nov 20

Siori venghino! Rispolvero dall’oblio questa perla di foffo saggezza: la foffo gallery. E’ passato un po’ di tempo ma la cosa rende decisamente l’idea di che tipo sia il Lanfree e in che razza di topine coinvolga gli amici… :)

scritto da: lanfree

nov 20

Sono il nipote del frullo e vivo a NYC ormai dal lontano 2000. Ho cominciato a correre nel 1992 alternando periodi piu’ o meno intensi anche se non ho mai partecipato a nessuna gara in modo competitivo. Correre mi serve per rilassarmi e mantenermi in forma, nulla di piu’ davvero. C’e’ la sfida certo, per motivarsi quando si passano i 20 minuti di corsa, ci sono i target intermedi, i tempi sul km, la distanza totale percorsa, ma alla fine l’importante e’ fare il vuoto mentale in mezzo ad una vita professionale intensa (faccio il trader per un hedge fund).

L’anno scorso mi sono messo in testa di partecipare alla maratona di NYC (se vivi qui e’ quasi un must) ed avendo vinto per pura fortuna un posto alla lotteria ho pensato di provare ad allenarmi in modo per me serio. A tal fine ho seguito questa semplice e basilare tabella:

http://www.nycmarathon.org/training/trainingschedule.php

Ho seguito la First-time and Casual Marathoner schedule in modo abbastanza stretto. Ammetto di avere scazzato due lunghi su tre (nel senso che anziche’ correre 20 miglia ne ho fatte 15 e poi 18) ma tutto sommato ho messo un bel po’ di km nelle gambe e aiutato da un peso relativamente leggero (68kg) ho cominciato il mese di scarico prima dell’appuntamento con fiducia ma anche consapevolezza che non ero completamente sicuro di voler partecipare.

Poi e’ successa una cosa. Alla fine di un’ecografia, verso la meta’ di Ottobre, il medico annuncio’ a me e mia moglie Anna (incinta di 4 mesi) che avremmo avuto un bel bambino maschio. Aggiunse anche che c’era qualche cosa che rendeva il nostro bambino unico: la cosiddetta two vessels sindrome… disse di non preoccuparsi, ma che c…o! Dopo accurate verifiche scopriamo che si tratta di una malattia molto rara che puo’ essere associata a problemi cardiaci e/o sindrome down. Soprendentemente non ci scoraggiamo. Pensiamo che sarebbe meglio un figlio completamente sano, ma alla fine e’ sempre nostro figlio quindi andiamo avanti traquilli. Questa notizia pero’ mi da’ una carica particolare e decido di correre la maratona per lui, per mio figlio, per il bambino che chiameremo Vittorio.

Mi presento alla partenza i primi di Novembre 2005 con una canottiera bianca sulla quale ho fatto scrivere ad Anna il suo nome. Giornata ideale (forse un pochino calda) parto forte, fortissimo (troppo) e fino a dopo la mezza sono in media da 3:40. Al 20mo miglio sbatto violentemente contro il muro ma tengo duro e chiudo appena sopra le 4 ore. Penso molto a Vittorio durante la corsa (anche perche’ a Brooklyn tutti mi incitano come se fossi lui) e il modo scriteriato in cui mi sono lasciato andare all’inizio (pagato probabilmente con 20 minuti extra all’arrivo) mi serve per sfogare una rabbia che covavo dentro.

Il 22 Novembre 2005 un controllo da uno specialista rivela che la prima era stata una diagnosi errata. I vessels ci sono tutti e tre (come dovrebbe essere), non solamente due. Allarme rientrato e sospiro di sollievo. La maratona non c’entra nulla ma tutte le volte che rivedo la mie foto lungo il percorso mi viene in mente quello a cui stavo pensando in quel momento e quanto sono sempre stato fortunato in tutta la mia vita.

scritto da: lanfree