Mar 30
Oggi mi sentivo bene e nel tardo pomeriggio sono uscito in barba ad Emiliano e sono andato a farmi un allenamentino.
Mi son riscaldato con 11 km a 4 netti poi 8 ripetute da 15000 a 3′04″ con 8 secondi di recupero…
Domenica 1/2 maratona del tamburino sardo di Villafranca partendo da casa mia con deviazione per Modena sud. All’autogrill cappuccino e brioches in un minuto poi di gran lena giù per Carpi per riprendere l’Autostrada a Pegognaga uscendo a Nogarole Rocca mi affiancherò ad Emiliano in preparazione della 2000 km del netturbino…..
Mar 28

Si riparte! Archiviata Treviso in questi ultimi 3 gg ho cercato di saggiare le mie gambe, la mia pancia e la mia testa. Lunedì le gambe erano durissime in considerazione dello sforzo anche seppur minimo dei 25 km tra Vittorio Veneto, Conegliano e qualke kilometro + in là. Secondo me l’accumulo di acido lattico in discesa all’inizio e aver forzato ad un ritmo di 4,20 oltre le mie possibilità x 10 km l’ho sentito subitissimo lunedì e anche ieri, ma sorpresa, nel tardo pomeriggio sono uscito per un bel 12, ritmo di 4,47 in scioltezza. Oggi pomeriggio invece ho fatto una corsetta di 8 km tranquilla, tranquilla. Appesantita e in affanno sulla respirazione, boh… un leggero dolorino alla gamba dx adesso e nei primi 200 metri al ginocchio dolente sx. L’antidolorifico si è assorbito e l’effetto adesso che è sparito mi fa ben sperare verso questi venti gg direzione Parigi.
Ho pensato ad aprire una rubrica su NPC dal nome simbolico “Dal fronte…” dove inserire i racconti delle varie manifestazioni sportive. Ho riportato alcuni dei vostri di Treviso e Roma tanto per cominciare…
Mar 28
Franco mi ha chiesto di raccontare a tutti i partecipanti/lettori del blog la mia corsa a Treviso domenica scorsa. Quando però ieri ho letto gli interventi di maratoneti che vi avevano preso parte ho da subito compreso che il mio racconto non avrebbe aggiunto nulla a quelle emozioni ed a quelle sensazioni che già altri avevano “messo su carta” in modo bello, spontaneo ed efficace.
Posso provare invece a fare qualche altra considerazione che potrà interessare chi in futuro vorrà correre Treviso e più in generale tutti coloro che hanno in mente di correre una maratona. Magari sono concetti triti e ritriti, che altri hanno certamente espresso in maniera più compiuta della mia, per cui perdonatemi se vi annoio.
Treviso è una maratona ideale per esordire. Ha un percorso scorrevole e presenta l’indubbio vantaggio di numerosi tratti in leggera pendenza che facilitano, soprattutto nei primi 15 km di gara, andature più veloci rispetto ai propri mezzi. Un percorso di questo tipo, se sfruttato in maniera corretta, consente di risparmiare moltissime energie per la parte finale della corsa. Per altro verso questo tracciato rappresenta un rischio per chi ha la tendenza a “farsi prendere la mano”, forzando comunque in maniera eccessiva e consumando, nonostante il vantaggio della discesa, una quantità di energia superiore a quelle che avrebbe consumato in pianura al ritmo gara corrispondente al proprio valore.
Quello che molti amatori, anche di una certa esperienza, non comprendono è che una maratona si dovrebbe correre a ritmo uniforme e che partenze troppo forti e cambi di ritmo sono i maggiori nemici della prestazione. E’ incredibile come alcuni pensino ancora che si debba forzare all’inizio per “mettere fieno in cascina”. Vi siete mai chiesti perché nessun top runner “mette fieno in cascina” e tutti corrono le due metà con tempi sostanzialmente uniformi? Perché altrimenti verrebbero raccolti (e forse sbeffeggiati) al trentesimo km da chi invece ha tenuto un’andatura uniforme.
A mio modestissimo avviso interiorizzare questi concetti rappresenta per un amatore un autentico salto di qualità nella comprensione della corsa e della maratona in particolare. Che senso ha allenarsi duramente per due/tre mesi, approfondire e studiare come la mente deve gestire la fatica se poi per aver corso per metà gara ben 10/15 secondi sotto il proprio valore reale si finisce sfracellati contro il muro dopo il 30esimo km? A nulla direi. Puoi aver fatto il miglior allenamento del mondo per il fisico e le qualità atletiche, puoi pensare zen, fare training autogeno, invocare anche le divinità per la gestione mentale della fatica, ma resti solo un cazzone che non si è saputo gestire.
Ciao a tutti.
Alerunner a perdifiato.
Mar 26
Scritto da lanfree in gara
Se Emiliano è un orologio svizzero poteva Giuliano, suo fratello, essere diverso?
“Come fai a vedere le cose così chiaramente? chiese l’allievo al maestro zen. “Chiudo gli occhi”
Occhi chiusi, testa bassa, compilation sull’Ipod, riga di mezzeria della strada e corri corri corri…
Controllare e moderare la velocità, i primi 5 km volano, poi controllo e mi assesto sino alla mezza – 1:42.50 – lento ma va bene ho due minuti di vantaggio -.
E’ presto la Maratona non è ancora iniziata.
Inizia la Treviso Marathon:
Trentesimo ancora sempre sotto i 5’ al km bene bene;
Nessuna sosta ai ristori solo un goccio d’acqua e via;
Trentacinquesimo – mantengo ma le gambe si ribellano – sguardo fisso, mente sgombra, e osservo i miei movimenti e la mia respirazione e via…
Solo una battuta con un fotografo e nessun’altra parola;
Trentottesimo – non fa male, non fa male, urlo ad una ragazza che raggiungo allora sorride e mi rimane affiancata per un po’, poi però mi stacca!!!!!!!!
Trentanovesimo – l’essenza della maratona – iniziano le allucinazioni – sento che arrivano i pace delle 3:30, non mollo –
Quarantesimo – rimango agganciato ai pace – ma non vedo ancora la fine o meglio la vedo – è la mia –
Tra il quarantesimo e mezzo ed il 42esimo – mi fermo – non per il panorama – tiro le gambe che si ribellano – mi fermo tiro le gambe – mi fermo tiro le gambe-
Quarantaduesimo – sotto un “volto” mi fermo ma…….. vedo l’arrivo – sale il magone –
42,185esimo – vedo il cronometro – è ancora sui 29 –
42,190esimo – gesto di rabbia con i pugni chiusi – sale il magone –
42,195 – l’arrivo – 3:29:41 –
…………………..
42,200 – mi siedo per terra – tutto ok all’addetto – mi portano un telo – piove? – ho la nausea della corsa ma….
Mi rialzo e mi incammino verso il meritato riposo…
La nausea della corsa …. Si va anche a Padova?????
L’essenza della maratona
Mar 26
Scritto da lanfree in gara
Quello che scrive Cristian un giorno vorrei poterlo scrive anch’io! Non ho idea di cosa significhi correre vicino a quel tempo…
Ore 4. 45 sveglia con il rumore del vento e della pioggia dalle finestre, pazienza forse non sarà il giorno ideale per il personale ma bisogna provarci ugualmente.
Parto con la mia auto e dopo 500 metri carico Claudia venuta da Rivalta s/m in “scooter” poi passo dal Giuly e via.
Venti Km prima di Venezia l’acquaplaning in autostrada ci costringe a rallentare, raggiungiamo il parcheggio di Treviso e sotto una pioggia continua ci imbarchiamo sui pullman direzione Vittorio Veneto, sembra incredibile ma dieci minuti prima di arrivare smette di piovere ed esce un timido sole che sembra dirci avanti vediamo cosa siete capaci di fare.
Quindi messe da parte tutte le perplessità sul tempo ci si prepara per la partenza e logicamente il dubbio più grosso è come vestirsi, diciamo di averlo indovinato con calzoncino corto e canotta con maglia a maniche lunghe leggera sotto.
Sono agitato, in questi mesi di allenamenti solitari per via degli orari, e quelli specifici con il grande Emi, ho pensato molto a questo momento e stavolta non voglio sbagliare nulla.
Ho a fianco la Claudia ed il Giuly un attimo per farci gli auguri e….. via lo sparo.
Parto con il pensiero fisso di cosa per mesi Emi mi ha ripetuto “STAI CALMO” , infatti non guardo e non parlo con nessuno, vado talmente regolare che alcuni atleti ed una ragazza mi si affiancano e seguono il mio ritmo, i km scorrono, passo la mezza con 50 sec di vantaggio sulla mia idea di tempo, al trentesimo sono perfetto, al trentaseiesimo ricomincia a piovere, dopo aver visto tanti saltare stò ancora veramente bene e provo a concedermi un aumento di ritmo che però nel finale di gara dovrò pagare caro.
Chiudo in 3:01:50 finalmente un tempo di rispetto secondo i miei criteri di ragionamento, per altri può essere un tempo mediocre, ma dopo i sacrifici che ho dovuto fare sono appagato in pieno, certo che come mi hanno detto Lanfri, Corra ed altri 2:59 suona tutto diverso, io rispondo che scuse a parte con la giornata che abbiamo trovato sono contento così.
Dopo il traguardo ricevo la medaglia, poi scoppio in un pianto liberatorio e mi dirigo al ritiro sacche infreddolito ma contento, finalmente entro in uno spogliatoio semivuoto che diverse volte ne avevo sentito parlare da Emiliano.
Poi vado ad assicurarmi dei miei compagni vedo Claudia un po’ triste per non essere riuscita ad abbassare il proprio personale comunque all’arrivo in 3:23:15, poi trovo il Giuly che con un ottimo 3:29:30 abbassa di cinque minuti il proprio.
Ci dirigiamo alla macchina con la navetta e si parla solo di min al km varie ed eventuali, sono al settimo cielo, ripartiamo da Treviso visibilmente stanchi, senza aver mangiato al pasta party “il Giuly è a dieta”, breve sosta in autogrill e raggiungiamo Mantova, Claudia torna a Rivalta s/m in scooter con vento e acqua ma dice che per lei è cosa normale, è una donna d’altri tempi, molto in gamba.
Rientro in casa accolto dalle mie bimbe come un campione, dopo una bella doccia rigenerante, mi rilasso sul letto poi chiamo Emi per scambiare le mie opinioni, è strano ma dopo tutta la giornata che ho passato devo assolutamente parlargli come il ragazzino dopo gli esami, come immaginavo ricevo elogi da lui… e non è poco! ma anche critiche.
E’ stata una pessima giornata meteo ma sportivamente fino ad ora una delle migliori per quanto mi riguarda, il tempo per una occhiatina alla classifica sul sito Tds, PIZZA E BIRRA da tempo sognate poi a letto “senza la cuna” ed il sorriso sulle labbra ma il rumore del vento e della pioggia dalle finestre c’è ancora…… una giornata veramente incredibile!

Mar 26
Scritto da lanfree in gara
Roberto Sist, conosciuto a Treviso come promesso ha scritto il suo racconto e lo pubblico in attesa che anche Alerunner, Giuliano e Cristian facciano altrettanto:
3:37:10 !!! Un tempo in maratona che per molti significa scadente, per alcuni mediocre, per altri buonissimo e per altri ancora vale un “farei firma per un tempo cosi’..”..
Ed infatti quest’ultimo e’ stato il mio pensiero durante uno degli ultimi lunghi di preparazione a quella che e’ stata la mia prima maratona.
Marzo2006 – “correre” per me significava solamente “correre in bici ovvero pedalare”. Sono un ciclista amatore e anche piuttosto competitivo, ma lungi da me l’idea di mettere scarpette-pantaloncini-canottiera e correre a piedi.
Poi arriva Nicola, amico, batterista, web-designer e soprattutto maratoneta. Mi invita a seguirlo nella tapasciate domenicali. Prime uscite di 5/7 km. I primi “lunghi” erano di 12 Km e mi sentivo un “quasi eroe”.
Ottobre 2006 - prima maratonina fatta e finta in 1:42:00. Mi sento “eroe” a pieno titolo.
Novembre 2006 – inizia con Nicola la preparazione alla Treviso marathon 2007. Obbiettivo molto ambizioso delle 3:30:00. Quattro uscite settimanali e grandi sacrifici per me e per la mia giovane famiglia. Tabelle, infortuni, dissapori famigliari, allenamenti in pausa pranzo, visita siti web dedicati (Speciani, Lanfree, Albanesi, …), lunghi, ripetute e che confusione in testa….!!
25 Marzo 2007 – Vittorio Veneto – Alla consegna sacche conosco personalmente il “mitico” Lanfranchi e scopriamo che il mondo e’ piccolo. Ha parenti in Friuli, zona Pordenone e ci sentiamo piu’ vicini, piu’ “friulani”. Si dice dubbioso sulle condizioni del suo ginocchio ma parte ugualmente e “…sia quel che sia!” . Partiti! Forte vento freddo laterale ma con sole. Io e Nicola recuperiamo il tempo perso nella affollata partenza. Stabilizziamo l’andatura al Km 10. A Conegliano, vedo Franco fermo accanto ad un auto della Stradale e penso “ ..o era troppo veloce e l’han fermato oppure e’ stato stoppato dal suo stesso ginocchio”. 17 Km – inizio del calvario. Non per la poca preparazione ma per crampi addominali, leggi Gran Mal di Pancia (GMdP). Tengo duro e passo la mezza. Il vento gelido mi trafigge lo stomaco.
Corro e mi concentro sul GMdP. . Comincio a pensare all’idea dello stop “tecnico” e cerco WC chimici e nel frattempo calo l’andatura. Nicola e’ poco piu’ avanti di me. Lo vedo, e’ li’ davanti, e’ vicino e sono ancora in pieno ritmo gara. Tengo duro, passano i Km e la crisi ha i suoi alti e bassi. Piove a dirotto, il vento freddo mi da’ il colpo di grazia e non ce la faccio piu’. Sudo freddo, brividi su tutto il corpo. Cerco avidamente con lo sguardo il km 35, come un lupo cerca la sua preda. Mi fiondo in bagno e rinasco a nuova vita.
Riprendo meglio di prima fino al Km 39, poi calo, ristoro del Km 40 calo ancora, Km 41 taboga in centro Treviso, sanpietrini viscidi, transenne che mi cadono addosso, vento e pioggia che taglia le gambe. Km 42 quasi mi blocco dai crampi !
Taglio il traguardo malamente, ma e’ finita ! Guardo il Garmin e penso che nonostante tutto, e’ un buonissimo tempo, ma ora questo e’ relativo. Mi sciolgo in un abbraccio a Nicola, mi commuovo e scatta la lacrimuccia. Penso a casa, alla mia famiglia, al tempo rubato loro e al desiderio di ripagarli da subito, dedicando piu’ tempo ai miei bimbi ed alla mia paziente moglie. Un immenso grazie !!
Un grande applauso a tutti i maratoneti che ieri hanno finito la corsa nonostante la fatica, il freddo e la pioggia. Un grande ringraziamento alla gente lungo il percorso, ai volontari e non (protezione civile, forze dell’ordine e ai tanti alpini) che nonostante il tempo inclemente ci hannobvaiutato lungo il percorso.
Unico neo nell’organizzazione, la indirizzerei
alla logistica presso lo stadio a Treviso, con i passaggi stretti e con le file
che si sono create tra una zona dello stadio all’altra ed un ristoro finale un
po’ “misero”.
Alla prossima….forse !! – Roberto Sist
Mar 26
Scritto da lanfree in gara
Mi son preparato con calma. Ho fatto due esercizi di stretching per sentire la reattività al ginocchio. Niente. Colazione e via! Mi accompagnano ai pulmini per Vittorio Veneto due di Biella. Ci siamo scambiati impressioni, esperienze, programmi etc… Arrivato alla partenza l’attesa è stat lunga. Avevo paura di non riuscire a fare un metro, che tutto finisse alla prima curva.
Immerso tra i pensieri, indugiando il riscaldamento, aggirandomi tra i partenti mi sono estraniato a scrutare le nuvole minacciose e cariche. Un freddino penetrava, leggero vento quando mi vedo giungere due tipi frontalmento.
” Sei Lanfree? “
” … e voi chi siete?”
” Ti seguiamo sul blog da tempo…”queste sono le cose che mi entusiasmano e sapere che due friulani di Pordenone ci leggono mi riempie di gioia.
Alle 9,30 entro nelle gabbie, guardo l’orologio, se… non l’ho messo!!! Che cretino patentato, il cardio è rimasto in albergo. Meglio così non avrò riferimenti e andrò a sensazione…
Arriva lo sparo, parto i primi appoggi sono attenti, via… man mano che avanzo spinto dal gruppone mi sento libero, sciolto, tonico, aumento la cadenza, vado ad istinto non ho riferimenti.
Dopo un paio di kilometri mi si affianca uno e mi passa inesorabile. Lo guardo bene, è l’Avv. Alerunner…. ahahahahah lo raggiungo, mi affianco, lo seguo, lo guardo, lo tengo ad una decina di metri fino al 10cimo km. e passo a 44′30″ poi di colpo le gambe tremano, non reggo il ritmo, mi sento perso e arranco. Mi fermo e penso ” il test è finito” il ginocchio non fa male viaggio con la mente a Parigi. Lungo il percorso nessuno che mi aiuti, emulo la sceneggiata dei pescatori. Nessuno mi ascolta, mi aiuta. Tutti inpreparati ad accoglliere una crisi improvvisa. Riprendo a correre, nel frattempo il fiume di podisti mi beve inesorabilmente. Mi passa la Claudia (finale 3.23) e Giuliano (finale 3.29) i due di Pordenone. Qui si fa grigia non mi resta che correre. Dopo due kilometri verso il 15esimo riprendo la lena e tengo un ritmo di 5 al km e tiro. Inizio a sorpassare e vado… via via, passo la mezza e al 25 esimo vedo il pulmann del servizo scopa, lo passo, ma dopo 500 metri mi dico BASTA! Torno al pulmann e salgo… vedo i cadaveri avvolti da una coperta e mi confondo tra loro. Passeranno 40 minuti priam di riempirlo e ne vedo di tutti i colori. Mi sembrava di rivedere qualke scena epica dal fronte. I morti viventi, intubati. L’odore fetido in corriera di sudore misto ai piedi scalzi di qualkuno era una schifezza di quelle epiche. Ho aperto i finestrini e qualkuno imprecava ma ho risposto con pertinenza. Verso le 12. 45 il pullmann parte e risale lungo i paesi del percorso. Veniamo anche appluiditi dagli spettatori, non so se per beffeggio o altro. All’arrivo il pensiero corre verso Barbara che è lì lungo l’ultimo kilometro ad aspettarmi. Pioviggina, ormai son passate el 4 ore di gara e spero di trovarla in mezzo al casino. non ho il cellulare, l’albergo è distante ma penso alla sua logica e se le avevo detto di aspettarmi a circa un kilometro dall’arrivo doveva essere là. Più percorro a ritroso e più si intensifica la pioggia e ad una curva la vedo là a guardare verso l’orizzonte se vedeva l’ancillotto. Un pò preoccupata, con gli occhi instupiditi ad osservare bene. Non ne ha perso neanche uno nella preoccupazione passassi come un fulmine, seeeeee….
Che bello riabbracciarla tra la pioggia!…..
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