mar 26

au…
Venerdì: ore 19,30 Brindani massoterapista mi visita: sospetta lesione al menisco esterno gamba sx, dopo digito pressione, “se vuoi correre i casi sono due: allo stato attuale non serve una laser terapia, non serve un infiltrazione il mio consiglio è un antidolorifico (OKI) domani mattino, pranzo e cena a stomaco pieno; è un palliativo ma potrebbe aiutarti, se il ginoccchio si gonfia fermati oppure non correre! se decidi di correre fatti il segno della croce e parti convinto… mi raccomando dopo Parigi risonanza bilaterale alle ginocchia!” ore 21,30 a cena da amici a Brescia c’è Luigi della Biomedica di Montichiari, osteopata, mi fa il test del menisco a pancia in giù, lo fa roteare, lo gira mi pirla mi strilla, mi frilla, mi frulla: menisco a posto cartilagine frulla, rotula frilla, anche lui consiglia antidolorifici!
Sabato: ore 11,30 matrimonio di amici a Copparo (FE), pranzo a dir poco suntuoso, mangio come un porco, mi scappa la cacca, quaquera, ma non mi piacciono i bagni, sfiati, trombe, clacson, male alla pancia, il ginocchio dopo le prime bustine mi sembra non scricchiolare. ore 20,30 al compleanno di Paola alla fornace di Mestrino (PD). Siamo in una cinquantina, ricontinuo a mangiare come un porcellino; la pancia comprime i pantaloni, allento la cintura, la camicia slim preme sui bottoni e ho paura che prima o poi qualkuno parta come un’oggetto contundente, la serata corre via e penso a tutto fuorchè alla gara… mi sento un condannato a morte alle prese con l’ultima cena, mi diverto, faccio il cretino come al solito e bevo birra.
Domenica: alle 2,20 arriviamo in Hotel a Treviso. In bagno l’apocalisse, il culo in fiamme, un temporale da paura, lo tsunami quaquero….. tanta e tanta canto leggermente per confondermi, ma Barbara fortunatamente sta già dormendo. Mi sveglio alle 6 mi guardo allo specchio sembro Mickey Rourke in quel film che non ricordo il nome con la faccia gonfia. E adesso?….

scritto da: lanfree

mar 23

Altrochè pretattica… qui si piange per davvero!

Sono avvilito, svuotato e perso. Ieri mi han diagnosticato l’infiammazione del tendine rotuleo della gamba sx. Ho provato oggi dopo il riposo assoluto da sabato scorso a corricchiare: uno scricchiolio dietro l’altro come se scroccassero le ossa. Fa più rumore del Garmin all’allarme del passaggio al kilometro. Mi faceva così male che dopo 400 metri son rientrato spento e abbattuto. Ho telefonato a Emi, il quale come sempre gentilemnte mi ha preso appuntamento dal fisioterapista Brindani alle 19.
Non voglio mollare e mi piacerebbe se ci fosse un lumicino di possibilità con un tutore o quant’altro di provare a correre la mia maratona.
Sì è la mia maratona e nessuno me la può togliere!!!! Capito!!!! :o (

scritto da: lanfree

mar 23

Il mio compagno di viaggio di Parigi mi ha scritto un bel racconto che mi permetto a suo nome di pubblicare:

E mail … New York

Questa è una delle tantissime storie che ognuno di noi podisti potrebbe raccontare e quindi non ha nessuna velleità di concorrere per il premio Pullitzer… E’ la promessa fatta ad un amico podista (Lanfree detto Franco) durante un lungo in quel di Mantova, in una stupenda mattinata di un sabato di Marzo. Concedetemi però prima una premessa che serve a presentarmi.

Ho iniziato a diventare podista nell’ottobre del 2004, raccogliendo la sfida di una mia collega che mi invitava alla maratonina di Verona. La distanza più lunga che all’epoca avevo corso a piedi erano 7 km che alternavo nel periodo estivo con la piscina al periodo invernale della palestra. Dunque, iniziavo ad aumentare progressivamente le distanze senza alcuna tabella (non avevo la più pallida idea di che cosa fossero e a cosa servissero): era settembre 2004. Finivo la mia prima maratonina in 2 ore e 3 minuti. Passò l’inverno e con la primavera cominciai a sentire il richiamo della corsa, così come per Jack London quello della foresta. Da allora ho iniziato con gli allenamenti prima due e poi tre settimanali, ho partecipato a tapasciate domenicali con amici, mezze maratone varie e ben tre maratone: Milano 2005 (ricordata anche come “il ritiro dalla Russia dei Nostri Alpini”), Londra 2006 e New York 2006.-

Della prima ho tenuto solo il ricordo del freddo che ti penetrava nella ossa e il sorriso da sventurato nella foto al passaggio dell’ultimo km. Il crono? Bè se proprio insistete 4 ore e 20 minuti. Mi ero ripromesso che non l’avrei più fatta una gara del genere ed invece mi sono ritrovato ad inizio febbraio a preparare, con l’aiuto di un mio amico più esperto, la maratona di Londra. E da lì sono iniziate le discussioni con la mia compagna: non ci sono più i sabati e le domeniche per Noi due, i pomeriggi solo allenamenti e così via… Bè, mi direte, a chi fra noi podisti non è mai capitato tutto ciò?!? Volevo scendere sotto le 4 ore e udite udite il mio crono era 4 ore e 17 secondi. Mi hanno preso in giro per tutto il soggiorno a Londra i miei amici, la mia dolce metà e poi anche a Verona. E io cos’ho fatto quindi? Bene adesso preparerò New York e vedremo poi chi ride ancora.

Passava l’estate ed iniziavo gli allenamenti per New York: tapasciate domenicali, ripetute, medi, fartlek, lunghi e lunghissimi. -

Il giorno precedente la maratona decidiamo io ed il mio amico nonché avvocato Marco, con le nostre compagne, dove ci saremmo almeno potuti incrociare con lo sguardo il giorno seguente durante la corsa. Ebbene al punto previsto, cioè dopo la discesa dell’ultimo ponte prima di imboccare la first avenau (circa il 34° km), di loro neanche l’ombra. Ai lati della strada una folla urlante ti incitava ad andare avanti, a non mollare, ma il viso suo di Lei non lo vedevo. Le gambe cominciavano ad essere dure, anche perché nella foga della corsa mi ero accodato al pace maker delle 3 e 30 ed ora iniziavo a pagare dazio, ma la delusione di non averLa vista mi aveva quasi risucchiato le ultime energie. Riuscivo ad entrare in Central Park, trascinato dall’inerzia degli altri podisti, e la visione di quegli ultimi sali scendi mi stroncava definitivamente. Percorrevo la discesa di quegli stupendi viali alberati che ti portano alla penultima curva a gomito prima della salita che ti congiunge a Columbus Circe. E succede quello che non mi sarei mai aspettato… Riesco, seppur in quel frastuono – perché quello è (chi c’è stato lo sa bene) – a sentire il mio nome gridato più volte. Cerco con lo sguardo di fronte a me, il pubblico dietro le transenne e… la vedo!!! Non ci potevo credere.. era il mio Amore che mi chiamava, che mi voleva salutare e dirmi che era lì ad aspettarmi su quella penultima curva. E’ difficile descrivere a parole quello che ho sentito dentro in quell’istante… Con la mano mi è venuto spontaneo mandarle un bacio a tutto braccio, anche se sarei volentieri andato ad abbracciarla tanto ero felice nel vederla. A Londra non riuscimmo a vederci ed entrambi ci rimanemmo male, ma stavolta c’eravamo riusciti!!! Ebbene io di quell’ultimo km e mezzo che mancava all’arrivo non ricordo tutt’ora la fatica, il dolore, la stanchezza, nulla. Anche il crono non era più importante, perché ero felice del fatto che per un’attimo anche lei era partecipe e potevo così condividere, in quei secondi, tutto ciò che stavo provando nel bene e nel male.-

La felicità, la gioia, la semplice soddisfazione di essere riusciti a vederci mi avevano ridato quell’energie che mi hanno permesso di correre accelerando verso l’arrivo. Solo questo ricordo di quell’ultimo km e mezzo…Non dimenticherò mai ciò che ho sentito dentro in quegli istanti e cosa mi hanno dato in termini di forza fisica e di freschezza mentale.-

Ora capisco chi mi diceva che la maratona non è solo gambe, ma anche cuore e soprattutto testa tanta testa.

Ora termino altrimenti vi annoio, sperando di non averlo già fatto altrimenti non leggerete quest’ultime righe. Voglio ancora ringraziare Alessandra – così il mio Amore si chiama – perché era li ad aspettarmi e per quella emozione fortissima che mi ha regalato. Grazie Ale.-

scritto da: lanfree

mar 20
Il weed-end da assistente-gara inizia sabato alle 16.00 con la riunione tecnica, le istruzioni con le ultime raccomandazioni, la consegna del completo-gara e pettorale e del numero telefonico di riferimento in caso di estremo bisogno, ognuno dei 35 assistenti dovra’ correre col propio telefonino. Alle 17.30 presentazione al pubblico !!!!! presente e inizia la sfilata dei pretendenti ad infrangere il propio muro.
Una graziosa ragazza vuole una foto con noi delle 3h promettendo che l’indomani ci seguira’, piu’ vista se non in foto !!!!!!!!!
Domenica ore 7.30 ritrovo presso l’Arco di Costantino, mancano i palloncini colorati che arriverranno alle 8.30, entriamo nella gabbia e con la scusa dei palloncini ci facciamo largo agevolmente e raggiungiamo la prima fila. Qui inizia la sfilata delle domande, a che ritmo correte? Partite regolari? Fate 3h o arrivate prima? Che tempo hai in maratona? in molti mi dicono che si metteranno dietro e infatti li raccogliero’ al 30° che camminano esausti !!!!!! Ormai manca poco alla partenza e l’adrelanina e’ a livello zero della gara non me ne frega niente, la mia maratona e’ aiutare gli altri sono li’ per quello e infatti non mi godo la bellezza della corsa
mi sembra di correre in trappola, non posso fare quello che voglio, rallentare o aumentare il ritmo o fermarmi a bere con calma.
Non possiamo sbagliare niente se un km. e’ veloce arrivano mugugni… se e’ lento arrivano mugugni… dentro di me’ penso qualcosa ma e’ meglio non scriverlo , scherzi a parte andra’ tutto bene.
Si parte, 50 m. indietro rispetto alla linea ma il primo km. nonostante la salitella del Palatino e’ perfetto 4′18” e 4′12” il secondo nonostante il fiume di podisti e dove posso corro a bordo strada per poter respirare un po’ d’aria fresca. Arriviamo al primo ristoro e urlo che bisogna dividersi a dx e sx per evitare resse inutili , qualcuno si gira e mi guarda sbigottito ad altri non gliene frega niente e quando arriviamo ai tavoli scene da finimondo, slalom incredibili per allungare da bere a piu’ persone possibile e sara’ cosi’ per tutta la gara spugnaggi compresi. Ad Annalisa di Cassino con un personale di 3h 0′ 00” allungo acqua e spugne per il 90% della gara, bene infrangera’ il muro per 30”. Se avesse perso 2” ad ogni ristoro probabilmente non ce l’avrebbe fatta e di questo sono fiero. Questa e’ solo una piccola storia delle tante che potrei scrivere come quella di un ragazzo torinese che dopo l’arrivo mi chiede affranto se 3h 0′ 22” va bene lo stesso!!!!
Ora ci mettiamo alla finestra sperando che giungano ” muri infranti ” da Treviso mentre al Lanfree inizia a girar la testa, fa pretattica con la rotula e la carta d’indentita’ .

scritto da: lanfree

mar 20

Mi son divertito con Photoshop a risalire al percorso effettivo su mappa prelevata da Google. Assieme al Garmin training ho riprodotto il percorso nei dettagli, la linea blu è il tour di Sabato in compagnia di Roberto. Sono 29 km che si estendono lungo ciclabili e strade secondarie.

Dopo il riposo di domenica e di ieri, stamane mi sono alzato ed ho ancora degli scricchiolii a livello della rotula. Riesco a camminare abbastanza bene ma mi sento di stare a riposo per non compromettere la maratona di Treviso. Attualmente sono da rottamare! mah…. se penso ai 29 km che comunque ho corso assieme a Roberto ad andatura lenta di 5,31, posso solo sperare di chiudere Treviso, bonking compresi, dentro le 4 ore (e sarebbe un grande risultato). Di + non penso proprio allo stato attuale e cmque se considero che fra due settimane compio 44 anni, la legge del tempo bisogna assolutamente considerarla !

scritto da: lanfree

mar 18

Allora, proviamo a fare il punto.
Oggi ho corso l’ultimo test prima di Treviso, quasi 21 km a RG (4′30”) come prova generale della maratona.
Le sensazioni sono state tutto sommato positive anche considerando che appena una settimana fa ho fatto un lungo di 36 km comunque impegnativo. Insomma spero che la settimana di scarico che mi aspetta mi dia un po’ più di smalto e di freschezza per mantenere quel ritmo per tutta la gara di domenica prossima. Se poi fallirò l’obiettivo delle 3h10′, pazienza.

Penso a come gli obiettivi siano sempre relativi e come ognuno di noi podisti abbia i propri, più o meno ambiziosi.

E nel pensare questo ho fatto un po’ mente locale a questo network di runners che ruota intorno a lanfree marathon ed agli obiettivi che ciascuno di noi si pone (per quanto si riesca ad intuire leggendo blog e post o semplicemente da notizie che viaggiano per telefono e via sms).

Penso al fortissimo Marco di Treviglio che corre molti minuti sotto le 3 ore. Lui tre ore e dieci le fa (quasi) su una gamba sola.

Penso anche al mitico Simone da dublino che a Siviglia ha dato spettacolo e che, mi sembra di capire, ha in programma una maratona nel Connnemara. Arriverà anche alle Aran? Chissà? Se c’arriva state pur certi che non ci metterà più di tre ore

E poi mi viene in mente la simpatica Cristina di Pantharun che prende il tempo ma poi non si ricorda o non sa misurare quanta strada ha fatto. Panthaforte.

E chissà cosa avrà combinato il ragazzo di bergamo a Roma, Marco mi sembra si chiami ed il suo blog “the great run” o qualcosa del genere.

Ed Endorfine quale allenamento articolato, quale fartlek spaziale si sarà inventato stavolta per migliorare la sua potenza lipidica??? Il tutto monitorato da cinque computer collegati in serie che, ovviamente, riportano i dati ad un server della Nasa a Cape Canaveral.

Ed infine il grande Franco che, per quanto finga di avere questo o quell’obiettivo (siano le 3h30, 3h15, o le 3h nette), ha intenzione – ormai è chiaro a tutti – di candidarsi ad essere il portavoce del podismo amatoriale italiano.
Tra un po’ lo troveremo a fare l’intervista doppia, come nelle Iene, a Baldini e Tergat.

Franco, ma tra un “come ci si sente a vincere un oro olimpico?” ed un “quanto durerà il tuo record del mondo?” chiederai anche come è stata la prima volta? Credo di sì, anche perchè la domanda che più ti sta a cuore “guardi il fondoschiena delle fanciulle durante le gare?” a loro non la puoi proprio fare.

Ciao a tutti.

Alerunner a perdifiato.

scritto da: lanfree

mar 15

L’altro ieri ho fatto due sedute di allenamento tra un rendering e l’altro per aver il massimo risultato sullo streaming nel browser dell’intervista full di Pizzolato. Nei secondi 8 km ho incrociato Don Nicola, che non è un padrino siculo ma il prete di Marmirolo. Durante il percorso sulla ciclabile non c’è stato nessun che si sia dimenticato di salutare il giovane prete. Insieme abbiamo fatto un bel test e nella conversazione l’ho fatto parlare molto. Premesso che si allena quasi tutti i giorni, tranne questo ultimo periodo con problemi di sciatica lombare, il suo passo è sostenuto anche se si trascina e sbatte sull’asfalto senza accarezzarlo. Lui la sua maratona la sta facendo come impegno sociale e come missione ma abbiamo parlato anche di struttura fisica e besciamella nel basso ventre :o ) I discorsi sono stati intensi quando abbiamo affrontato temi riguardo i diversi percorsi di fede. Ho scoperto un Nicola grande, dotto, intenso e profondo e al rientro gli ho offerto anche un bicchiere d’acqua.

Stamattina presto sono uscito a farmi una sgambata di 12 km tanto per star in linea. Sabato ho deciso sul lunghissimo in compagnia di Roberto e forse domenica vado a fare la maratonina di Verona. Vedremo…. se la Babi non mi uccide!

scritto da: lanfree