dic 24

Come ci si avvicina al proprio limite, ammesso ci sia? I tuoi personali sulla mezza e sulla maratona sono inavvicinabili oggi?

Deve venire naturale arrivare ad un record, non dimentichiamo che siano amatori e corriamo nel tempo libero, non devo diventare un secondo lavoro correre sempre con l’assillo del tempo e’ sicuramente controproducente, alleniamoci bene e prima o poi il risultato arriva, se non viene e’ perche’ non siamo ancora pronti. Nel 2004 preparando la 100km decisi di andare come avvicinamento alla maratona di Padova, arrivai a 1′30” dal personale partendo senza problemi di tempo ho fatto un gara fantastica, se partivo forte col la mente all’orologio sicuramente scoppiavo.Nel 1996 feci il mio record sulla mezza, ero soddisfatto e ancora oggi mi chiedo come ho fatto.

Da quello che dici sembra tu non abbia mai avuto infortuni? Eppure quando ci si parla tra runners l’argomento è molto sentito? Serve solo buon senso e dosaggio o come dici tu fortuna?

La risposta e’ nella domanda, mi considero fortunato e se vogliamo buttarci sui numeri dico 70% , il resto diviso tra buon senso, buona preparezione alle gare con giusti tempi di carico e scarico e cambio di scarpe prima che sia troppo tardi

Per quanto riguarda l’argomento dell’alimentazione ho letto tantissimi metodi: diete a zona, controllate, scelta di cibi etc… cosa ci puoi dire nel tuo caso visto che sei stato in soprappeso ma ci interessa anche poi il mantenimento…

Nel dicembre di tre anni fa’ tornai da Fulvio Massini, pesandomi disse che avevo 5kg sovrappeso,una zavorra inutile, mi spiego quello che dovevo mangiare e quello da evitare, una ” zona ” personalizzata per una persona che oltre che vivere deve anche fare parecchia strada. Tornai a casa pensai che dopo aver fatto la gara che m’interessava sarei tornato a mangiare quello che volevo. Bene caro Franco , una volta raggiunto il peso ideale mi trovai talmente bene che sono rimasto fedele al mio schema alimentare, non faccio nessuna fatica a mantenere il peso perche’ ho capito sulla mia pelle casa significa una corretta alimentazione , e sono sicuro che in buona parte certi infortuni sono dovuti ad sovrappeso e certi malanni a una cattiva alimentazione. Ad oggi sono passati circa 20 mesi dall’ultima volta che ho assunto un normale anti infiammatorio.

A proposito di Fulvio Massini cosa ci dici

Per parlarti di Fulvio Massini servirebbe molto tempo. Ti riassumo in breve , e’ un toscanaccio a volte burbero gran lavoratore sempre dietro le quinte ama lavorare sul campo con gli atleti a qualsiasi ora ( feci un test alle 8 di mattina a Dobbiaco) insegna all’universita’, direttore tecnico della Firenze-Marathon non ha un gran sito proprio perche’ ama lavorare di persona con i podisti, odia le tabelle via internet ( le fa’ perche fa’ mercato) preferisce vederti correre
proprio per correggere difetti, posture, tecnica di corsa in piano, salita e discesa, poi stila il programma in base al test effettuato.

scritto da: lanfree

dic 23

Diciamola tutta. Correre è bellissimo a patto che non si diventi schiavi degli obiettivi.
Per fare un esempio, l’obiettivo, il tempo da migliorare è un po’ come il peperoncino in una pietanza. Esalta il sapore in piccole dosi ma finisce per ammorbare il piatto se ne hai messo troppo.

Il perseguimento dell’obiettivo comporta poi il rigido rispetto di programmi, con una inevitabile limitazione della libertà nello scegliere la tipologia di allenamento da effettuare.

Mi viene in mente la sindrome da compiti a casa che avevo quando frequentavo il liceo. Per me era intollerabile l’idea dei compiti per il giorno dopo. Con i programmi di allenamento è un po’ la stessa cosa, hai tutta la settimana davanti e sai che martedi’ dovrai fare questo, mercoledì quello e così via… Nulla è improvvisato.

E’ per questo motivo che nella mia attività podistica ho deciso di gareggiare poco (4 – 5 gare al massimo tra maratone e mezze), concentrando lo sforzo per la preparazione nell’arco di un paio di mesi per la maratona e 5 settimane per la mezza.

L’impegno a rispettare per periodi di tempo più lunghi una tabella sarebbe per me difficilmente gestibile dal punto di vista psicologico. Per questo motivo, tra una gara e l’altra, inserisco dei periodi di mantenimento che servono per l’appunto a ricaricarmi mentalmente.
Riprendo così a correre per il puro gusto di farlo, senza pensare troppo al ritmo o al numero di chilometri percorsi a settimana.

In questi periodo mi dedico al fondo lento e, soprattuto, al fondo progressivo che trovo un allenamento divertente ed utile a non “perdere troppo”, utile cioè al “mantenimento”.
Il mio fondo progressivo più consueto in quesi periodi è di circa 18 km, corsi più o meno in questo modo 10 km di FL a 4′40”/4′50” – 6 km di FM a 4′25′ – 2km di CV a 4′10”.

Alla fine della seduta sono sempre soddisfatto e di buon umore.

Soprattutto se, come spero di fare domani, andrò a correre davanti al mare.

Un saluto a tutti.

Alessandro Perdifiato

scritto da: lanfree

dic 22

Un bel film dedicato alla corsa è Un ragazzo di Calabria, diretto da Luigi Comencini, con Gian Maria Volonté e Diego Abatantuomo. La pellicola è liberamente ispirata alla vita di Panetta ed è girata nella Calabria del boom economico: un ragazzo tredicenne vorrebbe fare l’atleta ma il padre, che si è fatto da solo con grande fatica, preferisce che lui studi; la madre lo aiuta di nascosto, e si reca da don Peppino, capo del paese, per indurlo a persuadere il padre a lasciarlo correre. Allenato da Felice, un vecchio autista zoppo che crede in lui, Mimì diventa un campione e vince la maratona. La pellicola, datata 1987, è una commedia divertente e amara allo stesso tempo, che ci mostra uno spaccato di vita di provincia molto efficace. Corrì Mimì, corri…

scritto da: lanfree

dic 21

Mi ripresento in altra veste e cioè giornalista.
Una volta lo sono stato dei web designers curando una rubrica : “uno di noi” mi pare su Ingenium e qualcos’altro, poi pubblicate su WDE dove mi divertivo a fare interviste in diretta usando però invece del microfono la chat-line in real time di ICQ. Fu un periodo che ricordo con grande nostalgia perchè allora il web era agli albori e non rappresentava ancora uno sviluppo planetario quale lo è ormai oggigiorno.
Bene dopo queste reminiscenze o meglio ridondanze veniamo alle domandine che ho passato ad Emiliano il quale è stato così gentile nel rispondermi nel giro di 24 ore.

Premesso che ciò che ho trovato su internet riguardo ai suoi risultati è inesatto, precisiamo :

Emiliano Piola. Classe 1959, personale nella mezza 1h 13′ , maratona 2h 40′ , 50km 3′14” ( pista ), 100km 7h 30′ ( pista).

Quando hai deciso di avvicinarti alle corse? Sei stato uno sportivo sempre lungo il percorso della tua vita?

Ho sempre praticato sport , da giovane un po’ di basket, ciclismo e anche il football americano poi uno stop ed un aumento di peso fuori misura.
Decisi che era il momento di fare qualcosa cosi’ non mi andava, a 28 anni faticavo a fare le scale e correre mi sembro’ lo sport piu’ semplice da praticare col buio o col sole, col caldo o col freddo. Lo trovai piacevole anche perche’ bastava poco e potevo praticarlo anche in solitaria e dove volevo. Cominciai a conoscere altri podisti e cosi’ iniziai le prime gare non competitive sul Veronese
.

La maratona può essere considerata un punto di arrivo massimo su cui focalizzare gli sforzi estremi o come nel tuo caso un passaggio verso le Ultramaratone?

Considero la maratona una gara difficile perche’ si corre su ritmi veloci e tutti pensano al tempo mentre nella 100km le velocita’ sono piu’ basse , trovo quindi giusto che la quasi totalita’ dei maratoneti non oltrepassi tale distanza.

Cosa ti spinge verso i 100 km? quali sono gli obiettivi? E’ una sfida con te stesso?

La 100km e’ principalmente una sfida con se stessi e basta, dico da sempre che per farla bisogna essere fortemente motivati e gli atleti che alle prime esperienze partono pensando al tempo sono gia sconfitti in partenza.

Hai mai pensato possa far male correre distanze simili?

Forse qualche volta l’ho pensato ma non ricordo. Ricordo invece benissimo quando nel 1995 al traguardo del Passatore vidi arrivare atleti che stavano benissimo sembravano avessero corso una maratona, mi vennero i brividi e l’anno dopo anch’io arrivai a Faenza , in 10 anni d’ultramaratone non HO MAI SALTATO UN GIORNO CAUSA INFORTUNIO, grazie anche a scelte meticolose e ad un briciolo di fortuna.

Quante corse fai in un anno?

Non seguo una regola, alcuni anni gareggio tanto, altri anni poco, nel 2006 per es. ho fatto molte gare e so gia’ che nel 2007 ne faro’ poche !!! per correre forte e star bene dico sempre che 1 o 2 intervallate da 15 – 20 gg sono eque.

Come ti alleni? Segui delle tabelle specifiche? Ci sono allenatori che ti hanno aiutato in passato?

Mi alleno tutti i giorni con un riposo a settimana in genere il sabato oppure il lunedi’ e seguo lo schema classico , lungo alla domenica e ripetute a meta’ sett.
Non seguo proprio una tabella ma un programma che anni fa’ mi preparavo da solo mentre dopo alcune esperienze qua’ e la’ sono tornato ad ” ascoltare ” il prof. Fulvio Massini e trovo bellisimo il suo motto ” correre per star bene e vivere meglio ” rispecchia cio’ che credo.

Quante gare hai disputato finora? Sei sposato? Hai figli? Se si, insegni loro correre?

Ad oggi ho nelle gambe 70 maratone – la migliore 2h 40” Salsomaggiore 1999 mentre la piu’ dura Jungfrau Marathon 4h40′ 2003 – e 23 ultramaratone varie tra cui 8 100km , Pistoia Abetone , 50km di Romagna , 78km Davos ecc.
Sono sposato, senza figli. Comunque gli lascerei scegliere lo sport da praticare, se poi si mettesse a correre qualche dritta gliela darei volentieri !!!!!

Ti sei mai trovato in crisi? In difficoltà? Hai mai sbattuto contro il “muro”?

La crisi per chi pratica questa sport e’ normale guai se non ci fosse, bisogna aspettarla e poi sconfiggerla con la testa e con l’allenamento.
Ho conosciuto come tutti il ” muro” il mio era alto 3h! Ci ho sbattuto contro 10 volte poi all’11° tentativo scesi a 2h48′, ora come rivincita personale quando mi chiamano faccio il pace-maker delle 3h naturalmente…

scritto da: lanfree

dic 21

Famosa pellicola diretta da John Schlesinger, datata 1976, con Dustin Hoffman ad inizio carriera ma già determinante per la riuscita del personaggio. Un lavoro discreto, che forse non rende completamente giustizia al libro da cui è tratto, The marathon man di W. Goldman, ma che comunque si lascia guardare.

Babe è uno sportivo, con la passione per la corsa: si allena e suda ogni giorno. Suo fratello Doc è invece ivischiato in traffici illeciti, per conto del dottor Szell. Un giorno decide di redimersi e di abbandonare il medico ma questi lo fa uccidere e fà rapire Babe, pensando che anche questi sia coinvolto e che conosca qualche pericoloso segreto che lo possa inguaiare…

Alla fine la maratona è solo la passione di Dustin, ma niente più. Bello il finale quando il maratoneta si allontana camminando e non più correndo.

scritto da: lanfree

dic 20

Dal 7 gennaio inizierò a prepararmi con Emiliano Piola (classe 58)! Il master più forte dell’Atletica Rigoletto. Ha visto il blog e attraverso due mail di presentazioni reciproche mi ha chiesto di accompagnarlo nei lunghissimi per prepararsi alla 100 km.
Quale notizia + importante di questa poteva giungermi!

Un veterano delle corse che da anni si cimenta nelle corse su pista, su strada e nelle Ultramarathon. Personale sui 3000: 10′18″2. Sulla mezza: 1h17′30″. Sulla Maratona: 2h44′30 nel 2001. Sulla 100 km: 07h44′47!
Quest’anno a Firenze ha fatto la lepre delle 3 ore e mi ha detto che lo chiameranno anche a Roma.

Sono entusiasta! Avrò una spalla negli allenamenti di tutto rispetto. Sono strafelice, non vedo l’ora di cimentarmi in un lungo di assaggio. Così non dovrò correre in solitaria. Abita a 8 km da Marmirolo. Bene, molto bene!

scritto da: lanfree

dic 19

Se fossi uno normale sarei andato dal medico condotto, avrei presentato il certificato medico in azienda invece di essermi preso le ferie visto ke ne ho in accumulo. Stamattina con D.G. avevamo già un appuntamento da tempo e anche se con il mal di testa e 38 di febbre sono andato ugualmente. Troppo importante e in queste circostanze non voglio mancare. al ritorno a casa son crollato copiosamente, febbre 38,87! Ho dormito 6 ore e mi son svegliato da poco…

scritto da: lanfree