Nov 18

Che bello cimentarsi coscenti che prima o poi l’infarto arriva! Sfidare la genetica e anche la dialisi mentale
Sono uscito che non sapevo se rientrare subito o aspettare San Gennaro che facesse il miracolo della pioggia. Mi ha ascoltato e dopo una decina di metri ha smesso di piovere. Mah… guardo il cielo e mi dico “che culo!”. Poi penso al periodo senza sfighe lungo il percorso. Che sia realmente cambiato qualcosa nella mia vita mediocre? Il lavoro procede con promozioni anche se il mercato mi vuole in altre aziende. Le fighette non mi mancano che gironzolano qua e là, si va e si viene senza sussulti ma sempre in guardia. Gli amici ci sono tutti all’appello, nessuno manca. Eppure son sempre stato un rompicoglioni, un baluardo cagacazzi che dice ciò che pensa e quando pensa fa dei danni. Mah… pensando alla maratona, alla corsa, sono giunto alla conclusione a 43 anni che alcune discipline modificano e pianificano anche la vita di tutti i giorni. Penso proprio di sì! Mi sto dando rigore, disciplina appunto, puntualità, regolarità, obiettivi, costanza e serietà. Io che sono stato tutto fuorchè un conformista attraverso la serenità fisica e morale sto plasmando un concetto nuovo: anti eretico l’uomo runner mentis. La corsa che parte dalle gambe, su per le viscere e passando per il cuore arriva al cervelletto e pulsa energia nuova, potente e vibrante. I pensieri si fan più concreti, i concetti son cristallini e non ci si stanca mai. Inoltre ci si abitua al recupero e mentre il pomeriggio i colleghi dormono dopo abbondante razione di cibo io corro lungo l’immaginario verso la bellezza della natura, fuori dai tubi di scappamento, dall’aria viziata dei termoconvettori. Tutto acquista una logica umana, eretta e non curva a baciare il pavimento…
Tornando alla seduta mattutina ho preso un ritmo semiblando da 5′20″, primo passaggio al 11,3 km in 1h02′15″, al 22,6 in 2h03′11″. Leggera sosta di 4 minuti: pisciatina e acqua a go-go horipreso assieme a Roberto la seconda parte dell’allenamento. Mi è venuta la brillante idea di provare a rifare il percorso. Roberto mi guarda:”ma sei matto? 45 km? io non raccolgo il cadavere…” mi glior cosa non poteva fare per convincermi a fare la mattata. Arriviamo al passaggio del 11,3 (33,9 progressivi) in 1h12′15″ incomincio a dare segni di cedimento. Al 39esimo inizio a camminare x 800 metri poi riprendo a correre e il ritmo chiudo il passaggio maratona al 42,2 in 4h11′58″. Da lì in poi cammino fin verso casa. Ho perso un casino di liquidi il berrettino gocciolava a ritmo regolare e bagnava a volte la scarpa sinistra a volte la destra. Gli davo il ritmo affinchè la goccia esattamente cadesse sulla punta della scarpa. Un giochino per far passare il tempo lungo le 4 ore e mezza alternate da scemenze e idiozie che io e roberto ci dicevamo alternati: “io a firenze parto blando a 5,25 per finere a 4,45″ l’avrà ripetuto 787 volte e ogni volta cambiava i tempi. Corravamo appaiati e tutte le volte si spostava e veniva verso di me a tagliarmi la strada ” ma vuoi stare sulla tua linea? cosa c…o mi vieni addosso!” e lui a ghignare. ogni tanto incrociavamo qualke podista o qualke ciclista. Facce strane che nascondono maniaci, ti guardano con occhi sbarrati e vigliacco se ti salutano, fan c..o!

Nov 18

In attesa della maratona, oggi ultimo lunghissimo come da tabella Greif. Ieri è stata una giornata tranquilla, all’insegna della normalità e al quieto vivere. Pensando al lunghissimo fuori piove e c’è freddo. Sto pensando all’ abbigliamento per la testa. Cuffia di lana o berrettino? Non ho niente di serio a tal proposito e questi sono gli inconvenienti che si presentano inattesi anche se potevo immaginarmelo già ieri. Metterò l’impermeabile leggero giallo ma avrò le gambe scoperte dall’acqua anche se ho i panta lunghi aderenti. Non ne ho tanta voglia… sigh sigh sigh sigh!
36 km come demo se a firenze si presenterà la stessa condizione (previsioni probabili). Non mi piace la pioggia preferisco il freddo.

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