nov 30

Mercoledì e giovedì in quel di Brunico per lavoro. Consegna della gara e relativa apertura pubblica dei documenti l’indomani al ribasso. Esito positivo!
Quale occasione più ghiotta per saggiare i percorsi altoatesini. Ebbene Martin Grossgasteiger ( quello della tabella Greif e di 3.21 a Berlino la sua prima maratona) mi ha fatto compagnia tra le ciclabili, le strade e i campi costeggiando il fiume. Temperatura 0° la sera e -1° la mattina. Avevo troppa smania di provare il Garmin con GPS incorporato. E’ eccezionale… controlla lo spostamento reale dando all’istante la velocità, la distanza, i battiti e il consumo calorico. Un computer che raccoglie informazioni preziose per noi runneristi.Abbiamo corso per una decina di kilometri la sera con gli ultimi 3 sotto i 4′30″. Al mattino sono andato lento ma anche se faceva freddo non l’ho sentito + di tanto. Rientro a casa in serata non prima di essermi fermato a Bolzano con il collega sempre per lavoro.

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nov 30

Ieri ho fatto visita al negozio di abbigliamento sportivo KM SPORT con la reale intenzione di acquistare il GARMIN FORERUNNER 305. Si trova vicinissimo all’uscita dell’autostrada A4 Verona Est. Mi son fatto un bel regalo. Ho avuto la possibilità di conoscere i due soci: Emanuele Marchi che mi ha servito consigliandomi a dovere con grande professionalità. Non pensavo di aver di fronte un atleta da 2h37′47″ in maratona e 1h12′51″. Stefano Stanzial il suo collega, amico di Baldini, con un personale di 2h21′13″ in Marat. e 1h06′48″ nella 1/2 Marat. Si è istaurato da subito quel feeling maratonetiano che a me piace tanto. Ho raccontato la mia storia recente, ho fatto vedere il blog e mi hanno messo in prima pagina. Fa ovviamente piacere, considerando poi che li ho visti tra gli stands di Firenze sapere che è uno dei negozi più forniti e specializzati del settore. Passerò a trovarli spesso….

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nov 29

Mi sono alzato presto stamattina e ho avuto modo di raccogliere alcuni momenti, di riviverli, di riassaporarli nella quiete della notte fonda.

Firenze, Maratona, obbiettivo scendere sotto le 3 ore e 30.
Arriviamo grazie al navigatore all’Expo per ritirare il pacco gara. Viaggio tranquillo, ad ascoltare Roberto sulle sue previsioni. Sono Sereno e tranquillo. Mentre saluto Pizzolato vedo il libro di Speciani e Trabucchi. Lo apro un attimo, leggo l’indice, lo compro! Giretto tra gli stands… non mi rendo conto ma l’aver acquistato quel libro è stato determinante poi per la prestazione. Ritirato il pacco ci dirigiamo in albergo. Il mio pensiero è leggere le pagine dedicate alla meditazione e alla corsa zen. Sono così immerso nella smania di leggerlo che dimentico il telefonino sopra il tetto della MAZDA. Corro giù riprendo il cell ritorno, mi spoglio e mentre aspetto che Roberto faccia la doccia mi metto a leggere. Sono così preso che perdo le chiavi della macchina in camera e ci daranno da pensare per l’intera serata. Per fortuna al rientro dalla cena Roberto mettendo soqquadro la stanza le trova infilate sotto il letto! Mi guarda, gli dico:”sei stato proprio bravo a nasconderle :-) )” sguardo tagliente, mi manda a quel paese ovviamente! respiro di sollievo ma torniamo un attimo indietro. La lettura del libro mi ha focalizzato un capitolo: CORRERE ZEN: I SAGGI GIA’ LO SAPEVANO.
Incuriosito già dal suo articolo sul sito riguardante il muro del 35° km, ciò che scrive mi ha preso visceralmente… ho bevuto le tre paginette del saggio e ne ho fatto tesoro applicandolo durante la gara.
Nonostante Roberto si sia svegliato alle tre ad ammazzare 4 zanzare ormai piene del nostro sangue e accendendo la luce, imprecando come se fosse pieno giorno, sono riuscito candidamente a mandarlo dar via il c..o ma non ad innervosirmi. Mi son detto stai calmo, rilassati. Ci siamo RIsvegliati alle 6. Colazione e poi via! C’erano altri maratoneti in albergo e due di questi disperati cercavano le spille per il pettorale che mancavano nella loro busta. Ho avuto nonostante fosse tardi quasi le 7 la tranquillità di dire “le ho in valigia, 8 in più per le evenienze, te le dò!” nonostante l’avessi già chiusa e fossi pronto per partire. Roberto puntava i piedi! Secondo me il tipo voleva baciarmi ma non gli ho dato il tempo. Siamo andati zona gara, breve riscaldamento e poi ho salutato Roberto. Stretta di mano e in bocca al lupo reciproco. Concentratissimo ma sereno, ascoltavo gli altri, guardavo fuori dal finestrino altre persone mentre l’autobus ci portava in piazzale Michelangelo. Breve Stretching come dice Pizzolato che non fa bene prima della corsa. Ho atteso lo starter nelle gabbie per 45 minuti assieme via a via agli altri maratoneti. Calmo, sereno. Poi mi son piegato ad uovo alla Valentino Rossi. Dopo lo sparo son partito con passo agile. In discesa non ho forzato sapevo che i talloni mi avrebbero fatto male i primi due kilometri e così è stato. Dal terzo ho preso il ritmo e ho pensato al libro. Ho iniziato ad ascoltare il mio respiro, all’aria che entrava nei polmoni, ad ossibìgenare di conseguenza il cuore, a sentir girare le mie gambe, le articolazioni, la braccia, a guardare tra le foglie l’elicottero. A fissare per 3 secondi la gente per strada. Ho corso la prima parte metabolizzando i singoli movimenti, pensando all’appoggio, sentendomi trascinato dal corpo in avanti come se stessi seduto sull’automobile. La mente fredda, glaciale a fissare le cose. Guardavo il mio orologio del cardio, i battiti erano sui 123 di media e mi dicevo “ma allora la corsa zen funziona”. Passando la mezza in 1.39 facevo un confronto con Arco, là i battiti erano stati 154 di media al minuto. Mi sentivo agile, mi sentivo bene, vitale, prestante. Al 25 km sul cavalcavia qualke sentore di appesentimento ma ho tenuto, sempre a pensare alle scorte di glicogeno che potevo avere. Le kcal segnavano al 30° 1650. Pensavo a Padova che consumai 4300 kcal durante la gara agonizzante. Tranquillo lungo i parchi fino al 36°circa a ritmo leggermente calante ma ragionando sui tempi per scendere sotto le 3.30. Dà lì fino al 39° ho sofferto e ho temuto di non finire, ho camminato per qualke tratto ma per riprendere un pò di energie. Poi d’un tratto mi son sentito da dietro incalzare da quelli dei palloncini azzurri. Arrivavano come dei treni raccogliendo i cadaveri per strada. Erano i pacers(le lepri) delle 3.30, mi son sentito travolto, schiacciato, umiliato. Gli ero scivolato via al 5° e li ho tenuti lontani anche di 6 minuti dietro. Mi han ripreso, è finita!
In due secondi ho pensato a tutto. Ho ripreso a correre, a non sentirmi, a non ascoltar le gambe tanto erano dure come legni eppure mi stavano spingendo a 3′55″ al km, zigzagando ho superato un casino di maratoneti a velocità doppia, ho pensato a Forrest alla sua mamma: ” Corri Forrest, corri, corri, corri, corri, corri…..”

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nov 29



Ho voluto ripescare alcuni passaggi visivi e alcuni li scriverò tra i ricordi del mio passato.
A 9 anni spinto da mio padre in primis correvo già le domeniche le prime non competitive di 9/11 km tra i paesi limitrofi fino a quella di Villafranca/Custoza sulle colline di 18 km. Venivo quasi sempre premiato come il primo o secondo tra i più giovani corridori. fui tesserato nel CSI e correvo le campestri la domenica nel periodo invernale e le marcielonghe nell’estivo. Ho fatto Atletica durante gli anni e mi sono distinto nel salto in lungo (circa 6 metri) e triplo (12mt47cm) vincendo il campionato provinciale ai studenteschi nel ‘81 e fui tesserato nella Libertas Mantova per un anno, poi smisi per impegni vari. Il Professor Righi tra i più illustri e allenatore di Ronconi, nazionale 110 ostacoli, mi insegnò a correre e a saltare gli ostacoli e feci una breve parentesi ma con scarsi risultati. Mi mantenni in forma ma poi per motivi lavorativi non ho + avuto il tempo di cimentarmi sportivamente in modo agonistico. la seconda foto mi ritrae nel ‘88 ancora fisicamente asciutto, pesavo intorno agli 80 kg.
Poi ho avuto una parentesi durata fino al 2004 di anni vissuti in sovrappeso fino a toccare quota 115. Grazie a Roberto Lavarini, mio carissimo amico ho ripreso a correre lungo la ciclabile vicino casa a settembre di due anni fa. Inizialmente con scarsa predisposizione, gli obiettivi non erano certo questi di oggi. Pensavo solo a perdere qualke kilo e mi dicevo mentalmente una cosa elementarissima:

[Se sono 115 kg è perchè non brucio i grassi data la vita sedentaria che sto conducendo. Sono sempre stato di bocca buona ma in passato a ventanni facevo molto sport, giocavo a tennis oltre che correre e giocare a calcio, quindi bruciavo, bruciavo e consumavo calorie, sudavo, sudavo come faccio adesso...]

Poi la corsa mi ha preso e siccome sono un meticoloso quando mi ci metto cerco di fare le cose come van fatte come dice Paolo. Cercherò di non esagerare ma ho troppo entusiasmo di conoscere il mio limite. Ci sono dei test da fare per calcolare il proprio motore e lo farò durante gli allenamenti di questo inverno.

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nov 28


Quando l’ho visto alla NYCM mi ha preso più di Baldini. Vederlo con la sua impeturbabile faccia da marines correre ai 4,15 al km. come se stesse fermo mi ha sconvolto. I suoi pantaloni…oni…oni inusueti per un maratoneta mi hanno inizialmente fatto ridere e poi con le immagini rapite ai battistrada ho capito la stoffa, la grandiosa coscienza, l’inesorabile campione che prende, prende, prende. Il suo tempo potrebbe essere uno stimolo 2h59′36″!
Ci sto! Mi preparerò per battere il suo tempo…

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nov 28

A volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga, e alla fine resti solo con te stesso.

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nov 27





Oggi mi sono arrivate le foto di Verona. Sarebbero da comprare e sicuramente mi farò fare un bel poster gigante scegliendo tra queste…
Stasera ho corso 12 km di scarico a circa 5 minuti al km.
Le gambe stanno bene e il pisello pure rispondendo a qualcuno/a che commenta sul mio stato sessuale e si preoccupa visto l’impegno fisico, la fatica e il dispendio di energie in questa disciplina. Devo dire anzi che correre fa molto bene alla circolazione del sangue e siccome lo stato eretto del pene dipende dalla quantità di sangue che circola nel corpo non può che non confluire anke in quel posto. Le performances? Sfatiamo un mito:

abituare il corpo alla resistenza psico-fisica non può che giovare all’organismo nel suo complesso, non esiste che più ci si sollecita e più ci si spompa, è una cretinata colossale, sta di fatto che il sabato ho fatto le mie regolari funzioni come del resto anke ieri!!!

Sabato ho incontrato al FIRENZE EXPO al ritiro del pettorale Orlando Pizzolato e gli ho stretto la mano. Ha due orecchie a sventola impressionanti, magrissimo ma quel che mi sorprende è la sua umiltà, il suo spessore umano, la disponibilità. L’ho ringraziato facendo presente che il suo libro “Correre secondo O.P.” mi è servito molto per migliorare le mie prestazioni. Nello stand di Correre poi ho acquistato “Mente e maratona” di Luca Speciani e Pietro Trabucchi. Grandioso!

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