|
ott 27
|
Sono appena rientrato giusto il tempo per mettere in ammollo la maglietta e i boxer. Sgambata rilassante lungo la ciclabile con passo decisamente tranquillo. Le gambe sciolte, rilassate, nessun sforzo anomalo.
Dunque in questo stato chiamato “di grazia” dove le gambe girano per conto loro, ho avuto il tempo di pensare, pensare… I pensieri li ho rivolti a ciò che ho letto nei commenti. Fan riflettere decisamente le affermazioni fatte. Sanno di esperienza, di passaggio, di tempo quasi dimenticato. Rifletto e più rifletto mi convinco che siamo in tanti. Ognuno di noi convinto di gestirsi, di saperne, di vivere con entusiasmo gli eventi, il distacco dalla realtà di 4 ore corse alla ricerca di chissà quale obiettivo. Nessuno uguale perchè nascono da parametri diversi. Ricordo una frase di Gigliotti, l’allenatore di Baldini che dice che fra cento, duecento anni non ci si ricorderà di Bordin, del Baldini stesso ma di Dorando Petri, che fu addirittura squalificato dai giudici per essere stato sorretto per tagliare il traguardo. Le immagini ricordano un omino esile, che cade in ripetizione, sfinito, in preda alla prima crisi ipoglicemica della storia dell’atletica moderna. Fece tenerezza, si rialzò sfinito, come se si trattasse di un calvario vero e proprio. Perchè non si ritirò?
L’orgoglio, la tenacia, la caparbietà , il voglio arrivare costi il collasso ci rende romantici, assoltamente profondi. Ricordo il film “Momenti di gloria”, ho pianto, ho pianto tante volte nel rivederlo. Passione, passione, passione….
|
ott 27
|







Mi permetto di darti un consiglio. Consulta il sito www.albanesi.it ed interrogati se con il tuo peso sia davvero il caso di correre la maratona. Te lo dico per esperienza diretta. Io l’ho corsa pesando 83kg (sono alto 183 cm) riuscendo a finirla sotto le quattro ore. Ma il dopo maratona è stato per me molto negativo e per te, considerando l’età , potrebbe essere anche rischioso (mi riferisco ad infortuni).
Adesso, dopo mesi di allenamento, passando attraverso tre mezze maratone (una delle quali pochi secondi sopra 1h e 30) e fissando il mio peso sui 75kg (che non è ancora un peso adeguato) riprovo la maratona avendo come obiettivo quello di stare sotto le 3h 20.
Ricorda che nessun allenamento ti dà il miglioramento che può darti la perdita di peso (stimata in 2,5 sec a km per kg di peso in maratona) e che chi non ha un IMC (indice di massa corporea) superiore a 21 o una massa grassa superiore a 12% farebbe meglio a dedicarsi nella corsa a distanze più brevi.
Un’ultima cosa. Quando ero in condizioni di peso disastrose (per un periodo sono arrivato a pesare 92kg e correre a 6 al minuto era una sofferenza) non lo credevo possibile, ma ti assicuro che correre a 4.15 una mezza o a 4.05 un 10.000 è solo questione di costanza nell’allenamento e di controllo del proprio peso. Chiunque in buona salute può farcela (anche una pippa come me!)
Ciao e in bocca al lupo comunque
A.
La prima maratona l’ho corsa il 4 dicembre 2005 a Milano MILANO CITY MARATHON con temperatura -2°C dopo un anno di allenamento e veloce perdita di peso(115/92). Il freddo di quel giorno mi ha devastato il corpo e la mente. Penso che le immagini siano eloquenti. Ricordo che durante l’uscita da milano la nebbia e il freddo glaciale ha fatto parecchie vittime, con ritiri e crisi violente per strada. In più gli automobilisti indisciplinati e i milanesi che imprecavano per lo stop lungo le vie della città non hanno certo contribuito a fornire una buona immagine di italianità . A Berlino un milione di persone riversate per le vie hanno incitato, appludito, confortato il nostro sforzo… un fiume in piena lungo 30 km con 40000 podisti alla ricerca del passaggio sotto la porta di Brandeburgo. Emozioni fortissime, grandiose che hanno dato dimensione allo sforzo. Ritornando a Milano ho gettato i guantoni al 28esimo km, stavo bene ed ero in perfetto orario per scendere sotto le 4 ore, poi la crisi! Non avevo nemmeno il tempo per rendermi conto di cosa stava succedendo tanto era infreddolito. Gambe dure, durissime come il cemento. Non ne sapevo nulla di glicogeno, di calzini, di scarpe ma ho chiuso la maratona quasi piangendo. Ero solo, solo con me stesso, ogni tanto tra le finestre vedevo qualke signora in vestaglia guardare ammirata i “cretini” lungo le vie bevendo il suo bel the coi biscotti. Ogni tanto qualcuno inprecava non si sa con chi. Non riuscivo in alcuni momenti a sentire nulla, battevo i denti come un martello pneumatico! Mi ricordo una vescica grande come una piaga da decubito che è rimasta per tre settimane non permettendomi di camminare bene. Scarpe strette, inadatte, calzini sbagliati, mancanza di adeguata alimentazione durante la corsa… Oggi dopo 11 mesi sono ripronto alla sfida. Scarpe nuove leggere (consigliate bene), lacci stretti con tecnica sopraffina che non mi procurano il classico nero alle unghie, boxer e maglietta in microfibra all’argento. Piccoli dettagli anche se sarà sicuramente la genetica, il fondo ma soprattutto la testa a reggere il massacro! Vedremo.
|
ott 27
|
Il Blog è stato indicizzato su GOOGLE!
Solo dopo tre settimane ora si trova nelle prime pagine del motorone spaziale del web, quale soddisfazione!!!







Commenti recenti