Dic 15

LUNGO VELOCE

Scritto da lanfree in allenamento No Comments »

Dovevo fare un test sul lunghissimo ma alla fine vuoi per il freddo e vuoi per impegni vari ho deciso di limitarmi al classico percorso dei 22,3 km. Questa volta decisamnete sono andato a passo veloce e se considero la settimana di fermo sono contento del Test. Leggermente più veloce la prima parte ma era prevedibile ho tenuto sulla seconda. A tutt’oggi rimane il tempo più basso registrato sulla distanza in allenamento e sono sceso abbondantemente sotto 1.50 migliorando di ben 5 minuti il best time precedente.

Dic 15

Avevo promesso a Franco un mio contributo sul tema dei (presunti) danni che la pratica della maratona indurrebbe nel nostro organismo.
Leggendo i vari interventi che hanno seguito lo sfogo di Franco, non mancano interventi sensati così come non mancano tutta una serie di posizioni che non mi sembrano avere alcun rigore scientifico.

Ivano, ad esempio, nel suo intervento dice una cosa di buon senso: correre bene fa bene - correre male fa male. Giustissimo, tutto sta però a definire quello che è bene e quello che è male.

Partendo da macro temi,

è bene perseguire una certa gradualità nell’aumentare il chilometraggio settimanale (dai manuali un incremento settimanale del 15% sembra poter essere assimilato senza traumi dal nostro organismo);

è bene far seguire ad un ciclo di carico uno di scarico (chiunque legga una tabella fatta da un esperto vedrà che queste fasi si alternano);

è bene tenere conto delle proprie condizioni generali, prime fra tutte il peso e la sensibilità verso infortuni. Ci sono ad esempio dei runner che ben tollerano di allenarsi, anche con intensità medio alta, con un chilometraggio limitato che consenta loro di gareggiare bene su distanze sino alla mezzamaratona. Gli stessi runner tendono invece all’infortunio non appena aumentano il chilometraggio verso “quote” da programma per maratoneti.

Detto questo, passiamo ad un’analisi un po’ più tecnica (chi vuole saperne di più può leggere il manuale “Correre per vivere meglio” di R. Albanesi).

Presupponendo che un runner abbia un peso ottimizzato e non abbia una particolare sensibilitàad infortuni, il chilometraggio settimanale può essere pari a 150km - l’età. Un quarantenne, per intenderci, può arrivare anche a 11o km settimanali. Vale a dire una quantità di km che gli consente di preparare bene una gara di maratona.

Detto questo è chiaro che più si corre più è facile incappare in un infortunio, che, detto per inciso, è comunque molto meno frequente di quanti se ne procurino i sedentari nelle partite scapoli ammogliati.

Elaborando alcune statistiche si evince che la massimizzazione della vita media del runner sopra i quarant’anni (per tale intendendosi il numero di anni in cui resterà in attività prima di abbandonare) si ha tra coloro che percorrono circa 60-70 km settimanali. Un chilometraggio ideale per preparare gare che vanno dai 10.000 alla mezza.

Quanto agli obiettivi, che un quarantenne in salute si ponga quello di stare sotto le tre ore a me sembra assolutamente normale. Stiamo parlando di tempi che, sportivamente parlando, sono assai mediocri e che distano anni luce dai tempi di un top runner. Certo impostare una preparazione per correre una maratona a 4′15” al km quando vali 4′30” oltre a non portarti da nessuna non ti farà certo bene.

In conclusione, c’è una cosa che molti runner maratoneti ignorano. La maratona non è l’unica distanza al mondo. Molti credono di essere degli eroi per averla completata, senza rendersi conto che è molto, ma molto più difficile scendere sotto i 40 minuti sui 10.000 che completare una maratona. Questo porta inevitabilmente alcuni runner a fare questo ragionamento. ” se per qualche motivo (piccoli acciacchi ed infortuni) non posso più preparare una maratona tanto vale che smetto”.

Si è runner perchè si corre con impegno e con criterio allo scopo di migliorarsi, su qualunque distanza. Per tutti i miei anni a venire baratterei volentieri la medaglia al collo di una maratona conclusa (magari in 4 ore) con la soddisfazione di mantenere un tempo sui 10.000 inferiore ai 40 minuti. Anche se in un test da solo alla pista Saini di Milano.

Ciao a tutti
Ale Perdifiato

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