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dic 07
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FONTE: Wikipedia…
[...I glucidi, o zuccheri, o saccaridi, sono detti anche carboidrati o idrati di carbonio in quanto i più semplici hanno un rapporto idrogeno ossigeno simile a quello dell'acqua: (CH2O)n. Tutti i glucidi sono solidi a temperatura ambiente.I glucidi sono i più importanti e veloci fornitori di energia biochimica. Il loro metabolismo, descritto nel complesso ciclo di Krebs, fornisce all'organismo l'energia necessaria per la completa demolizione dei lipidi, evitando l'accumulo di chetoni, metaboliti incompleti dei lipidi e origine di effetti indesiderati.
I lipidi (detti anche grassi, dal greco lipos, grasso) sono le biomolecole non idrosolubili.
I lipidi più semplici e comuni sono gli acidi grassi: lunghe catene "alifatiche" formate come gli idrocarburi (idrogeno e carbonio) e terminanti con un gruppo funzionale carbossilico (COOH). I lipidi includono i trigliceridi, che sono le principali molecole energetiche.
I lipidi sono diversi composti fatti da atomi di carbonio e di idrogeno uniti tra loro con legami covalenti scarsamente polari e simmetricamente disposti. Essi formano legami molto deboli con le molecole di acqua....]
[...I carboidrati che una persona assimila con il cibo vengono convertiti dal fegato e dai muscoli in glicogeno che viene immagazzinato. Il glicogeno brucia rapidamente rendendo disponibile energia. I corridori possono immagazzinare circa 2.000 kcal di glicogeno nei loro corpi, sufficienti per circa 32 km di corsa. Molti corridori indicano che la corsa diventa notevolmente più difficoltosa a questo punto. Quando le scorte di glicogeno si assottigliano, il corpo deve bruciare i grassi immagazzinati per ottenere energia, ma questi non bruciano in assenza di glicogeno. Quando questo accade, il corridore sperimenta una terribile fatica. questo fenomeno viene detto bonking o sbattere contro il muro. Uno degli scopi dell'allenamento per la maratona, secondo molti allenatori, è di massimizzare il contemporaneo sfruttamento del glicogeno (diponibile in quantità limitata ma facilmente accessibile) insieme ai grassi (largamente presenti, ma di difficile accesso), in modo da ritardare l'esaurimento delle scorte di glicogeno oltre il fatidico chilometro 42. Utilissimi per questo scopo (lo sviluppo della potenza lipidica) sono i lunghissimi (sedute di allenamento oltre i 20km, che possono arrivare fino a 36-38Km). Alcuni allenatori propongono di correrli nella condizione di "scarico di carboidrati" e cioè senza aver assunto carboidrati nelle ultime ore. Altri sconsigliano gli sforzi a vuoto di glicogeno senza la presenza di un supervisore esperto....]
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dic 07
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E’ impressionante sentirsi, ascoltarsi portandosi dietro carenze oggettive. Mi piace sperimentare sulla mia pelle. Cosa diversa è correre a pieno di carboidrati o a digiuno, o con alimentazione disordinata, o senza alimentarsi in corsa, senza bere, recuperando lentamente il reintegro dopo lo sforzo. Sono sensazioni a volte di disagio conscio, volontario. Perchè lo faccio? Devo capire tutto ciò che ingerisco a cosa serve. Devo sentire anche un grissino quanta energia mi può dare durante un allenamento. Penserete che sono pazzo, fuori dagli schemi eppure non c’è miglior consigliere di noi stessi. Sbagliare fa bene, accorgersi degli errori per ricentrare le attività . SPERIMENTARE è sempre stato il mio cruccio. VERIFICARE di persona gli effetti desiderati e indesiderati del nostro organismo. I limiti sono reali in quanto dobbiamo capire consciamente dove possiamo arrivare e dove non possiamo spingerci oltre. Razionalmente anche attraverso crisi improvvise o cali di tensione e di ritmo. Il bonking o sbattere contro il muro deve essere vinto pertanto dobbiamo portargli rispetto e aggirarlo con grande intelligenza.







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