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feb 26
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Certamente ognuno di noi vive di propri sogni. Se dovessimo guardare un risultato solo in base al tempo allora, ok, dò ragione a Covacich.
Ci sono tanti fattori che determinano una prestazione ed ognuno è + o – importante!
Faccio un esempio: le premiazioni ieri sono state divise per categoria in base al tempo e all’età (tutte le gare penso siano distillate a seconda di questi due parametri).
Osservazione: Perchè non in base al peso e all’altezza in proporzione quindi all’IMC?
Se io peso 88 kg e mi porto a spasso questa zavorra la mia prestazione rispetto uno che a pari età mia e alto uguale pesa 20 kg meno e ottiene lo stesso tempo o anche inferiore di 1 minuto non penso sia peggiore!!!!!!
Se tu sabato farai il lunghissimo alla Tergat tre settimane prima della maratona, se adottiamo il metodo di ragionare di Albanesi la tua prestazione darà il tuo stato di forma del 4 marzo e non del 26 marzo. Capisco che può giocare molto l’approssimazione ma i fattori emotivi legati alla gara si intensificano più è alta l’aspettativa del risultato e comunque c’è uno scarto di 3 settimane. L’allenamento dice Albanesi nella sua intervista come valore vale il 10%, rispetto al 70% della genetica e al 20 % della psicologia. La cosa è diversa se tu adotti la Tabella Greif dove a 14 gg della gara piazzi un lunghissimo da 35 km dove gli ultimi 15 li percorri a RG (ritmo gara) prefissato!
Ti dico questo perchè ci sono aspetti diversissimi nello sviluppo di un risultato. Ieri ad esempio rispetto all’allenamento defaticante di sabato di 16 km ad andatura blanda mai avrei detto di chiudere a 1h33 eppure in gara mi esalto e non so bene per quali fattori (sparito il dolore al menisco e alla storta)! Il mio amico Daniele Oliosi la prima maratona nel 2005 l’ha corsa in 3.15… si allena quasi tutti i gg e segue la stessa tabella del suo amico che viaggia sotto le 3 ore, tempi di ripetute a pochi gg dalla gara che garantirebbero un risultato ampiamente sotto. Nonostante ciò anche ieri non è andato sotto le 3.15 e a tuttoggi rappresenta ancora il suo personale. Come la mettiamo? Non si inventa niente ma non è tutto così matematico!
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feb 26
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I prossimi sette giorni saranno i più duri in vista della maratona di Treviso del 25 marzo. Chilometraggio ed intensità medio alta durante la settimana e degno finale con il lunghissimo alla tergat di 35+1 domenica.
Il lungo mi dirà qualcosa di più sulle mie ambizioni cronometriche, sulla possibilità concreta di mantenere per tutta la maratona un media al km di qualche secondo inferiore ai 4′30 al km per stare “comodamente” sotto le 3h10′. Vedremo. Il timore è sempre quello dell’impreviso, dell’infortunio che finisca per vanificare gli sforzi fatti sino ad oggi.
Prendo a prestito alcune considerazioni di Mauro Covacich, podista e scrittore, apparse su Correre di qualche mese fa per una personale riflessione da condividere con voi. Cavacich sostiene, ed ha perfettamente ragione, che fare 3h e 10′ o 3h nette in maratona è, in fondo, un risultato assoltamente mediocre e banale.
A conferma di ciò, Covacich consiglia di piazzarsi alla fine di una maratona con un buon numero di partecipanti per vedere la quantità (enorme) di persone che chiudono con tempi (intorno alle 3h) per molti di noi impossibili o quasi. Difficile non essere d’accordo con lui.
Detto questo, ogni amatore tuttavia non può che essere estremamente soddisfatto quando centra il proprio obiettivo per quanto mediocre, in termini assoluti, tale obiettivo possa essere.
Del resto, per l’amatore il vero valore non è il risultato ma l’impegno, la dedizione, l’amore e – aggiungerei – la conoscenza di quello che fa.
L’aggiunta della conoscenza ha un suo motivo. Se della corsa non so nulla, mai potrò capire se l’obiettivo che ho raggiunto è, questa volta in termini relativi, un risultato degno di rilievo.
3 anni fa ho corso la mia prima maratona centrando l’obiettivo di stare sotto le 4 ore. Allora sono stato contentissimo, ma ripensandoci adesso è una cosa di cui certo non vado fiero. In altre parole, a ben guardare, sono solo stato un cretino che ha centrato un obiettivo ridicolo rispetto alle proprie potenzialità di giovane 34enne (per di più rischiando di farsi male visto un certo sovrappeso ed un allenamente ampiamente insufficiente).
Tutto questo per dire che non solo molti amatori dimenticano che i propri risultati sono assolutamente mediocri (penosi è la parola giusta) in termini assoluti, la qual cosa è a dir poco ovvia, ma che mediocri restano, anche in termini relativi, se per scarsa conoscenza la prestazione è fortemente penalizzata. E ciò anche se, grazie a madre natura, stanno sotto le 3h.
Ciao a tutti
Alerunner a perdifiato.





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