mar 12

Il lunghissimo inizia dopo il 25esimo km. Me ne sono accordo anche sabato scorso.

Corro all’idroscalo park, su un percorso circolare di 6.175 m (ufficiali 6.170 ma tra i 6.170 della fine e lo 0 dell’inizio ci sono circa 5 metri: varranno pure quelli o no?), tracciato che è dunque necessario completare circa 6 volte se si intendono coprire i 36 km del lunghissimo alla tergat (35+1).

Sabato mattina ho pertanto raggiunto l’idroscalo e, dopo essermi unto cosce e ascelle con la vaselina tanto da sembrare un grosso pesce da fritto di paranza (in questo periodo è di moda), protetto i capezzoli con cerotti, indossato la canottiera da gara, mi sono avventurato nel lunghissimo più importante.

Sì, il più importante, perché il lunghissimo alla tergat ti dice davvero chi sei e cosa realmente puoi chiedere alla maratona. Questa volta però ho ritenuto opportuno che questo dialogo intimo tra me ed il lunghissimo si svolgesse con toni più pacati e cortesi di quanto non fosse accaduto la domenica precedente.

Domenica infatti avevo alzato un po’ la voce, ero stato scortese ed irrispettoso. Lui, il lunghissimo, mi aveva guardato un po’ indispettito senza proferire parola. Avevo pensato ad un atteggiamento di rinuncia. Insomma, pensavo mi temesse ma in realtà meditava, immaginando come farmela pagare.
La sua vendetta era così giunta al 30esimo km. Inevitabile come il destino già scritto di certi eroi romantici, ineluttabile come la morte. Una lama nel buio, un vento freddo sulla candela, una forchetta con cavallo che dà scacco al re e contemporaneamente minaccia la regina….. Un attimo e poi il buio, la fine. Quello spaesamento fisico e mentale che chi è andato a sbattere, almeno una volta, contro il “muro” della crisi per mancanza di zuccheri ben conosce.

In sintesi, ero verticalmente crollato. Al di là della poesia, il lunghissimo mi aveva dato del pirla e, non c’è che dire, aveva ragione.

Sabato pertanto sono stato cauto. Molti convenevoli, chiacchiere di circostanza, sguardo basso ed umile e via a completare i 6 giri. L’umiltà paga, ma paga soprattutto la regolarità e l’aiuto di un amico che da lepre mi ha raccattato al 17 km portandomi sino al 36 esimo. Per gli amanti dei numeri: 4’40’’ al km sui 35km ed ultimo km in 4 netti. Nulla di pazzesco, ma quanto basta per pensare di fare a Treviso una gara onesta e migliorare, anche di poco, il mio 3h17’ di Verona.

Vedremo.

Ciao a tutti.
Ale Runner.- Perdifiato

scritto da: lanfree

mar 12

In anteprima del video di Pizzolato beccatevi questo REMAKE.. LOL. Assieme ad una decina di foffissimi frulli abbiamo cavalcato la ciclabile accompagnando poi verso casa la Claudia, atleta della Rigoletto capace di un 3h20′ in maratona. Costeggiando il diversivo del Mincio abbiam risalito fino alla Sacca di Goito. Le donne sono diverse dagli uomini, lo dice anche Pizzolato. Non guardano i culi nostri mentre corriamo, guardano dritto, non si lasciano andare ad immaginazioni libidinose! Ci credete voi? Stavo bene e i 26 km sono andai fluidi, anzi mi son divertito gli ultimi due kilometri a fare qualke volo sprint con Emi e Cristian. A me queste accelerazioni servono tantissimo non solo a far vedere la mia forza, ma è nella galleria del vento che sono fortissimo :o ) Impreco e dico parolacce oltre che a liberar gas di scarico durante queste brevi manovre…

scritto da: lanfree