizi di stretching. Ero colpito dalla marea di maratoneti. In 35.000 partenti. Più passava il tempo e più aumentava il casino, gente da tutte le parti sbucava, di tutte le razze, di tutte le età. Nessun frullo all’orizzonte, qualke cretino vestito da poliziotto, da donna (classico), con le banane in testa ma nessuno di particolarmente eccitante. Via verso le gabbie. Nel timore di essere intruppato mi sono infilato spintonando un pò ed alla fine verso le 7,45 ero dentro. Mi sentivo un pò leone e un pò gazzella nella gabbia sbagliata ovviamente. Non so il perchè ma dando il personale di 3h27 mi han infilato nel settore viola (3,30-3,45), poco male! Mi ha colpito la vista di una signora di mezza età con un culo invidiabile ad una ventenne e due gambe drittissime e lunghissime. Qua e là sparse delle donne e cercavo un buon trenino da piazzare davanti a me per i primi kilometri di discesa dai campi Elisi, già i primi kilometri che come dice il saggio Marco Artioli quando spingi lungo la corsa il sangue in circolo, l’emozione, l’adrenalina non ti permette un attacco di priapismo acuto (per chi non lo sa come dice il buon Luca al figlo consiglio di aprire il vocabolario). Avanza il tempo e per fortuna da questo punto di vista i francesi rispetto a Berlino hanno piazzato orinatoi aperti col buco anche dentro le gabbie, non so descriverli ma efficacissimi. Ovvio che le donne si sono attaccate ai cosiddetti a meno che qualke contorsionista si arrampicasse in verticale o a 90 gradi. Allo sparo trascorrono circa 5 minuti prima che passi sui tappeti. Un sibilo unico di chip, un fiume in piena ed udite, udite parto senza orologio che ho involontariamente lasciato a Marmirolo.
Non ho male alle ginocchia, corro sui cordoli dei marciapiedi, volti che intravvedo per un attimo e che sicuramente non rivedrò mai più! han bagnato le strade e i marciapiedi sono scivolosi prima che il sole li asciughi. Già il sole inizia all’orizzonte a riscaldare. Viaggio a sensazione, davanti a me cerco affannosamente di raggiungere i pacer azzurri delle 3h30. A fatica li raggiungo al decimo e non so se li reggerò per molto. Nel frattempo cerco di correre zen ma non riesco. Il respiro è intermittente, forse troppo e la sensazione è che sto andando troppo forte nella condizione attuale. Sali e scendi, percorso insidioso, molte curve e sento ke sto esagerando. I palloncini sono a non più di 80 metri. Si scollina e ci si avvicina verso la mezza maratona. I pacer azzurri non erano 4? Raggiungo il quarto il tempo di guardarlo in viso dopo lo spugnaggio, non sembra in vena. Gli altri sono avanti inarrivabili. Scuoto la testa, non parlo, nessuno mi capirebbe! Mi fermo a tutti i ristori, mezza di acqua con riposino, frutta secca e un quarto di arancio, riparto. Passo la mezza in 1h48 ma come è possibile mi sembrava di andar più forte con le lepri al fianco. Sono in ritardo pure loro due, mi scoraggio e al 23esimo il primo cedimento, cammino… inesorabilmente cammino. L’unica speranza è di vedermi superare da LINUS ma niente da fare. Dopo un pò riparto e iniziamo i sottopassi, il primo, il più lungo circa un kilometro viene sommerso da urla, fischi, melodrammi francesi e risalendo dal tunnel i vigili appesi sulla scala mobile nel vuoto sottostante. Il tifo è assordante, carnevalesco. Incomincio a sentire la folla festante, incitante. Corro lento ma corro e mi avvicino al trentesimo. Controllo l’orologio al passaggio sotto l’arco dei 30: 2h42. Ricammino, penso a Speciani a cosa bisogna fare quando si è in crisi, quando le gambe sono dure, rigide e fan male alla sollecitazione. Bisogna dividere i kilometri e viverli uno ad uno. Riprovo a correre niente da fare, ricammino ancora un pò e poi mi dico mollo, tiro? Un pochetto, sui lati si vedono i cadaveri, alcuni che si tirano, altri che pisciano, alcuni in senso contrario non si sa perchè. Il sole riscalda e porta la temperatura sui 30°. Al 33 vedo sul ciglio della strada un uomo accasciato a terra, in due a soccorrerlo, una ambulanza che da lontano strilla e arriva. E’ caduto di peso, ho smesso di guardare e cerco di lasciare il posto allontanandomi, riprendo a correre, mi ascolto il cuore, stringo i denti. E se succede a me? Ricammino, riparto, ricammino. Per fortuna ci sono idranti che ci innaffiano qualke centinaio di metri prima del 35esimo. Svolta a destra e si corre riparati dal sole, un bel rettilineo, passo sotto i 35 in 3h13 faccio i conti, mancano 7 kilometri e ho 47 minuti per scendere sotto le 4 ore. Sono sfinito ma ho ancora qualke riserva. Risaltello cercando di non ascoltare le gambe, mi passano tutti inesorabilmente e ad ogni ristoro bevo e mi fermo, mangio e riparto. Arrivo al 38esimo ci sono in una curva degli scozzesi che offron le bevande, sembra aranciata. Ne bevo un sorso, mi sento l’alcool in circolo, mi gira la testa. Mi fermo, ritorno, prendo la bottiglietta di acqua e 4 biscotti, un rutto! I pacer viola delle 3h45 mi han già passato da un pezzo ma inizio il viale dei 40. Gli ultimi due interminabili kilometri. Mi volto a più riprese per vedere se arriva il treno delle 4 ore. Sento i fischietti che ormai sono a 200 metri e passo sotto lo striscione dell’arrivo e mi accorgo che segna 4h04. Ma vaff…o! Faccio i conti sul netto dovrei starci dentro ma lo saprò solo nel pomeriggio quando faccio controllare da Emiliano dall’Italia il tempo reale.
3h59minuti42secondi (un orologio svizzero, come Piola!) ahahahhahahahah!!!
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apr 16
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La chiamerei così, sì proprio così!
Partito insieme a Luca e Roberto dopo alcuni ritardi e spostamenti da Malpensa a Linate con Easy-Jet arriviamo in terra francese giovedì 12. Verso sera dopo quasi 15 ore dalla levataccia, il tempo di una doccia e cena a base di pizza e acqua. Già dal conto servito mi accorgo di un rigonfiamento di circa il 40 % rispetto ai listini italiani.
Parigi, grandeur de France, “ma vè a cagher”, tre giorni da turista visitando una parte dell’immensa distesa capitolina francese. Notre Dame, LA TORRE EFFEIL (illuminata ad intermittenza da fasci luminosi unici), Montparnasse, Montmartre, le Centre Pompidou etc… da subito mi accorgo che mancano le gelaterie italiane, gnam gnam, e l’unica che dopo 3 gg ho visto stile nostrano era assaltata con fila fin fuori. Il disgusto verso i transalpini, seppur con qualke riserva avendo letto a suo tempo di come i francesi accolsero Zidane dopo la testata al furbetto Materazzi, l’ho provato visitando l’immenso Louvre! Mi son sentito offeso girovagando sperso all’interno delle sale contenenti buona parte delle opere pittoriche italiane del Rinascimento. Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Mantegna e la famosa Gioconda del Leonardo Da Vinci. Le scritte in francese, inglese e spagnolo! Bravissimi come a dire: “ecco a voi la storia di un popolo che fu e che passando nei secoli tra la svalutazione della lira, Al Capone, la pizza, i western, i politici e le Brigate Rosse oggi rimane ben poco da salvare! ci siamo noi a custodire, a conservare nella storia, non preoccupatevi, c’è il Louvre!…” ma mettetevi il mausoleo su per il c..o.
Cercate di tener pulite le strade dai barboni che alloggiano sotto i canali, sotto i portici, negli angoli delle strade in pianta stabile, con tanto di materasso a prova battericida; con i soldi che prendete dal far ammirare al mondo la Nostra Gioconda date un rifugio a questi poveri senza tetto. Ridate una dignità, a questi poveri cristi, voi grandeur du balls. La città tollerante che tollera, il fumo ad esempio: delle sigarette e dei gas di scarico; un livello così elevato di smog nell’aria non l’ho mai sentito.
Fine Parte prima….
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apr 12
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1) .Non raccontargli di quante unghie ti si sono annerite e staccate all’inizio della tua avventura podistica (va da sé che oltre a non parlargliene non le devi nemmeno mostrare dal vasetto in cui gelosamente le hai custodite).
2) Non lasciare che si trasformi in un ammasso di piaghe purulente per non avergli spiegato che esistono la vaselina e le creme antisfregamento (non spiegargli invece gli utilizzi ulteriori dei quali è già edotto).
3) Spiegagli che non è necessario uscire conciati come l’omino michelin quando fuori ci sono 5 gradi (stesso concetto a 0 gradi; a meno venti digli di stare a casa).
4) Spiegagli – a meno che non viva a Roma, Milano o Napoli -che l’acqua non è caustica, non deturpa il viso, non compromette gli organi vitali e che a correre ci può andare anche quando piove.
5) Non costringerlo durante la corsa a seguirti ai tuoi ritmi. Che faresti se facesse lo stesso Baldini con te?
6) Non dirgli che se non fa almeno ottanta km alla settimana è meglio che si dia al golf o ad altri sport per fighetti
7) Non costringerlo a comprare le scarpe ipertecnologiche / ultimo modello che indossi tu. Delle normali A3 di una buona marca andranno benissimo. Al consumismo podistico ci arriverà da solo.
Non dirgli che bisogna soffrire e che deve mangiare la polvere dei “veterani”: il gruppo podistico non è West Point.
9) Insegnagli a biasimare i sedentari, ma con moderazione.
10) Insegnagli a biasimare i fumatori e con veemenza.
11) Digli di tenere un diario di allenamento e di comprarsi un cronometro (con il rolex – se ricco – o con lo swatch – se povero – non si corre).
12) Digli che il gps è divertente, a volte utile ma mai indispensabile.
13) Digli di ascoltare il suo corpo mentre corre (e pertanto durante gli allenamenti non raccontargli di quella volta storica che hai fatto 3h07 in maratona….anche quella volta sei stato una pippa come migliaia di podisti).
14) Digli che il motto “mollare mai” di alcuni podisti durante la maratona va bene per un talebano Kamikaze e non per un atleta amatore.
15) Se è un’amica, dille che è legittimata a mostrare il dito medio verso chi le fa degli apprezzamenti mentre corre.
16) Digli che correre è bello.
17) Spiegagli che se un domani trascurerà moglie e figli per andare a correre è meglio che si dia una regolata.
Gli altri suggeriteli voi!
Ciao a tutti
Alerunner
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apr 11
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Domenica 15 aprile 2007 ore 3,24: Parigi – Hotel Aquarelle
Mi sveglio vedendo Roberto arrampicarsi su per l’armadio a pongare una zanzara tigre rimasta in letargo dall’estate scorsa. Un incubo, non c’è proprio niente da fare. Il tempo di tirargli una ciabatta assieme ad un accidente e Luca che si gira dall’altra parte. Comincia così l’odissea della maratona di Parigi. Già smaronati da parigini visti da 3 gg, musei e torri, cretini a go go, prostitute, finti artisti, turisti mischiati a podisti girovaghi per le vie del centro. Odor di piedi, in questa mini stanza dell’hotel periferico lontano da tutto e sporco! Ho visto scarafaggi, eserciti di formiche addentrarsi nel bagno, l’unico bagno per tre! Ho fatto tanta cacca ma a rate visto che Luca quando entra non esce +. Si rade la barba ogni 4 ore e sono stufo di sentire Roberto con le sue lanie da stankanovista, di perbenismo e ricerca del gusto. Ma dove?
Ridormo e alle 6 suona la sveglia di Luca che fa un casino assurdo. Mi alzo e finalmente stavolta sono il primo ad entrare in bagno! Tiè… mi giro e c’è Roberto nel water con sguardo fisso. No basta mi avete sfinito, addio Parigi. Esco, scendo le scale e in cucina vedo già alcuni maratoneti pronti alla colazione. ma quale colazione, la cucina è chiusa e sono 6,15.
Alla fermata del metrò Roberto incomincia da buon chiama sfiga: “ce la faremo ad essere in tempo alla partenza?” mancano 2 ore 50! stavolta gli arriva un cricco in fronte… tra gli scambi delle linee e l’autobus ci avviciniamo al centro e nuvole di podisti si concentrano! siamo veramente tanti quasi 30 mila, una bolgia…
Entriamo nelle gabbie e saluto i miei amici augurando a tutti a due buona corsa. Entro in trance agonistica e mi piego a uovo alla Valentino Rossi. Anche qui odor di piedi, misto a canfora e olii vari. riemergo, casino, casino… la giornata stranamente è piena di foschia, non c’è sole, leggermente freschetto. Ho il pettorale 27593 settore viola (benissimo!). Sono lontano dalla linea di partenza almeno 500 metri, un fiume di runners davanti a me e non oso pensare a quelli dietro. Dentro di me penso a tener un ritmo alto, partirò ad andatura sotto i 5 abbondanti voglio passare alla mezza intorno a 1h35, dare tutto e poi cercare di tenere e non mollare. Lo sparo, si parte, una ragazza incespica davanti a me la alzo prendendola dai pantaloncini attillati, si gira e mi dà una sberla imprecando “scemenuha” ahahhaha… vado spedito… tengo alto il ritmo passo via sul cordolo del marciapiede dx. Qua e là escono dal gruppo pisciatori sparsi che mi frenano per non travolgerli ” cretinì…”
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apr 11
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Ringrazio Cristian nell’avermi spedito alcune foto che ho integrato con le mie! Ritornando alla bellezza del correre e del risultato sano scorporato dal doping nel seguire le tabelle che stravolgono la vita di tutti i giorni – infatti Alerunner non riesce a sopportarle per più di due all’anno – ricordo di aver conosciuto a Berlino un napoletano che in considerazione del lavoro massacrante di cui il fisico era sollecitato durante tutta la settimana non potendo uscire la sera a correre gareggiava alla maratona quasi ogni due settimane. Lui li considerava dei lunghi e la cosa strana che andava + forte del suo compagno a sedere che impiegato in un ufficio poteva permettersi il lusso di prepararsi facendo allenamenti mirati con tabelle e regimi ferrei alimentari. Sotto le 3 ore entrambi e a sentir il muratore la corsa per lui era puro sfogo dalla monotonia di un lavoro snervante e privo di stimoli intellettivi. L’altro invece un calibrato snobista alla ricerca della quiete della corsa per resuscitare dalle 4 mura nelle quali ogni giorno per 6 la settimana era costretto a rimanere seduto ad una scrivania per 9 ore. Morale: non la so!









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