Mar 28

Ricominciando!

Scritto da lanfree in allenamento No Comments »


Si riparte! Archiviata Treviso in questi ultimi 3 gg ho cercato di saggiare le mie gambe, la mia pancia e la mia testa. Lunedì le gambe erano durissime in considerazione dello sforzo anche seppur minimo dei 25 km tra Vittorio Veneto, Conegliano e qualke kilometro + in là. Secondo me l’accumulo di acido lattico in discesa all’inizio e aver forzato ad un ritmo di 4,20 oltre le mie possibilità x 10 km l’ho sentito subitissimo lunedì e anche ieri, ma sorpresa, nel tardo pomeriggio sono uscito per un bel 12, ritmo di 4,47 in scioltezza. Oggi pomeriggio invece ho fatto una corsetta di 8 km tranquilla, tranquilla. Appesantita e in affanno sulla respirazione, boh… un leggero dolorino alla gamba dx adesso e nei primi 200 metri al ginocchio dolente sx. L’antidolorifico si è assorbito e l’effetto adesso che è sparito mi fa ben sperare verso questi venti gg direzione Parigi.

Ho pensato ad aprire una rubrica su NPC dal nome simbolico “Dal fronte…” dove inserire i racconti delle varie manifestazioni sportive. Ho riportato alcuni dei vostri di Treviso e Roma tanto per cominciare…

Mar 28

Franco mi ha chiesto di raccontare a tutti i partecipanti/lettori del blog la mia corsa a Treviso domenica scorsa. Quando però ieri ho letto gli interventi di maratoneti che vi avevano preso parte ho da subito compreso che il mio racconto non avrebbe aggiunto nulla a quelle emozioni ed a quelle sensazioni che già altri avevano “messo su carta” in modo bello, spontaneo ed efficace.

Posso provare invece a fare qualche altra considerazione che potrà interessare chi in futuro vorrà correre Treviso e più in generale tutti coloro che hanno in mente di correre una maratona. Magari sono concetti triti e ritriti, che altri hanno certamente espresso in maniera più compiuta della mia, per cui perdonatemi se vi annoio.

Treviso è una maratona ideale per esordire. Ha un percorso scorrevole e presenta l’indubbio vantaggio di numerosi tratti in leggera pendenza che facilitano, soprattutto nei primi 15 km di gara, andature più veloci rispetto ai propri mezzi. Un percorso di questo tipo, se sfruttato in maniera corretta, consente di risparmiare moltissime energie per la parte finale della corsa. Per altro verso questo tracciato rappresenta un rischio per chi ha la tendenza a “farsi prendere la mano”, forzando comunque in maniera eccessiva e consumando, nonostante il vantaggio della discesa, una quantità di energia superiore a quelle che avrebbe consumato in pianura al ritmo gara corrispondente al proprio valore.

Quello che molti amatori, anche di una certa esperienza, non comprendono è che una maratona si dovrebbe correre a ritmo uniforme e che partenze troppo forti e cambi di ritmo sono i maggiori nemici della prestazione. E’ incredibile come alcuni pensino ancora che si debba forzare all’inizio per “mettere fieno in cascina”. Vi siete mai chiesti perché nessun top runner “mette fieno in cascina” e tutti corrono le due metà con tempi sostanzialmente uniformi? Perché altrimenti verrebbero raccolti (e forse sbeffeggiati) al trentesimo km da chi invece ha tenuto un’andatura uniforme.

A mio modestissimo avviso interiorizzare questi concetti rappresenta per un amatore un autentico salto di qualità nella comprensione della corsa e della maratona in particolare. Che senso ha allenarsi duramente per due/tre mesi, approfondire e studiare come la mente deve gestire la fatica se poi per aver corso per metà gara ben 10/15 secondi sotto il proprio valore reale si finisce sfracellati contro il muro dopo il 30esimo km? A nulla direi. Puoi aver fatto il miglior allenamento del mondo per il fisico e le qualità atletiche, puoi pensare zen, fare training autogeno, invocare anche le divinità per la gestione mentale della fatica, ma resti solo un cazzone che non si è saputo gestire.

Ciao a tutti.

Alerunner a perdifiato.

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